Storico tifoso della Beneamata nerazzurra, per anni voce di Mediaset Premium delle partite dell’Inter. Christian Recalcati è un vero e proprio simbolo del tifoso giornalista, capace di accendere le emozioni degli appassionati. Il telecronista racconta, in esclusiva per Numero Diez, il delicato momento della stagione nerazzurra.

D: Christian, anzitutto grazie per la disponibilità e il tempo concesso. Cominciamo col “caso Icardi”. In un tuo recente video hai dichiarato che con ogni probabilità l’ex capitano non vestirà più i colori nerazzurri, andandosene a giugno (Napoli in pole position al momento). I problemi emotivi riscontrati dalla squadra nel corso della stagione sono dunque tutti attribuibili a lui?

“Direi di no. Non è Mauro Icardi il problema dell’Inter, anzi, se fosse stato dall’inizio l’attaccante che tutti noi conosciamo di problemi non ce ne sarebbero stati. L’Inter non sta di certo vivendo un momento difficile perchè Mauro è stato messo fuori. La società, del resto, è consapevole che lui è il Top in questo momento per questa squadra. Di preciso non sappiamo ancora cosa sia successo, ma naturalmente la dirigenza avrà avuto i loro motivi per allontanare un elemento così importante. Detto questo il momento negativo dell’Inter non è attribuibile esclusivamente a lui. I nerazzurri è ormai da tempo che offrono un gioco non all’altezza, e i risultati dimostrano che sia quando Icardi era in campo sia quando non c’era la squadra di Spalletti ha mostrato il peggio di sè (si vedano le partite contro Sassuolo, Chievo, Bologna…).

Non si devono dunque dare tutte le colpe a lui. Per quel che concerne poi il “caso Icardi” in sè, non si è ancora capito con certezza da chi è partito tutto. Questa mattina mi è stato detto che si è provata una riconciliazione per risolvere la situazione quantomeno fino alla fine della stagione. Ma al 99% Mauro andrà via a giugno“.

D: Quanto è importante quindi, in un momento così delicato della stagione, puntare emotivamente sull’appoggio di “senatori” come Andrea Ranocchia?

“E’ encomiabile la professionalità di Andrea in questa sua fase di carriera. Pur non giocando, infatti, è sempre col sorriso pronto a sostenere i propri compagni. Tuttavia l’Inter non ha bisogno solo di senatori fuori dal campo, nè di uomini spogliatoio caratterialmente non duri e carismatici come lui. Non è insomma, per intenderci, il Marco Materazzi della situazione, Andrea è un ragazzo d’oro che effettivamente ha un ruolo determinante nelle dinamiche di gruppo. Detto questo i nerazzurri avrebbero bisogno di senatori veri in campo, che in questo momento non ci sono. Perisic si sta imponendo nell’ultimo periodo come leader, ma bisogna capire meglio certe dinamiche.

Del resto il capitano in questo momento è Handanovic, non lui. Ci sono diverse cose che in questo momento all’Inter non funzionano, e come dice Marotta sarebbe necessaria una rivoluzione in toto della squadra, anche per garantire la presenza di figure carismatiche e decisive in campo”. 

D: Parliamo adesso di Lautaro Martinez. Il “caso Icardi” ha di fatto spalancato le porte del Toro alla titolarità, rispettando discretamente le aspettative finora. Secondo te questa per lui è un’occasione d’oro per mettersi in luce, in vista anche di un’ipotetica titolarità nella prossima stagione, o si rischia di bruciare l’ennesimo talento?

“Direi 50% e 50%. Lautaro anzitutto non è una prima punta di ruolo, ma adattata. Detto questo lui sta dando il 150% quando gioca. In questo momento è diffidato, sia in campionato che in Europa League, quindi gioca in maniera più “prudente”. C’è il rischio di bruciarlo dal momento che regge sulle spalle tutta la responsabilità dell’attacco che prima di lui reggeva uno come Mauro Icardi. Un giocatore che caratterialmente in campo è una roccia (si ricordi ad esempio lo scavetto a Napoli sotto la curva partenopea). Mentre Lautaro Martinez è un giocatore molto più giovane del numero 9. Quindi il rischio è appunto quello di dargli troppa importanza, bruciandolo.

Naturalmente sta vivendo un’occasione più unica che rara, che nel complesso sta sfruttando bene. Dubito che nella prossima stagione possa fare il titolare fisso tra le fila nerazzurre, specie se la Beneamata centrerà il quarto posto in campionato. E’ sicuramente un giocatore da rosa, che può crescere nel tempo bene, ma non titolare all’Inter in questo momento”.

D: Capitolo quarto posto. L’imminente derby del 17 marzo sarà decisivo nella corsa Champions?

