Quando hai solo ventuno anni e sei chiamato a sostituire un giocatore come Riyad Mahrez sai già che non sarà facile. Aggiungici pure che sei alla tua prima esperienza in Premier League e che diventi il giocatore più pagato della storia della Championship. Infine, mettici anche la maglia numero diez di una squadra che recentemente ha toccato il punto più alto della propria storia ma che poi non ha saputo stabilizzarsi a quei livelli, e che quindi si aspetta che tu contribuisca a far sognare nuovamente i tifosi. Tutte queste premesse erano ben presenti nella mente di James Maddison quando quest’estate si è trasferito al Leicester, consapevole del ruolo che lo attendeva.

LA CRESCITA

Dopo aver fatto un po’ di gavetta al Coventry City, squadra della sua città natale, Maddison viene acquistato dal Norwich, che però lo gira subito in prestito all’Aberdeen. Neanche sei mesi e il ragazzo torna alla base, dove si erano pentiti di averlo lasciato partire in prestito. L’anno dopo, dunque, che corrisponde alla scorsa stagione, Maddison diventa un punto fermo del Norwich, giocando 44 partite, condite da 14 gol e 8 assist. A questo punto molte squadre mettono gli occhi su di lui, ma a scamparla è il Leicester che se lo porta a casa per circa 20 milioni di sterline (più o meno 23 milioni di euro), facendone, come detto, il calciatore più pagato della Championship, dal momento che il Norwich non era riuscito ad essere promosso nella massima serie. Le Foxes, d’altro canto, si erano appena private di uno dei loro gioielli, Riyad Mahrez, andato al Manchester City per 60 milioni di euro, e cercavano qualcuno per sostituirlo.

UN VERO DIEZ

Alla sua prima esperienza in Premier League, James Maddison ha già collezionato 5 gol e 4 assist (vice caponnoniere della squadra, secondo solo a Jamie Vardy, a quota sette reti) e non sembra intenzionato a fermarsi. Trequartista nel 4-2-3-1, ma all’occorrenza anche esterno sinistro o centrocampista centrale, Maddison unisce le grandi doti tecniche ad una grande efficacia sotto porta, sia come goleador che come uomo assist. È dotato di un’ottima visione di gioco e di un potente tiro, che gli permette di poter cercare la porta da qualunque distanza.

Maddison in gol contro il Brentford durante la scorsa stagione

Un vero diez, insomma, che agisce dietro la punta e che spazia su tutto il fronte d’attacco, andando a prendere il pallone e dettando il ritmo di gioco ai compagni; il tipico movimento che si richiede ad un trequartista e che fa, per esempio, Dele Alli al Tottenham, con l’eccezione che il giocatore degli Spurs ama spingersi più spesso dentro l’area di rigore per cercare il gol con più frequenza, mentre Maddison preferisce partire da dietro, impostando l’azione palla al piede o cercando l’assist con passaggi lunghi o filtranti.

Analisi di un passaggio nella gara contro il Bournemouth: Maddison riceve palla e lancia in porta il compagno

Ovviamente ci sono degli aspetti su cui deve – e può – ancora migliorare, come la fase difensiva e la troppa confidenza con il tiro, che a volte sfocia in tentativi velleitari da troppo lontano. Per quanto riguarda il primo punto finora ha avuto abbastanza libertà, rimanendo alto sui calci da fermo e non avendo particolari compiti difensivi; sta di fatto, però, che ad un calciatore completo si richiede anche una buona fase difensiva, che durante la partita può risultare fondamentale: quante volte, infatti, abbiamo visto grandi attaccanti segnare un gol e dopo pochi minuti fare uno strappo per togliere il pallone ad un avversario nella sua metà campo, o proteggere palla in una zona nevralgica? Per quanto riguarda i tiri, poi, avrà tempo per migliorare, dal momento che i suoi 22 anni non contemplano ancora grande esperienza, soprattutto in campionati importanti.

FUTURO RADIOSO

Il prossimo step, dunque, sarà giocare in nazionale maggiore: dopo la convocazione nella Nations League, ad Ottobre, per le gare contro Croazia e Spagna, in cui però non ha esordito, Maddison adesso si aspetta che Gareth Southgate lo convochi e lo faccia giocare, dal momento che le prestazioni sono dalla sua parte. Lo stesso Maddison ha dichiarato che, dopo l’esperienza con la prima squadra, non tornerebbe più nell’under 21. Il Leicester, tuttavia, sembra non avere più niente da chiedere alla propria stagione, con l’eliminazione da entrambe le coppe – in FA Cup ad opera del Newport Country (che gioca il League Two) e in EFL Cup ai rigori con il Manchester City – e il decimo posto in campionato, a sedici punti di distanza dal quinto posto dell’Arsenal, ma mai dire mai.
James Maddison, comunque, ha tutta la seconda parte della stagione per confermare le buone impressioni che finora ha lasciato e per dimostrare il proprio talento, con quel numero diez sulle spalle, che è sinonimo di campione.