Rispettano il pronostico i ragazzi di Luciano Spalletti, che raggiungono i quarti di finale superando per 6-2 il Benevento. Il prossimo match sarà Lazio-Inter all’Olimpico, sempre in gara secca. Nella partita di ieri contro i sanniti, hanno trovato spazio le seconde linee, insieme a qualche titolare imprescindibile come Icardi, Skriniar e Brozovic. In porta Padelli ha preso il posto di Handanovic (che però dal prossimo turno dovrebbe tornare tra i pali), in difesa da segnalare il debutto stagionale di Ranocchia e la presenza di Dalbert (autore di un gol con un gran mancino), oltre al ritorno di Candreva da titolare (che riesce persino a mettere a segno una doppietta).

LA PARTITA

Match mai in bilico: dopo appena sette minuti i padroni di casa sono già in vantaggio di due reti: a segnare il primo goal del 2019 è il solito Icardi, che trasforma un rigore procurato da Candreva. Proprio l’esterno romano trova il raddoppio con un destro all’angolino dopo un palo colpito di testa dal capitano nerazzurro. Da segnalare una bella parata di Padelli su Tello tra una rete e l’altra. Chiude la prima frazione di gioco Estevao Dalbert, che sgancia una bomba sotto la traversa dopo aver raccolto il suggerimento di Perisic. Nel secondo tempo entra Politano al posto di Icardi, implicando uno spostamento di Lautaro da trequartista a punta: dopo appena tre minuti insacca di testa un cross dell’assist-man Perisic, poi si ripete al 21′, con un destro sul palo del portiere. Tra una rete e l’altra è però arrivato il gol su punizione di Roberto Insigne, il migliore degli ospiti. Il secondo gol campano arriva con un colpo di testa di Bandinelli (tenuto ingenuamente in gioco da Brozovic), poi allo scadere arriva addirittura la sesta marcatura nerazzurra, con Antonio Candreva. Troppa la differenza tecnica tra le due squadre, poco da fare per Bucchi e i suoi ragazzi.

ESPERIMENTO FALLITO

Nonostante la netta vittoria contro una squadra di categoria inferiore, a Spalletti è servita questa partita per capire una volta per tutte una cosa: Lautaro Martinez non è un trequartista. Non può farlo perché non ha le giuste caratteristiche per giocarci, è una punta a tutti gli effetti e lo ha dimostrato segnando la doppietta nel secondo tempo, quando ha giocato nel suo ruolo naturale. In quel ruolo serve fantasia ed imprevedibilità, qualità che difficilmente chi è abituato a giocare per “buttarla dentro” possiede. Nella prima frazione, spesso e volentieri è mancata l’intesa tra l’argentino e Perisic (con errori nell’ultimo passaggio); dietro la prima punta in campionato giocherà Nainggolan, che nonostante le note vicende è uno dei giocatori su cui l’inter punta maggiormente, a cui darà il cambio (visto il triplo impegno) Joao Mario, un esubero ad inizio stagione che è tornato ad essere invece un giocatore utile.

Sarebbe invece interessante veder giocare le due punte argentine insieme in un 3-5-2 o 4-4-2, tagliando però fuori un trequartista (pedina sempre utilizzata dal tecnico toscano) e rischiando che le due punte si “calpestino i piedi”. Esperimento che potrebbe essere fatto magari a partita in corso, mentre l’Inter è in svantaggio a pochi minuti dal termine. Sarà interessante vedere nei prossimi match come Spalletti deciderà di impiegare il classe 1997.

POST PARTITA

Il tecnico toscano ha poi parlato nel post partita di mercato, stadio chiuso e ovviamente della prestazione dei suoi ragazzi:

“E’ stata una partita vera. Difficile, quando siamo andati sul 4-0 abbiamo pensato che la gara fosse finita e abbiamo sbagliato. Anche se poi i ragazzi si sono dimostrati dei professionisti e l’hanno chiusa. Se di spettacolo si parla, è perché c’è il pubblico che viene allo stadio e si diverte. Così non è partita, non è calcio, non è divertimento: non ci si vuole stare negli stadi così. Serve un equilibrio relativo al trattamento di determinati calciatori. Nessuno ha i soldi per pagare Skriniar, resta qui: è un giocatore fuori prezzo per tutti. I ragazzi si sono fatti trovare pronti: in queste gare il rischio è quello di abbassare un po’ il livello di qualità e fare brutte figure, come accaduto l’anno scorso. Stavolta molto bene invece: si è fatto un passo  in avanti verso quel livellamento a cui aspiro gara dopo gara. Questo risultato ci permette di lavorare”.

Anche Ranocchia si è concesso ai microfoni al termine dell’incontro, dopo tanto tempo fuori dal campo:

“Tornare a giocare è stata una bella soddisfazione. Mi alleno sempre al massimo per sfruttare le occasioni e farmi trovare pronto.Sono contento per la mia prestazione e per quella della squadra, ora testa al campionato. In Coppa Italia ci toccherà la Lazio nei quarti, sono tutte partite decisive visto che in poche gare si arriva in finale”.

LE PAGELLE

Inter: Padelli 6, Vrsaljko 6, Ranocchia 5.5, Skriniar 6.5, Dalbert 7, Gagliardini 6, Brozovic 6 (dall’82’ Joao Mario s.v.), Candreva 7.5, Lautaro 7, Perisic 6.5 (dal 69′ Borja Valero 6), Icardi 6.5 (dal 46′ Politano 6.5).

All. Spalletti 6.

Benevento: Montipò 5.5, Letizia 6, Tuia 4.5 (dall’83’ Billong s.v.), Antei 4, Di Chiara 4.5, Buonaiuto 5.5 (dall’85’ Sanogo s.v.), Tello 6, Bandinelli 6, Improta 5.5, Coda 5 (dal 75′ Ricci 5.5), Insigne 6.5.

All. Bucchi 5.