Ieri, prima dell’inizio di Real Madrid – Ajax, la maggior parte degli spettatori si aspettava il passaggio del turno dei campioni in carica. Il Diez che tutti si immaginavano come protagonista era Luka Modric, uno capace di strappare il Pallone d’Oro a Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. Dopo soli sette minuti dal fischio d’inizio però, a dare il via all’impresa, ha pensato Hakim Ziyech, con il primo dei quattro goal della serata dei Lancieri. Il ragazzo, sulle spalle, porta la 22, ma solo perché la numero 10 gli è stata portata via da un altro degli eroi della serata, Dusan Tadic. La prestazione sontuosa del serbo è servita a spiegare il motivo di questo scippo, ma Hakim non ha assolutamente nulla da invidiare al compagno.

Ziyech e Tadic prima del cambio di numero.

CARRIERA

Ziyech, nato in olanda da genitori marocchini, cresce nell’Heerenveen, squadra con la quale fa il suo esordio nel 2012, ad appena 19 anni. A lanciarlo è Marco Van Basten, all’epoca allenatore della squadra olandese. Già alla sua prima esperienza tra i professionisti iniziano ad emergere statistiche importanti.

Nelle sue prime due stagioni colleziona 46 presenze, 13 goal e 11 assist. Questi numeri, non possono che ingolosire i top club olandesi, famosi per la valorizzazione dei giovani talenti. Ecco allora che il Twente, nel 2014, piomba sul ragazzo e lo preleva per la modica cifra di 3,5 milioni di euro. Con la nuova maglia, il rendimento di Hakim migliora ulteriormente, raggiungendo cifre davvero spaventose: in altre due stagioni arrivano 34 goal e 30 assist distribuiti tra 76 presenze.

A questo punto, Ziyech comincia ad attirare gli occhi di mezza Europa, ci sono anche Inter e Roma su di lui, ma alla fine è l’Ajax a spuntarla, superando l’offerta di 9 milioni dei giallorossi. Per 11 milioni di euro, Ziyech si sposta un’altra volta, ma l’esito non cambia. Dal 2016 a ieri sera, è sceso in campo la maglia bianco-rossa in 116 occasioni, marcando 37 volte e confezionando 52 passaggi vincenti per i compagni. La scorsa estate, la Roma si era mossa ancora per portarlo in Italia, ma il costo del suo cartellino era salito già a 35 milioni.

Ricapitolando, tra giovanili e carriera da professionista, Ziyech ha totalizzato 99 reti e 95 assist in 290 gare con maglie di club.

Bisogna fare anche una piccola menzione per il discorso della nazionale. Come detto, Hakim è nato in olanda, ma il nome stesso suggerisce origini differenti. Dopo aver giocato con la maglia degli Orange a livello giovanile, nel 2015 il ragazzo ha scelto il Marocco, patria dei genitori.

Con la nazionale africana ha preso parte al mondiale in Russia, prendendosi una piccola rivincita. Quando aveva scelto di giocare con il Marocco infatti, aveva ricevuto critiche da molti, tra cui lo stesso Van Basten. Se avesse continuato con l’Olanda però, ai Mondiali non avrebbe partecipato.

CARATTERISTICHE E RUOLO

Il marocchino d’Olanda, come l’ha definito ieri sera Massimo Marianella, è un giocatore molto duttile. All’inizio della sua carriera, Van Basten lo impiegava come trequartista puro per via delle sue enormi qualità nel dribbling e del suo ottimo mancino dalla distanza.

Al Twente invece è stato spesso impiegato come esterno d’attacco, così come visto al Bernabeu. Questa trasformazione gli ha permesso di realizzare ben 17 reti in unica stagione quando giocava per i rossi di Enschede. Con i Lancieri viene utilizzato frequentemente anche da mezzala di inserimento, dove può far valere anche le sue doti da playmaker. Come visto in precedenza, la predisposizione all’assist è una delle sue caratteristiche principali, tanto che Ziyech è stato per tre volte nelle ultime quattro stagioni il miglior assistman dell’Eredivisie.

Come se non bastasse spesso si incarica anche della battuta di punizione e calci d’angolo.  È un calciatore molto esile e non velocissimo, ma è molto rapido con la palla al piede grazie ad una tecnica molto raffinata. Ha tutte le caratteristiche del vero Diez e infatti l’ha vestito con tutte le squadre con cui ha giocato.

Probabilmente, vista l’ennesima stagione da urlo e la passerella di ieri, quest’estate potrebbe arrivare il definitivo addio all’Olanda, anche se non sarà facile strapparlo alla squadra di Amsterdam. Quello che invece è certo, è che farà di tutto per riconquistarsi quella 10 che si merita, ma che non è più di sua proprietà.