Il Milan continua la sua corsa verso la Champions con una vittoria schiacciante sul preoccupante Cagliari. Un rotondo 3-0 firmato dall’autorete di Ceppitelli, la prima rete di Paquetà e l’ennesimo colpo di Piatek confermano il Milan al quarto posto con tante pretendenti alle calcagna. Il Cagliari dal canto suo invece si vede sempre di più coinvolto nella lotta per retrocedere, c’è bisogno di ritrovarsi soprattutto tatticamente per non rischiare sul serio.

MILAN: CAMBI E SOLIDITÀ (di Francesco Foria)

La vittoria del Milan passa da queste due parole. Non si sta parlando della profondità della rosa alla voce cambi ma dei cambi di gioco. Il Milan è tornato a capovolgere il fronte d’attacco all’improvviso creando maggiore pericolosità. L’asse Suso-Calhanoglu è tornato a funzionare. Nel primo tempo del match 3 cambi di gioco hanno portato a 2 gol e al tiro di Calhanoglu che Cragno ha dovuto parare con un volo plastico. Da questo punto di vista sembra tornato il Milan di Gattuso della scorsa stagione, quello che affondava il colpo in ripartenza e spesso con questi lanci lunghi in orizzontale. Questa è la chiave migliore probabilmente data la capacità di lancio delle due ali e data soprattutto la solidità della squadra.

Quattro gol subiti da inizio dicembre e 3 clean sheet, più 2 in Coppa Italia, nel 2019. Il merito va ad una difesa che finalmente ha trovato la quadratura del cerchio e ad un centrocampo piuttosto granitico. Sorge un dubbio però: quando tornerà Biglia chi gli dovrà lasciare il posto? Il centrocampo visto così sembra perfetto, un mix di forza e tecnica, quest’ultima grazie al nuovo arrivato: Lucas Paquetà. Il brasiliano firma la prima rete, quella cercata a più riprese da quando è arrivato. Elegante, pulito e stabile, questo è il ragazzo arrivato dal Flamengo che ha rubato il cuore di tutti i tifosi rossoneri. Lanciato nella mischia per necessità, ora sembra quasi un elemento imprescindibile di questo Milan, il filtro vero e proprio tra difesa e centrocampo. Il brasiliano è il centrocampista di cui il Milan aveva bisogno dopo l’infortunio di Bonaventura, un colpo azzeccato quasi quanto quel Krzysztof Piatek che non vuole smettere assolutamente di fare “pom-pom-pom-pom”. Oltre al coro, i tifosi lo accompagnano nell’esultanza urlando ad ogni colpo di pistola. Il polacco è diventato il beniamino di tutti non solo per la sua incredibile vena realizzativa ma anche per il gioco che fa con le sue sponde ed i lanci per gli esterni. Chi aveva paura dell’ipotesi del fuoco di paglia si sta ricredendo pian piano grazie ai colpi del pistolero.

Menzione speciale per Calhanoglu che nonostante una partita discreta, ma con troppe occasioni sciupate, esce tra gli applausi del pubblico di San Siro dopo aver subito molti fischi nelle partite precedenti. Di fischi invece ne sono arrivati per Montolivo al momento dell’annuncio dello speaker della panchina, situazione strana per l’ex capitano relegato in panchina.

È tornato inoltre il vero Gigio Donnarumma. Il portiere di Castellammare di Stabia ha ritrovato la grande forma che lo aveva contraddistinto nelle prime due stagioni da titolare del Milan. La solidità della squadra rossonera è anche merito suo, che almeno una volta a partita deve inventarsi un grande intervento per scongiurare l’azione offensiva dell’avversario di turno. Questa volta il giovane portiere ci ha messo la pezza in maniera egregia per ben due volte, entrambe su Joao Pedro. Come contro la Roma e il Napoli, Donnarumma è sempre presente. Dopo la serie di partite con la porta violata, Gigio ha ritrovato stabilità, quella che serve ad un giovane per affermarsi sempre di più. Le statistiche dei gol subiti sono già state elencate ed il merito va anche, se non soprattutto, a lui.

PAGELLE

Donnarumma 7.5, Calabria 6.5 (dal 65’ Conti 6), Musacchio 6, Romagnoli 6.5, Rodriguez 6, Kessie 6.5, Bakayoko 6,5, Paquetà 7, Calhanoglu 5.5 (dal 77’ Borini s.v), Suso 6.5, Piatek 6.5 (dal 65’ Cutrone 6).