“Il 17 sarà il giorno del derby, mentre il 14 quello del ritorno di Europa League contro il Francoforte. E’ necessario tenere conto del turno europeo per vedere con quale morale si arriva all’incontro col Milan. E’ chiaro che in caso di vittoria all’andata Spalletti potrebbe permettersi al ritorno dei cambi, per far rifiatare i titolari in vista dello spareggio Champions coi rossoneri. Temo il derby in ogni caso. Dopo quella partita si aprirà poi un periodo difficilissimo, contro avversari come Lazio, Atalanta, Roma, Juventus… I nerazzurri del resto devono ancora affrontare tutte le “big” a sinistra del tabellone.

L’Inter è ancora naturalmente in piena corsa Champions (grazie anche alla vittoria della Lazio nel derby capitolino, che non mi aspettavo così netta), tuttavia ci vuole il 100% della concentrazione e liberarsi di tutte queste voci che sono dannose all’ambiente nerazzurro. 

Se l’obbiettivo Champions non venisse centrato, tutti i nomi che si fanno adesso non sarebbero ipotizzabili, con tutto quanto da rifare”. 

D: Parliamo adesso di Europa League. In un tuo recente video hai dichiarato di come Luciano Spalletti, in caso di netta sconfitta contro il Francoforte, potrebbe essere esonerato fin dal match di andata. Questo va necessariamente a categorizzare l’Eintracht come un avversario alla portata dei nerazzurri. Avversario dunque agevole o insidioso?

“Lo reputo un passaggio insidioso. L’Eintracht è l’ultima squadra tedesca ad aver affrontato in Europa un’italiana (la Lazio). I tedeschi in Germania si imposero sui biancocelesti per 4 a 1; non si tratta dunque di una formazione da prendere alla leggera. A mio modo di vedere l’Inter ha qualcosa in più rispetto alla Lazio ma in questo momento siamo sugli stessi livelli. Sono venuto a sapere da poco che a causa di un affaticamento muscolare Radja Nainggolan non potrà giocare domani sera. Di conseguenza senza il ninja, Joao Mario e Gagliardini che non sono stati inseriti nella lista europea, Icardi, con Lautaro Martinez diffidato, sarà davvero un incontro difficile

Detto questo Spalletti non avrà scusanti: teniamo conto che ai tedeschi manca il giocatore più forte, Rebic, quindi bene o male siamo alla pari. La società in caso di mancata vittoria potrebbe spazientirsi definitivamente. L’Inter ha ancora due obbiettivi: quarto posto (che all’inizio della stagione doveva essere terzo) e Europa League. Più che vincerla almeno arrivare fra le prime quattro, tenendo conto che di squadre blasonate ci sono soprattutto Chelsea, Arsenal, Napoli e, a mio modo di vedere, l’Inter.

In ogni caso reputo che Luciano Spalletti verrà comunque sostituito a giugno“.  

D: Una domanda sulla questione stadio. Si è parlato negli ultimi giorni della volontà da parte di Inter e Milan di costruire un impianto comune. Questa scelta può rappresentare la base per un progetto ancora più ambizioso oppure denota una società fragile, in grado di non realizzare una struttura per conto proprio?

“Parto dicendo subito che eliminare San Siro è per me un colpo al cuore. Dopotutto in quello stadio ho condotto 16 anni di telecronache. Le due società hanno deciso di unirsi per portare avanti una tradizione che dura da decenni. Inter e Milan sono insieme da secoli, quindi non è affatto sintomo di società debole secondo me. Dopotutto i patron nerazzurri, la famiglia Zhang, dispongono di un patrimonio indefinibile, quindi si sono messi d’accordo per un progetto ancor più ambizioso ed efficace. Non ci vedo nulla di male, parliamo di due squadre blasonate, e non si tratterebbe dell’unico caso in cui due squadre in Europa giocano nello stesso stadio”.

D: Un’ultima domanda inerente al Canale Youtube che hai da poco aperto. Le tue impressioni al riguardo e che cosa ti aspetti da questo modo di comunicare e fare notizia.

“All’inizio avevo un po’ di dubbi. Avevo delle perplessità sul passaggio da giornalista tradizionale a youtuber. Lo reputavo e lo reputo ancora adesso una cosa abbastanza difficile. Poi ho incontrato Enrico Bricchi, abbiamo parlato molto al riguardo e mi sono convinto. Del resto provare non costa nulla. Adesso mi sto divertendo, è un qualcosa che mi piace molto da portare avanti. Per me fare video è come aprire un contatto diretto coi tifosi. Nella rapidità di informazioni che arrivano nel mondo del calcio non è semplice gestire i video.

Trovo un ottimo riscontro da parte delle persone, che mi scrivono instaurando un rapporto che apprezzo molto. Ci confrontiamo su quanto dico nei video, su eventuali approfondimenti e su opinioni da parte dei tifosi. Il canale ha aperto da una settimana, quindi i risultati non sono particolarmente eccezionali. Però mi sto divertendo molto e vedo il buono di questa esperienza, che reputo stimolante“.

Ringraziamo nuovamente Christian Recalcati per la disponibilità e il tempo concessi.