Dopo le prime due stagioni in Italia, rispettivamente con le maglie di Genoa e Fiorentina, in tanti quest’anno si aspettavano il definitivo exploit del Cholito Simeone. L’attaccante argentino, invece, sembra aver perso quel feeling con il gol che lo contraddistingue e con l’acquisto di Muriel sono arrivate anche le prime panchine.

Muriel e Simeone hanno dato il giusto apporto alla squadra, nella mia testa non c’è dualismo, ma il bene della squadra

Parole di Stefano Pioli, arrivate dopo la vittoria per 2 a 0 in Coppa Italia del 13 gennaio contro il Torino. Era la prima partita in cui l’allenatore viola poteva contare sul neoacquisto Muriel, partito infatti dal 1’, mentre Simeone si accomoda in panchina.

Eppure, quando Simeone e Muriel partono insieme dall’inizio, la Fiorentina ha una marcia in più: 7 gol in 2 in partite, contro Samp e Chievo. Simeone rimane a secco, però lui, come tutta la squadra, sembra giovare della presenza di Muriel. Il colombiano nel tridente viola parte largo a sinistra, ma spesso si trova in posizione centrale vicino a Simeone.

Il primo gol di Muriel contro la Sampdoria: la Fiorentina va in transizione e trova subito il colombiano libero sulla sinistra. Muriel va in campo aperto, fa tutto da solo e trova un gol bellissimo. Ma da qui possiamo vedere il tridente della Fiorentina, con Simeone pronto ad attaccare l’area di rigore e avversaria facendo preoccupare i centrali della Samp.

Stefano Pioli, nelle ultime 2 partite di campionato contro Udinese e Napoli, ha deciso di cambiare: Simeone in panchina, con Muriel prima punta e Mirallas esterno a sinistra. I gol segnati sono nettamente diminuiti, con l’unica rete messa a segno dal centrocampista Edimilson Fernandes.

I NUMERI DI SIMEONE

Nella sua prima stagione in Italia, con la maglia del Genoa, Simeone segnò 12 reti in campionato. Un bottino sorprendente data la giovane età, ma non casuale: chi conosceva le caratteristiche del Cholito prima del suo sbarco in Italia sapeva di essere di fronte ad un attaccante con un grande feeling per il gol.

Il gol di Simeone contro la Juve di due anni fa: Lazovic sulla sinistra va al cross, il Cholito finta di attaccare il secondo palo, si muove bene e sfila alle spalle di Benatia. Il suo colpo di testa è vincente e trafigge Buffon

Il processo di crescita di Simeone continua, viene acquistato dalla Fiorentina, gioca tutte le partite dello scorso campionato e segna 14 gol. Oltre alle reti mette a referto anche 5 assist, che dimostrano il tanto lavoro per la squadra che offre il Cholito.

È molto interessante analizzare il dato degli xG (expected goals) prodotti da Simeone in questi suoi 3 anni in Italia: secondo il modello di Understat al Genoa ha prodotto 13.47 xG, la scorsa stagione con la Fiorentina 14.10. Numeri quindi in regola con gli effettivi gol fatti.

Attualmente il Cholito, in Serie A, ha prodotto 6.65 xG e questo dato ci fa capire che sì, l’argentino avrebbe potuto finalizzare meglio alcune occasioni, ma non è in under-perfomance come tutti pensano. Il problema, quindi, è da ricercare più in profondità, ovvero nel come la Fiorentina non riesca più a servire Simeone. Lo scorso anno l’argentino calciava 3.15 volte ogni 90’, quest’anno invece sono 2.12 i tiri a partita.

TROVARE LA SOLUZIONE

Muriel da prima punta non ha convinto, il colombiano ha bisogno di partire in posizione più defilata per sfruttare gli spazi di fronte a sé; Mirallas non riesce a dare quell’apporto, in termini di creatività, che può far svoltare la fase offensiva viola.

La soluzione, per Pioli, appare semplice: continuare a dare fiducia a Simeone, soprattutto perché anche Muriel può dare molto di più con l’argentino vicino. Anche il Cholito dovrà mettersi d’impegno, per riconquistare la fiducia di Pioli e dei tifosi. La doppietta messa a segno in Coppa Italia, nel roboante 7 a 1 rifilato alla Roma, dimostra che Simeone è un attaccante che sa fare gol, va solamente servito di più e nella maniera corretta.

Il secondo gol di Simeone contro la Roma: lancio dalle retrovie, la difesa della Roma non si comporta bene ma Simeone fa uno stop in corsa tutt’altro che banale. A tu per tu con Olsen rimane freddo e non sbaglia.