Pronostici ribaltati, obiettivi che sfumano, gioie e dolori. Le coppe nazionali regalano da sempre queste contrastanti emozioni e spesso, a farne le spese, sono i grandi club. Se in campionato a far la differenza è principalmente il valore e l’ampiezza dell’organico, nelle competizioni ad eliminazione diretta tutto si equivale sullo stesso piano.

Una moltitudine di cadute fragorose ha contraddistinto questo inizio di 2019, dall’Inghilterra all’Italia, passando per la Spagna, la Francia e la Germania. Diversi i match in cui la testa, il cuore e il senso di appartenenza hanno prevalso sulla qualità dei giocatori e l’inestimabile valore della rosa.

PSG-GUINGAMP

Ecco che il nuovo anno si apre subito con una gara che pone fine all’equazione, se mai avesse avuto ragion di esistere, che per vincere siano indispensabili i soldi. In Coupe de la Ligue il Paris Saint Germain ha salutato con largo anticipo una competizione che da cinque anni vinceva consecutivamente, senza mai trovare degna opposizione. A porre fine a questo dominio incontrastato ci ha pensato il Guingamp, grazie alla trasformazione dal dischetto di Thuram jr, glaciale nel buttare in rete al minuto 93 un pallone marmoreo.

A dire il vero la gara del figlio d’arte non era partita benissimo: al 61′ il francese spara alto un rigore regalato da Meunier, ingenuo nell’atterrare Blas in area di rigore. Il Psg si dimostra spietato nell’approfittare dell’errore e passa in vantaggio proprio grazie al terzino belga che, servito perfettamente da Neymar, realizza l’1-0.

I parigini però commettono l’imperdonabile errore di prendere sotto gamba il match e di abbassare clamorosamente i ritmi, il Guingamp non si scompone e anzi crea più volte pericoli ai padroni di casa che all’80’ si fanno raggiungere grazie ad un altro rigore, questa volta trasformato da N’Gbakoto. I minuti finali sono un vero inferno, la difesa del Psg sbanda più volte e a pochi secondi dalla fine arriva il terzo rigore di serata. Thuram si ripresenta sul dischetto e con grande personalità scaccia ogni paura. Davide ha abbattuto Golia.

MANCHESTER UTD-DERBY COUNTY

Da una Coppa di Lega all’altra. Questa volta la notizia clamorosa arriva dall’Inghilterra: è il 25 Settembre e il Manchester di Mourinho cade all’Old Trafford sotto i colpi del Derby County, squadra che milita in Championship. I ragazzi di Frank Lampard si presentano al cospetto dei Red Devils con la voglia di tentare la grande impresa e non avendo nulla da perdere, lottano e corrono su ogni pallone con grande intensità.

A inizio gara la qualità dello United si fa sentire e Mata porta in vantaggio i suoi dopo soli 3′. Ma quella che potrebbe sembrare una serata tranquilla, si trasforma in un vero e proprio incubo: gli avversari restano in partita e al 60′ pareggiano con una punizione straordinaria di Wilson. Il Manchester non ci sta e teme l’ennesima brutta figura dopo un inizio di campionato traumatico, con un -7 dalla capolista che sembra spegnere sul nascere ogni sogno di gloria.

Romero sembra diventare l’emblema di questa paura quando atterra con un bruttissimo fallo un avversario e si fa espellere, complicando ancor di più la vita ai propri compagni. A cinque dal termine, Marriott porta in vantaggio il Derby County ma Fellaini risponde immediatamente con il goal del 2-2. Il dramma sportivo è però nell’aria e nonostante lo United tenti disperatamente di opporsi a una sorte quasi scritta, la gara si trascina ai rigori dove gli ospiti trionfano per 7-8 dopo un’interminabile serie.

GIRONA-ATLETICO MADRID

La bellezza di questi tornei è che permettono anche a squadre meno blasonate di poter riscrivere la propria storia. Oltre all’orgoglio di eliminare club dal grande nome, spesso c’è la voglia di raggiungere piccoli traguardi personali che regalano notti da sogno ai propri tifosi. È quello che succede quando una squadra come Girona, mai oltre i quarti di finale in Coppa del Re, elimina i Colchoneros di Simeone disputando due gare (andata e ritorno) da incorniciare.

Dopo l’1-1 dell’andata sembravano flebili le possibilità di ottenere un risultato importante al Wanda Metropolitano, invece, con cuore e intelligenza, i ragazzi di Eusebio Sacristan hanno conquistato un preziosissimo 3 a 3 che è valso lo scontro ai quarti di finale contro il Real Madrid. Il grande merito è stato quello di rimanere sempre compatti anche quando le cose sembravano andare per il peggio.

Dopo il vantaggio di Kalinic, il Girona ha ribaltato tutto grazie a Fernandez e Stuani, andando ad assaporare l’impresa che sembrava ora a portata di mano. Poi, l’immensa qualità dell’attacco dell’Atletico si è fatta valere con Correa prima e Griezmann poi, restituendo la rimonta subita. Il passaggio del turno sembrava ormai cosa fatta ma una vecchia conoscenza del calcio italiano, Seydou Doumbia, trafigge Adan all’86’ con una zampata nell’area piccola. Spettacolo, goal ma soprattutto emozioni: contro il Real per fare la storia.

COLPI DI SCENA ALL’ITALIANA

L’edizione numero 72 della Coppa Italia sarà ricordata sicuramente per la fine dell’egemonia bianconera in questa competizione. La squadra di Allegri infatti, è caduta allo Stadio Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo, affondata dalla straordinaria prestazione di Zapata e compagni. Erano cinque anni che la Vecchia Signora non usciva ai quarti di finale e nei successivi quattro erano arrivati solo trionfi. Una brutta batosta che rischia di compromettere il proseguo della stagione della Juventus che nel giro di 4 giorni ha perso due pezzi importanti come Bonucci e Chiellini.

L’altra grande delusione è sicuramente arrivata dalla sponda napoletana. I partenopei sembravano sicuramente tra i più accreditati a vincere la coppa ma davanti a se hanno trovato un Milan spietato a colpirli con i proiettili del pistolero Piatek. Nel match di San Siro è apparsa evanescente tutta la squadra, a partire da una retroguardia mai così fragile da inizio stagione, passando per un centrocampo privo di fosforo ed un attacco sterile, mai in grado di mettere seriamente in difficoltà Donnarumma.

Infine, il risultato più clamoroso di questo turno è stato sicuramente quello del Franchi di Firenze, dove una Roma irriconoscibile è stata travolta dall’uragano viola, in grado di mettere a segno ben 7 reti. Una prestazione inqualificabile, con i giocatori che non hanno provato nemmeno ad opporsi per salvare l’onore e, con il conseguente polverone che si è alzato a Trigoria, sarà difficile ricostruire i pezzi. I meriti, però, vanno tutti alla Fiorentina, capace di offrire una prestazione perfetta dal primo all’ultimo minuto, conquistando una semifinale dopo 5 anni, con il sogno di raggiungere l’Olimpico ed alzare la Coppa sotto il cielo romano.