La corsa al titolo in Liga sembra giunta quasi a destinazione, grazie alla vittoria del Barcellona nel Clásico di ieri sera. I blaugrana si apprestano a festeggiare l’ottavo campionato negli ultimi 11 anni. La Liga, però, non è solo Barça, Real e Atletico Madrid. La lotta per il quarto posto è più aperta che mai, con il Siviglia che è calato notevolmente nelle ultime settimane, mentre il Getafe e l’Alavés ne hanno approfittato. Queste ultime due squadre stanno facendo una stagione straordinaria, ma per la Champions c’è un solo posto disponibile. Per il momento, la quarta posizione è occupata dall’Alavés, grazie ai 3 punti ottenuti ieri sul campo del Villareal.

L’UOMO DEL MIRACOLO

L’Alavés è la squadra della città basca di Vitoria ed è tornato in Liga nella stagione 2016/17, dopo ben 10 anni di assenza. Il club, infatti, dopo aver vissuto i momenti più importanti della propria storia nei primi anni del 2000 – inclusa una finale di Coppa Uefa persa ai rigori con il Liverpool – è precipitato in crisi. Nel 2007 erano 25 i milioni di euro di debiti. Nelle ultime stagioni il club si sta affermando come una realtà ormai consolidata, e soprattutto punta sempre più in alto, per tornare ai fasti di un tempo.

Dietro al miracolo Alavés c’è un volto preciso di un uomo di campo, cioè quello di Abelardo Fernández Antuña, l’allenatore dei baschi. Abelardo, soprannominato El Pitu, cioè il puffo, è subentrato in panchina la scorsa stagione, evitando una retrocessione che sembrava già scritta. Riconfermato per questa stagione, Abelardo ha potuto lavorare sin dall’inizio, plasmando la squadra nel modo migliore.

COME GIOCA L’ALAVÉS

Partendo dal modulo, l’Alavés gioca con un 4-4-2 molto semplice ed efficace. Abelardo guida una squadra reattiva, che esegue lunghe fasi di difesa posizionale durante le partite e poi cerca di sfruttare le ripartenze in contropiede. La coppia di attacco è formata da Borja Bastón e da Jonathan Calleri, due prime punte che si stanno trovando discretamente bene insieme. Entrambi hanno segnato 4 gol, lavorano molto per la squadra e risultano decisivi nei duelli aerei per vincere le seconde palle.

Baston si trova ad occupare l’insolita posizione nell’half space sinistro. Sa che Calleri si muoverà per attaccare il secondo palo e mette la proprio lì. Calleri fa finta di tagliare verso il primo e poi sparisce alle spalle del difensore e con un bel colpo di testa spedisce in rete

Sull’esterno sinistro troviamo il giocatore più decisivo della squadra, ovvero Jony: il centrocampista in prestito dal Malága ha messo a segno 4 gol e 8 assist in Liga.

L’utilità degli esterni dell’Alavés: Gomez dalla destra crossa in mezzo, Jony taglia verso il secondo palo e in scivolata mette la palla dentro. Azione che inizia dall’esterno di destra e viene conclusa grazie al taglio dell’esterno un sinistro

In mezzo al campo agisce il capitano Manu Garcia, un centrocampista intelligente tatticamente che sa abbinare qualità e quantità. L’altro centrocampista che lo affianca è sempre uno tra Brašanac e Tomás Pina. Principalmente i due mediani, nel gioco di Abelardo, devono rimanere indietro per garantire copertura in fase offensiva; mentre in fase di non possesso cercano di recuperare i palloni per girarli subito sugli esterni, oppure cercare il lancio verso le due punte.

Fino a gennaio sulla destra agiva Ibai Gómez, poi il calciatore basco ha deciso di ritornare al Bilbao per aiutare la sua squadra del cuore. L’Alavés lo ha sostituito con Inui, giocatore totalmente diverso ma molto interessante. Il giapponese era uno dei colpi del mercato estivo con più hype in Liga, ma al Betis non ha trovato spazio. Abelardo gli ha dato subito fiducia, perché Inui è un giocatore di qualità che può aiutare molto una squadra come l’Alavés, poco presente in zona gol.

La squadra basca ha messo a segno 27 reti in 26 partite, solo Valencia, Bilbao, Leganés, Valladolid e Huesca hanno segnato di meno. Curioso vedere anche i NPxG dell’Alavés, che ne ha prodotti proprio 27.28 (secondo il modello di Understat). Quindi la produzione offensiva della squadra è quella, non c’è un problema di mancanza di reti come nel caso del Valencia.

Un gol fondamentale di Calleri, all’ultimo secondo contro il Getafe: Navarro dalla destra crossa in mezzo, Calleri ancora una volta è bravo a muoversi all’interno dell’area, e con un grande stacco di testa anticipa tutti

Veniamo adesso alla fase difensiva, il vero punto di forza della squadra di Abelardo. Sono 29 i gol subiti in 26 partite, che fanno dell’Alavés la sesta miglior difesa della Liga. La coppia di difensori centrali è formata da Laguardia e Maripán, le due colonne della squadra. Sono due difensori forti fisicamente, bravi nei duelli aerei e nelle marcature a uomo. Entrambi sono rudi negli interventi, ma non commettono molti falli. Fanno sentire il loro peso anche in avanti, sui corner e sulle punizioni: Laguardia ha segnato 1 gol e 2 assist, Maripán invece 2 gol e 1 assist.

LE SPERANZE

L’Alavés, quindi, è una squadra ormai riconosciuta per il suo modo di giocare, Abelardo ha portato una filosofia efficace che sta producendo ottimi risultati. Nelle ultime giornate il tecnico ha provato anche a sperimentare un 4-3-3 più propositivo, con Jony e Inui esterni d’attacco. Ma la squadra ha faticato, per questo nell’ultima giornata è tornato nella propria comfort zone, con l’utilizzo del 4-4-2.

Forse la Champions League rimane un obiettivo troppo prestigioso, ma per l’Alavés l’importante è tornare in Europa. Un piazzamento, anche in EL, confermerebbe la crescita importante del club avvenuta negli ultimi anni. La bagarre per la zona europea è ancora tutta da decidere, nella Liga non ci si annoia mai. Vedremo dove potrà arrivare questo Alavés, che sogna in grande e non vuole smettere di farlo.