È il 31 gennaio, è l’ultimo giorno di mercato. Tra le sale dell’Hotel Da Vinci abbiamo la possibilità di parlare con Emanuele Chiaretti, procuratore e socio-proprietario dell’agenzia di procuratori 23 Football Management. Con Emanuele, che ha calcato i campi professionistici come calciatore (per tantissime stagioni con la maglia del Cesena) e che ora segue molti ragazzi che hanno come obiettivo quello di confermarsi nel calcio a livello professionistico, abbiamo parlato della possibile rivoluzione in atto nel calcio italiano: Serie A a 18 squadre e Serie B a 20.

Per quanto riguarda la prima soluzione lo stesso Presidente della Lega Serie A Gaetano Micciché ha confermato che si tratta di un’ipotesi che dovrà essere discussa e che, nel caso, sarà approvata in vista della stagione 2020/2021. La decisione sul campionato cadetto invece è già stata presa: dal prossimo anno saranno 20 le squadre partecipanti e vi saranno cinque promozioni dalla Serie C (invece che quattro).

L’INTERVISTA

Emanuele Chiaretti con uno dei suoi assistiti Andrea Tozzo, portiere del Verona

Da procuratore cosa ne pensi della riforma dei campionati, della quale si è discusso negli ultimi giorni?

Con la riforma dell’articolo 49 e delle NOIF si va verso la direzione di cercare di cambiare tutti i campionati professionistici, dalla Serie A fino alla Lega Pro, per cercare di creare un sistema economico calcio che sia sostenibile. Il concetto è meno squadre e soltanto club con presidenti economicamente validi e pronti ad affrontare un campionato. Tutto questo dovrebbe aumentare la qualità del prodotto calcio e penso che possa soltanto beneficiarne tutto il sistema: si alzerà sicuramente la qualità e ci sarà una maggiore attenzione sui settori giovanili e sul creare giovani calciatori. Penso sostanzialmente che sia un bene per tutto il calcio.

Questa riforma può rivoluzionare anche il mercato dei giovani calciatori?

L’anno nel quale la Serie A passerà da 20 a 18 o la Serie B da 22 a 20 sarà il più difficile. Ci saranno più retrocessioni e le squadre cercheranno di creare rose più competitive possibile. È tutto ancora in divenire, ma per quanto riguarda i giovani il meccanismo ormai è partito. Si sta ricominciando a lavorare sui settori giovanili, creando giovani calciatori con strutture, allenatori e anche procuratori adeguati. Inoltre con la riforma riguardante la figura del procuratore (tornerà ad essere obbligatorio l’esame per diventare agenti, ndr) anche i giovani saranno maggiormente tutelati.

A proposito, cosa ne pensi del ritorno dell’esame obbligatorio per diventare procuratore?

È una cosa assolutamente indispensabile. Negli ultimi anni è stata fatta solamente confusione: come in tutti i lavori più professionalità c’è e meglio è. Bisogna studiare, è necessario seguire corsi di aggiornamento perché il procuratore è stato riconosciuto a livello mondiale come figura di sostegno per il calciatore quindi ben vengano prove difficili e esami perché alla fine chi ha conoscenze e qualità emerge.