La Uefa ha preso la sua decisione definitiva e oggi si appresta a compiere un grande passo verso la modernizzazione del calcio: questa sera il Var fa il suo esordio ufficiale in Champions League. Lo scorso 30 Agosto, in occasione dei sorteggi Champions, il presidente Ceferin aveva annunciato l’introduzione di questa tecnologia a partire dalla stagione 2019/2020. A Settembre l’ennesimo tentativo di anticipare i tempi viene respinto ma il 3 Dicembre l’Esecutivo Uefa annuncia la storica decisione di approvare la moviola anche per le competizioni europee a partire dagli ottavi di questa edizione.

OGGI SI CAMBIA

C’è grande attesa per questo debutto. Negli ultimi anni è stata richiesta a gran voce l’introduzione del Var, così da placare animi troppo spesso bollenti, ma l’Uefa si è sempre mostrata restia. Nell’ultima stagione però, troppi gli errori decisivi che hanno condizionato le sorti dei match e questo ha costretto i membri dell’organizzazione a riflettere sul da farsi. La svolta è avvenuta probabilmente a seguito del polverone che alzatosi in seguito a Real Madrid-Juventus dello scorso anno. Il presidente Agnelli nel post gara tuonò contro l’Uefa e in quanto presidente dell’European Club Association disse:

“Ci sono alcuni Paesi che hanno implementato la Var, il processo di accelerazione va portato avanti in Europa, perché qui si decide chi va avanti e chi no, noi avremmo meritato almeno i supplementari”

A quasi un anno di distanza dalle parole del patron bianconero, il Var sarà utilizzato in questa edizione della Champions League a partire dagli ottavi, al via questa sera. Lo scopo è proprio quello di restituire un giudizio più equilibrato che troppo spesso è sembrato mancare negli anni precedenti. Alcune squadre assaporeranno per la prima volta il gusto di una decisione arbitrale al monitor: in Inghilterra aderiranno a questa strumentazione solo dal prossimo anno dunque per il Manchester United, che questa sera affronterà il Psg, sarà un giorno ancora più speciale.

PARLA ROSETTI

Per un evento così importante è cruciale che ci sia la massima chiarezza possibile. Per questo nei giorni scorsi il responsabile del settore arbitrale Uefa, Roberto Rosetti, è intervenuto con alcune dichiarazioni riguardanti le principali novità integrate.

In primo luogo ha sottolineato che per l’uso del Var sarà seguito il protocollo dell’International Board che prevede l’intervento della tecnologia solo nei casi in cui c’è la prova di chiari ed evidenti errori. Dunque come in Italia, i check avverranno solo per quattro situazioni specifiche: revisione dei goal, decisione sui rigori, rossi diretti e scambi d’identità. Altro punto chiave toccato dall’ex arbitro è quello riguardante i falli di mano che verranno cosi analizzati:

“In caso di tocco di mani, il Video Assistant Referee deve intervenire quando c’è una chiara volontà del giocatore di toccare la palla con le mani o con il braccio. Movimento, distanza e posizione del braccio o della mano sono presi in considerazione dalla squadra VAR per giudicare se il contatto sia punibile o meno, e l’arbitro deve effettuare una verifica in campo”

In linea teorica anche in Serie A dovrebbe essere seguita questa logica ma è ben evidente che sul concetto di volontarietà ci siano ancora grossi interrogativi. Troppo spesso infatti vengono prese decisioni contrastanti per episodi molto simili dunque su questo aspetto servirebbe molta più chiarezza, anche se questo non è certamente compito dell’Uefa.

ECCO LA NOVITÀ

Ogni innovazione ha i suoi detrattori. Nemmeno il Var si sottrae a questa legge non scritta dell’evoluzione umana e diverse sono le critiche rivolte a questa tecnologia. Fra le tante è stata posta sotto la lente d’ingrandimento dell’organizzazione arbitrale il problema degli stadi: quando avviene un check, infatti, gli spettatori sui seggiolini sono all’oscuro di tutto e vivono per diversi minuti una tensione priva di spiegazioni.

Per ovviare a questo problema, Rosetti ha annunciato che a partire già da questa sera, sui maxi schermi degli stadi verrà mostrata una grafica per informare gli spettatori della decisione presa e soprattutto quale sia l’episodio valutato. Un passo importante per lo sviluppo di questa strumentazione, certamente non ancora al massimo delle sue potenzialità ma che senza dubbio fornirà un importantissimo contributo agli arbitri.

Infine Rosetti ha parlato anche di tempistiche:

“La precisione è sicuramente più importante della velocità. Tuttavia il tempo conta e vogliamo rendere le revisioni il più efficienti possibile”.

Il Var nasce per risolvere i casi più spinosi e non certamente per sostituirsi all’arbitro, questo deve essere chiaro. Quello che però non va dimenticato è che la fretta gioca spesso brutti scherzi e nei diversi campionati si è palesato un problema importante: più volte la pressione sugli arbitri ha portato ad errate valutazioni delle immagini o addirittura un mancato check delle stesse in episodi che invece ne avrebbero avuto bisogno.

In ogni caso la notizia più importante è che il Var abbia finalmente raggiunto l’Europa e questo certifica il definitivo abbraccio alla tecnologia. Oltre che in Champions League, l’introduzione avverrà anche per l’Europa League (solo in finale) e in occasione delle Final Four di Nations League.

Ogni valutazione verrà fatta a tempo debito, oggi restiamo vigili e attenti a questo esordio, come si fa quando il ragazzino sconosciuto della nostra squadra del cuore entra per la prima volta nel mondo dei grandi.