Roberto Mancini ha concesso una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport pubblicata oggi. Nelle parole rilasciate in esclusiva alla Rosea, il commissario tecnico della nazionale ha trattato molti temi del nostro calcio e non solo. Ecco i passaggi salienti delle sue dichiarazioni.

LA SERIE A OGGI

Ovviamente, tra gli aspetti principali trattati del Mancio, non potevano mancare delle considerazioni sull’andamento del campionato italiano e sui suoi protagonisti. Secondo il c.t., a condividere la scena ci sono Cristiano Ronaldo e Nicolò Barella. Al portoghese va il merito di essere riuscito a migliorare la Juventus, dopo un inizio non semplice. Per il talentino del Cagliari invece ci sono parole al miele e un paragone importante con Marco Tardelli, eroe del mondiale in Spagna dell’82. Mancini si sbilancia anche su Nicolò Zaniolo, giocatore sul quale l’allenatore di Jesi aveva scommesso ancor prima del suo debutto in Serie A. Secondo il tecnico, il giovane calciatore romanista ha le capacità per giocare come todocampista alla Pogba, altro paragone pesante. Non mancano inoltre i complimenti a Lazzari, Bernardeschi e Chiesa. Su quest’ultimo in particolare l’allenatore della nazionale dice:

“Una piccola frenata ci sta, con tutte le pressioni che ha… Ma deve segnare di più, è importante per il suo ruolo: si faccia dare qualche consigli dal padre per migliorare nel tiro. Deve migliorare la precisione: a sinistra per rientrare sul suo piede e tirare, a destra per mettere in mezzo la palla goal.”

Padre e figlio a confronto

RAZZISMO, POLITICA E OLTRE

Mancini torna sulle scene di razzismo nei confronti di Koulibaly in vista della vicina Milan-Napoli e naturalmente si auspica di non rivedere nulla del genere. Secondo il c.t. i giocatori in campo potrebbero fermarsi in tali situazioni, ma pensa che sarebbe meglio che gli altri tifosi allo stadio coprissero i cori e i fischi dei meno intelligenti. A questo tema si lega la vicenda della chiusura dei porti italiani che forse non aiuta a sconfiggere il razzismo. Mancini a riguardo dice che gli italiani sono sempre stati un popolo di cuore e che per questo è importante portare aiuto a chi ne ha bisogno. Sempre in tema politico l’allenatore commenta le parole di Matteo Salvini riguardo alla Supercoppa di Jedda dicendo che questa partita può comunque essere un’occasione per portare anche le donne negli stadi. Per concludere un messaggio speciale all’amico Gianluca Vialli dopo la sua recente malattia:

“Gli sono sempre stato vicino, non abbiamo mai smesso di sentirci. Ma della malattia non abbiamo parlato. Io non ne avrei avuto la forza, lui non lo ha fatto e ho rispettato il suo silenzio. C’è una cosa che non gli ho mai detto: per me Gianluca è sempre stato un esempio, da quando ci conosciamo, per l’impegno e la serietà con cui faceva le cose”.

I gemelli del goal ai tempi della Samp