Provare emozioni forti è fondamentale. Quasi vitale. Le sensazioni emotive sono il carburante della vita, ciò che ci rende vivi e che ci permette di imprimere per sempre un determinato attimo nella nostra memoria. Tralasciando il lato sentimentale dell’emotività, un altro importante aedo di emozioni, in Italia e nel mondo, è il calcio. Per chi segue questo bellissimo sport, sostenere la propria squadra del cuore o i grandi match del weekend, è un appuntamento immancabile.

Tuttavia, se non sussiste la possibilità di presenziare allo stadio, c’è chi con competenza e impeto caratteriale ma soprattutto con la sua emozionante voce entra nelle nostre case o nei bar di paese: il telecronista. Citazioni, spiegazioni tecniche e frasi di commento ad un gol di questi portatori sani di emozioni sono passate alla storia e riportano alla mente bellissimi ricordi per i tifosi di calcio che le hanno vissute.

Un esempio lampante della forza emotiva di questa figura è Riccardo Trevisani, celebre e preparatissimo telecronista di Sky Sport, che dopo la trasmissione Calciomercato l’originale ha gentilmente concesso a noi di Numero Diez una breve chiacchierata su molte tematiche.

 

Buonasera Riccardo, da molti anni ormai è impegnato nell’appassionante lavoro di telecronaca. Quali sono secondo lei le tre regole per il telecronista perfetto?

E’ una professione tanto appassionante quanto complicata, è uno di quei lavori che, come si è soliti dire, si impara sul campo. In tanti anni di telecronaca ho imparato come i tre dogmi fondamentali per svolgere questo lavoro siano sostanzialmente tre: vista, ritmo e competenza. Per prima cosa, appunto, essere costantemente attenti ad ogni situazione, saper cogliere determinati frangenti che possono sfuggire al pubblico a casa. Poi saper raccontare la partita con ritmo, accendendo e tenendo vivo l’interesse di chi ci ascolta. Ed infine, ultimo ma non per ordine di importanza, l’essere preparati su statistiche e altre informazioni utili per la partita.

 

Quanto è importante l’aiuto del commento tecnico nel racconto di una partita?

Per me è sempre stato fondamentale. E’ come la spalla per un supereroe, colui che ti aiuta e ti supporta nei momenti topici della partita. Ed in questo senso, io sono stato fortunatissimo a trovare Lele Adani.

Trevisani e Adani: Batman e Robin di Sky sport

Ha avuto la fortuna di commentare partite epiche in cornici mozzafiato. Quale è stato lo stadio che l’ha più impressionata?

 

Sicuramente il Camp Nou. Uno stadio incredibile che raccoglie una passione incontenibile. Tantissime persone e un’attesa magica per quel Barcellona-Real Madrid, poi finito 5-0. Indimenticabile.

 

Passiamo ora al campo concentrandoci sui protagonisti del nostro campionato e sulle possibili sorprese di questa stagione.

 

Il già più volte citato innesto di Cristiano Ronaldo, può secondo lei essere il fattore decisivo per la tanto agognata conquista della Champions?

E’ senza ombra di dubbio un valore aggiunto ma serve un gioco e altri 10 che lo aiutino. Come abbiamo visto nella partita di Coppa Italia contro l’Atalanta, la Juventus per un buon 40% è costituita da Bonucci e Chiellini, assenti loro la squadra va in confusione.

 

A mercato concluso chi ha fatto, secondo lei, il colpo che in termini di rendimento sarà il più decisivo nella seconda parte di stagione?

 A parer mio il Milan con Piatek. Il polacco è fortissimo e  a differenza di Higuain ha tantissima voglia di giocare per i rossoneri.

 

Il Milan quindi ci ha guadagnato..

 

Sì e non di poco. Il giocatore caratterialmente è già pronto per il palcoscenico rossonero e potrebbe essere l’uomo decisivo per il ritorno in Champions.

 

Ultima domanda, ma non per ordine di importanza. Su un tema così delicato volevamo sentire l’opinione di chi spesso allo stadio assiste a queste scene ed in particolare era presente quella triste sera del 26 Dicembre scorso.

 

Probelma razzismo negli stadi: quale potrebbe essere secondo lei la soluzione e condivide, in questo senso, la scuola di pensiero di Ancelotti?

 Condivido per chi vuole realmente fermarsi e non fare finta. E condivido il modello inglese: carceri sotto gli stadi e subito in galera le persone che si comportano male. Lì sì che cambieranno le cose.

 

Ringraziamo Riccardo Trevisani per la grande disponibilità e la grande chiarezza con la quale ha risposto alle nostre domande.