C’è una data che sembra aver cambiato la storia della stagione del Benfica: il 3 Gennaio 2019, giorno in cui la società portoghese annuncia di aver trovato un accordo con il tecnico Rui Vitoria al fine di rescindere il suo contratto con effetto immediato. Troppo pochi i 32 punti conquistati fino a quel momento e il 4° posto in Liga NOS, oltre al deludente rendimento avuto in Champions League negli ultimi due anni. Ancora vivo il ricordo dello 0-5 subito lo scorso anno in casa dal Basilea nel girone di Champions, la peggiore sconfitta di sempre nella competizione per i lusitani, mentre non è andata meglio quest’anno con l’eliminazione in un girone alla portata, ai danni dell’Ajax dei giovani.

L’ex allenatore del Benfica Rui Vitoria. Arrivato nel 2015, ha vinto sulla panchina delle Aquile 2 campionati portoghesi, 2 Coppe nazionali, 1 Coppa di Lega e 1 Supercoppa.

Al suo posto viene chiamato ad interim l’allenatore del Benfica B Bruno Lage, classe ’76 nato Setúbal, città natale di un altro allenatore che ha fatto la storia del calcio mondiale: Josè Mourinho.

L’ESORDIO E LA CONFERMA

L’esordio da primo allenatore sulla panchina del Benfica è uno di quelli importanti. Le Águias sono reduci da una clamorosa sconfitta per 2-0 in casa della Portimonense. La voglia di riscatto e di recuperare il terreno nei confronti dei rivali di sempre del Porto è forte e la risposta degli 11 in campo non si fa attendere: Seferovic e Joao Felix, con una doppietta ciascuno, trascinano la squadra ad una vittoria fondamentale per rialzare la testa dopo le ultime cocenti delusioni. Il gioco intravisto soprattutto nel secondo tempo della partita vinta contro il Rio Ave lascia spunti interessantissimi, il che induce la dirigenza portoghese ad esitare nel nominare un nuovo allenatore. Sono, infatti, sempre più insistenti le voci che vorrebbero un ritorno clamoroso proprio di Josè Mourinho in Portogallo, ma questa volta sulla panchina del Benfica e non del Porto, a circa 15 anni di distanza dall’ultima gloriosa esperienza. I problemi legati all’ingaggio dello Special One sono, però, evidenti ed è lo stesso Mourinho a chiarire che, almeno per ora, al Benfica non ci andrà.

Mourinho è stato allenatore del Benfica dal settembre 2000 fino al 5 dicembre, quando si dimette dopo solo 9 partite.

“Posso affermare che ad oggi non ho nessuna intenzione di tornare a lavorare in Portogallo, sto bene così. E quindi non rappresento un’opzione per il Benfica”.

Tramontata ormai l’ipotesi Mourinho la società lusitana il 14 Gennaio decide di promuovere a primo allenatore Bruno Lage, d’altronde i risultati parlano chiarissimo: in due partite 6 punti dopo la vittoria esterna con il Santa Clara per 0-2. Se, però, in un primo momento l’opzione Bruno Lage sembrò rappresentare più che altro un semplice traghettatore, il percorso quasi netto avuto dal tecnico di Setúbal fin qui ha fatto cambiare idea a tutti gli addetti ai lavori.

VITTORIE E TALENTO: LE NUOVE STELLE CHE ILLUMINANO IL “DA LUZ”

In poco più di 2 mesi il Benfica di Bruno Lage ha cambiato radicalmente faccia, stile di gioco ma soprattutto è aumentata notevolmente la consapevolezza nei propri mezzi. Dopo la sconfitta subita contro la Portimonense che costò carissimo all’ex tecnico Rui Vitoria, le aquile biancorosse non hanno più perso in campionato: 9 vittorie in 9 partite, 36 gol realizzati e solo 6 subiti. La media di 4 gol a partita è indicativa dell’incredibile miglioramento che la squadra ha avuto dall’arrivo di Bruno Lage, che ha avuto il grande merito di puntare su una folta schiera di ragazzi giovani e pieni di talento che stanno illuminando il “da Luz” di Lisbona.,

