Nella giornata di ieri, Yann Karamoh è stato sospeso temporaneamente dal proprio club, il Bordeaux (dove l’Inter l’ha lasciato in prestito), per “comportamento inappropriato e inaccettabile”. Questo provvedimento è, appunto, temporaneo, e si attende la decisione finale del club, che potrebbe rispedire anzitempo il calciatore a Milano. Il giocatore paga così la giornata di shopping passata a Parigi (ampiamente documentata sui social network), resa possibile dalla mancata convocazione per la partita contro il Marsiglia, sempre per motivi disciplinari.

“A causa di un comportamento inappropriato e inaccettabile che il club non può tollerare, Yann Karamoh è stato licenziato a misura precauzionale. Questa misura, in attesa della decisione finale che sarà presa dal club, aiuta a proteggere l’equilibrio del gruppo e a ricordare il rispetto dei valori dell’istituizione”

Questo è solo l’ultimo di una serie di episodi che sono finiti con la sospensione di un calciatore, pugno duro spesso usato dai club per stroncare sul nascere atteggiamenti erronei: vediamo alcuni dei casi più celebri.

UN MESSAGGIO DI TROPPO

Il 20 Settembre scorso, il Lipsia doveva affrontare il Salisburgo per la quinta giornata dei gironi di Europa League, ma nel riscaldamento pre-partita è accaduto qualcosa che non è affatto piaciuto al club: Nordi Mukiele e Jean-Kévin Augustin, infatti, dopo la perlustrazione del campo da gioco, si erano tranquillamente accomodati in panchina con cellulare e cuffie, senza rendersi conto che il resto della squadra fosse rientrato negli spogliatoi per prepararsi per l’allenamento. Questo comportamento ha molto infastidito i dirigenti e gli stessi compagni di squadra, che hanno rimproverato ai due il poco interesse e la scarsa concentrazione, aggravati dal fatto che il club non stava passando un buon momento. I giocatori, in seguito, sono stati sospesi ed è stata inflitta loro una multa di diecimila euro a testa.

BAMBINI VIZIATI

Stagione 2017/2018, andata dei Quarti di Finale di Europa League, al Wanda Metropolitano si gioca Atletico Madrid-Sporting Lisbona: gli spagnoli vinceranno 2-0, anche grazie alla non brillantissima prestazione dello Sporting. Dopo questa sconfitta, il presidente del club portoghese, Bruno de Carvalho, espresse tutta la propria insoddisfazione su Facebook, scagliandosi direttamente contro i propri giocatori; questi, a loro volta, non accettarono il comportamento del loro presidente e diciannove di loro, capitanati da Rui Patricio, mandarono una lettera di protesta al patron, che per tutta risposta decise di sospendere tutti i diciannove giocatori, definendoli “bambini viziati che non hanno rispetto”. Tuttavia questa decisione era fin troppo pesante, e non avrebbe permesso al club di scendere in campo nella successiva partita di campionato, per questo motivo i giocatori vennero riammessi subito in squadra. Sarà comunque servito da lezione.

SOSPENSIONE A LUCI ROSSE

Durante la tournée estiva del Leicester in Thailandia nel 2015, tre giocatori si resero protagonisti di uno spiacevole incidente: il club, infatti, scoprì che i tre avevano partecipato ad un’orgia con una prostituta thailandese, rivolgendole, tra l’altro, insulti razzisti; il tutto ripreso dagli stessi protagonisti, che vennero poi licenziati dal club. I tre giocatori sono Tom Hopper (ora in forza al Southend United, in League One), Adam Smith (ora al Bristol Rovers, anch’esso in League One) e James Pearson, figlio dell’allora tecnico della squadra Nigel Pearson, che adesso gioca per il Macclesfield Town F.C., addirittura in League Two. È possibile che questo episodio abbia influito sulla carriera dei calciatori, che di certo non è decollata.

UNA FESTA INAPPROPRIATA

Ad Ottobre del 2017 si giocavano le ultime partite per le Qualificazioni ai Mondiali in Russia, e in Sudamerica l’ultimo turno vedeva di fronte l’Argentina di Messi, che aveva bisogno di una vittoria per qualificarsi, e l’Ecuador, già matematicamente estromesso dalla competizione. Quest’ultimo veniva anche dalla sconfitta contro il Cile, che aveva contribuito sicuramente ad abbassare il morale della squadra, che evidentemente non affrontò la partita con l’Albiceleste con l’atteggiamento giusto. Cinque giocatori, infatti, vennero beccati ad un festino una delle notti precedenti al match, e quindi sospesi dalla Federazione, che però preferì non rivelare in nomi. I giocatori sono stati puniti, dunque, per la poca professionalità con cui hanno affrontato la gara contro l’Argentina, che infatti si è imposta per 3-1 qualificandosi ai Mondiali.

DIVERGENZE

Durante i Mondiali del 2014, tenutisi in Brasile, il Ghana sospese Sulley Muntari e Kevin Prince Boateng a seguito di comportamenti scorretti nei confronti dello staff della Nazionale: Muntari era stato accusato di aver aggredito ingiustificatamente Moses Armah, membro dello staff, appunto, durante una riunione. Boateng, invece, avrebbe rivolto insulti all’allora allenatore della squadra, Kwesi Appiah, che quindi decise, di comune accordo con la Federazione, di sospendere i due calciatori, che dunque conclusero in anticipo la loro esperienza ai Mondiali. Da parte sua, Boateng accettò la decisione ma non mostrò rimorso per quanto accaduto, sostenendo di non aver insultato il proprio C.T. Secondo il Guardian, alla base di tali comportamenti, ci sarebbero potuti essere dei problemi legati ad alcuni bonus promessi e non assegnati, motivo per cui l’intera squadra aveva deciso di non allenarsi. Sta di fatto, comunque, che atteggiamenti del genere non possono essere tollerati, motivo per cui il Ghana aveva deciso di sospendere i due ex milanisti.