CAGLIARI, DOVE SEI? (di Daniel Bonfanti)

Il Cagliari invece deve ritrovare se stesso sotto molti punti di vista. Non solo mentalmente, come affermato da Maran in conferenza stampa. I rossoblù scesi in campo ieri a San Siro devono recuperare la quadratura in mezzo al campo, la precisione tecnica e, forse, anche la voglia di lottare su ogni pallone. Impossibile pensare che certe disattenzioni a livello tattico e molte leggerezze con la palla tra i piedi possano dipendere solo da una difficoltà psicologica dovuta ai numerosi infortuni e al periodo nero che accompagna i ragazzi di Maran.

Due esempi possono bastare per rendere l’idea di quanto detto fino ad ora. Se in molti hanno definito come un episodio “sfortunato” l’autogol di Ceppitelli, è anche bene sottolineare come in questa azione siano presenti ben due errori commessi in fase difensiva dal Cagliari. Il primo è a livello di posizionamento: le prime due occasioni del Milan (la seconda delle quali ha portato all’1-0) sono state innescate entrambe da due cambi di gioco. Nella prima situazione Suso ha trovato Calhanoglu libero e lo ha servito con una grande apertura, nel secondo caso i ruoli si sono invertiti, ma il Cagliari non ha saputo opporre resistenza. Possibile che Maran non abbia preparato la squadra a questa soluzione spesso sfruttata dall’attacco rossonero? Possibile che, durante i primi venti minuti, l’allenatore non se ne sia accorto e non sia riuscito ad apportare accorgimenti tattici, tanto da non riuscire ad ad evitare anche il raddoppio rossonero (arrivato ancora su un cambio di gioco)?

Il secondo errore, poi, è tecnico, commesso dal portiere Cragno che respinge il pallone in mezzo all’area e non alla sua destra. L’estremo difensore rossoblù avrà però modo di rifarsi durante la partita, recuperando in più occasioni alle sbandate di una difesa che non funziona (complice la serataccia di Ceppitelli) ed evitando così la goleada rossonera.

Per quanto riguarda la fase offensiva, invece, il Cagliari è timido, quasi bloccato, ma anche in questo caso la disposizione tattica non aiuta. Il secondo momento simbolico della partita è rappresentato da una sgroppata in solitaria del solito Barella, costretto ad accelerare da solo contro la difesa del Milan, per nulla assistito dai suoi compagni. Emblematica anche una chiusura di Ionita che avrebbe potuto dare il via alla ripartenza rossoblù, conclusasi invece con un retropassaggio di Joao Pedro addirittura verso Cragno. O ancora una corsa sull’out di destra di Pavoletti che, in mezzo alle maglie rossonere, prova un cross in mezzo all’area: il compagno più vicino distava però trenta metri. Il Cagliari che cerca di organizzare la manovra offensiva a San Siro non è per nulla compatto, non è squadra nemmeno dal punto di vista tattico. I reparti sono slegati, i calciatori distanti tra loro, le ripartenze bloccate da una manovra che non riesce a svilupparsi. Si ha l’impressione che i ragazzi di Maran non sappiano cosa fare con la palla tra i piedi, non esistono movimenti collaudati che possano facilitare l’azione offensiva. L’unica soluzione è quella di cercare Pavoletti con palle sporche che, oltre a non facilitare il suo gioco (difficile pensare che un attaccante con le sue caratteristiche possa fungere da regista offensivo), lo sfiniscono e lo rendono meno lucido.

Il Cagliari sì, è stato sfortunato in alcuni episodi e non vive un momento facile dal punto di vista mentale (eufemismo). Si ha però l’impressione che i rossoblù non siano solo maledetti dalla sorte: la squadra scesa in campo ieri, anche se fosse stata più fortunata in occasione dell’autogol di Ceppitelli o della traversa di Joao Pedro, avrebbe perso lo stesso il confronto con il Milan. I rossoblù ieri – così come contro l’Atalanta – si sono resi protagonisti di una brutta figura, limitandosi a contenere l’avversario (pure male) e non provando ad esprimere una propria idea di gioco. Il Cagliari non è sfortunato, i rossoblù attraversano un brutto periodo dal quale devono cercare di uscire attraverso una maggiore attenzione in fase difensiva e una ricerca del gioco mediante l’avvicinamento dei reparti e la compattezza di squadra. Castro era quello che si occupava di palleggiare e unire centrocampo ed attacco, ma ora l’argentino non c’è più e Maran dovrà farsene una ragione.

PAGELLE

CRAGNO 6 – Come detto non è impeccabile sul primo gol, ma evita un passivo che poteva essere molto più umiliante.

SRNA 5 – L’età si fa sentire, non è brillante come ad inizio stagione, nè in fase difensiva nè quando deve far partire l’azione o servire Pavoletti.