Il capocannoniere della squadra è Haris Seferovic, che a suon di gol (15 fin qui) e assist (5) sta trascinando i biancorossi in campionato ad una rimonta completata sabato scorso nella vittoria ad Oporto per 1-2. Il giocatore svizzero, che agli albori della sua carriera ha conosciuto anche il calcio italiano vestendo senza troppa fortuna la maglia della Fiorentina, non ha segnato ma è stato comunque decisivo con l’assist realizzato per Joao Felix nel gol dell’1-1, un altro talento che con le sue giocate sta brillando e attirando su di sé le attenzioni di mezza Europa. La profondità, il fiuto del gol e l’abilità nel dialogare coi compagni sono tutte caratteristiche che Bruno Lage ha saputo sfruttare al meglio, tant’è che sono state ben 11 le reti segnate dall’attaccante svizzero dall’arrivo del nuovo allenatore, segno di come il numero 14 sia riuscito ad interpretare al meglio lo stile di gioco voluto dal nuovo tecnico lusitano.

Chi sta facendo altrettanto bene è Rafa Silva, centrocampista che gioca prevalentemente sulla fascia di sinistra, autore di 9 reti e 2 assist. Arrivato al Benfica dal Braga nell’agosto 2016 il giocatore portoghese, classe ’93, sta ritrovando la continuità che ha caratterizzato il suo primo anno al “da Luz” quando riuscì con le sue 8 reti ad essere determinante per la vittoria del campionato portoghese. Dopo l’ultima annata piuttosto deludente, Rafa Silva è riuscito a rialzare la testa diventando con Bruno Lage un punto di forza insostituibile. Basti vedere le sue ultime prestazioni: 4 gol nelle ultime 4 partite, di cui l’ultimo proprio nel super match di sabato sera del “do Dragao” che ha permesso al Benfica di completare la rincorsa nei confronti del Porto, scavalcato e ora al secondo posto dietro di due punti.

Il vero gioiello di questo Benfica targato Bruno Lage è senza dubbio Joao Felix, classe ’99, che sta incantando tutta Europa con la sua tecnica e visione di gioco sopraffina. Il tecnico lusitano ha fin da subito puntato tantissimo sul talento cresciuto nelle giovanili delle Aquile, detentore di un record davvero niente male: il 25 Agosto 2018, subentrato al 71′ al posto di Pizzi, è diventato il giocatore più giovane a segnare nel derby di Lisbona con la sua rete a cinque minuti dalla fine. Joao Felix sta facendo faville: 9 reti e 5 assist, con un rapporto gol fatti-minuti giocati altissimo: uno ogni 101 minuti.

Il talentino lusitano, che ha da poco compiuto 19 anni, dimostra già una grande maturità. La sua abilità nel dialogare nello stretto con i compagni, la velocità e il dribbling fulmineo ne stanno facendo la vera arma in più del Benfica 2018-19. Si adatta perfettamente come ala sinistra, ma è dietro la punta che Joao Felix ha dato prova di essere un potenziale fuoriclasse. Non è un caso, infatti, che su di lui abbiano drizzato le antenne i top club del vecchio continente: Manchester United, Juventus ma anche City, Milan e Real Madrid son tutte squadre pronte a ricoprire di milioni il Benfica e il giocatore. Tuttavia non si preannunciano trattative facili: l’agente di Joao Felix è un certo Jorge Mendes, che di fuoriclasse ne gestisce tantissimi, da Cristiano Ronaldo a Mourinho, passando per James Rodríguez e Ángel Di María.

IL COLPACCIO DEL “DO DRAGAO” E IL PERCORSO IN EUROPA

È stato senza dubbio un weekend magnifico per il Benfica, capace di espugnare il “do Dragao” grazie alle reti di Joao Felix e Rafa Silva, una vittoria che rilancia le ambizioni della squadra di Bruno Lage a caccia del titolo, che manca da due stagioni. Davanti di due punti, ora i biancorossi hanno l’opportunità di confermarsi in vetta alla Liga NOS senza dimenticare l’obiettivo europeo. Il Benfica, “retrocesso” in Europa League dopo il terzo posto nel suo girone di Champions League, ha prima eliminato un validissimo e ostico avversario come il Galatasaray, peraltro battuto 1-2 nel fortino dei turchi, e ora dovrà affrontare la Dinamo Zagabria in un doppio incontro che vede i portoghesi decisamente favoriti.

La rinascita del Benfica ha visto emergere grandi talenti in una rosa giovanissima che conta appena due over 30. Ma i grandi risultati dei lusitani non possono che rifarsi all’idea di gioco di Bruno Lage, che fa della velocità, del fraseggio corto e della grande organizzazione offensiva i dogmi della sua filosofia calcistica, ormai pronta a dominare le scene di tutta Europa.