CEPPITELLI 4 – Serata disastrosa, per tre volte manda in porta gli attaccanti rossoneri, che in due occasioni lo graziano. Sbaglia il gol sul finire ma forse è meglio così, avrebbe stonato con la sua tragica prestazione.

PISACANE 5.5 – Più sicuro del compagno di reparto, prova a mettere una pezza dove può ma subisce spesso gli attacchi di Suso.

PELLEGRINI 5.5 – Il ragazzo ha voglia, si vede. Chiama la squadra al pressing e si fa notare più volte senza paura in fase offensiva. Dietro però soffre il tandem Calabria – Suso.

FARAGÒ 5 – Mai propositivo, affonda con la squadra.

IONITA 5 – Qualche buona chiusura, ma molte imprecisioni. L’impressione è che in un centrocampo a due faccia fatica. (Dal 76′ Despodov s.v.)

BARELLA 5.5 – L’ultimo a mollare, anche sul 3-0 morde le caviglie agli avversari perché sente il peso della maglia. Molto impreciso però a livello tecnico, sbaglia alcuni passaggi semplici.

PADOIN 5 – Soffre Calabria e si fa spesso saltare da Suso. Unica nota positiva il cross per Joao Pedro nel primo tempo. (Dal 68′ Deiola 5 – Giusto il tempo di addormentarsi e causare l’ennesima occasione rossonera e quello di sparare in curva un tiro dalla distanza).

JOAO PEDRO 6 – Unico a salvarsi nella serata di San Siro. Cerca di trascinare i compagni sia a livello mentale sia tecnico, ma spesso non è seguito. Più sfortunato che colpevole in occasione della traversa. (Dall’ 80′ Bradaric s.v.)

PAVOLETTI 5 – I compagni non lo aiutano, lui ci mette l’anima, ma non tiene una palla. Serata no anche per lui.

MARAN 4.5 – Il Cagliari è in un periodo nero e lui non sembra fornire gli strumenti necessari per uscirne. Il mezzo punto in più è dato dall’attenuante di un mercato per certi versi inspiegabile portato a termine dalla società a gennaio.

 

CONFERENZA STAMPA

 

GATTUSO – L’allenatore del Milan è soddisfatto della prova dei suoi e del momento che la sua squadra vive, ma mantiene l’umiltà e sottolinea gli errori commessi: ” I ragazzi non mi sono piaciuti nella prima fase del secondo tempo, le mezzali dovevano cercare gli spazi in verticale, invece si abbassavano per prendere palla ma in questo modo arretravano il nostro baricentro”.

Su Donnarumma: “Se non prendiamo gol è soprattutto merito suo, perché si fa trovare pronto quando viene chiamato in causa. Parte del merito della sua crescita deve essere attribuito anche a Reina, che invece di fargli la guerra nei momenti difficili, ha saputo mettergli a disposizione la sua esperienza, e questo dà l’idea di che professionista sia. Gigio è tra i migliori al mondo, ma deve lavorare sodo”.

Su Calabria: “Ha fatto molto bene ma sono contento che sia sottovalutato e che di lui non si parli troppo. Ha bisogno di lavorare e pensare al campo, non di ascoltare i complimenti. Mi è piaciuto molto anche l’impatto che ha avuto Conti, sarà molto importante per noi”.

Su Paquetà: “Si vede che è brasiliano. A livello tattico no, perché è attento e ha sorpreso tutti per come si sia ambientato. Poi però gioca con la suola e illumina la partita, vive per questi momenti e bisogna lasciarglielo fare. Mi piace molto come atteggiamento, parla poco, lascia che sia il campo a farlo per lui”.

 

MARAN: L’allenatore dei rossoblù sottolinea il periodo buio dei suoi a livello mentale: “Non siamo per niente fortunati, gli episodi ci condizionano e poi è difficile reagire, soprattutto a San Siro con il Milan. Noi però dobbiamo essere più bravi proprio nella reazione; subiamo troppo i momenti storti della gara e questo non deve succedere”.

Sulla squadra: “I ragazzi stanno dando l’anima e lavorano benissimo in settimana per uscire da questa situazione. Non mi piace parlare degli assenti ma da novembre dobbiamo affrontare le partite ogni volta senza 5 o 6 giocatori. La Juve perde Bonucci e Chiellini e incassa 6 gol in due partite, figuriamoci quando succede a noi”.

Sul prossimo avversario: “Con il Parma sabato sarà fondamentale non a livello di classifica ma a livello mentale. Serve una vittoria convincente per ritrovare fiducia, ma so che i ragazzi prepareranno al meglio la partita come hanno sempre fatto”.

 

Da San Siro, Francesco Foria e Daniel Bonfanti.