Focus su Moanes Dabbur, attaccante che si è messo in mostra, finora, con numeri straordinari.

DA ISRAELE AL GRANDE CALCIO

Moanes Dabbur è un giocatore isrealiano di 26 anni, di ruolo fa l’attaccante e per gli azzurri di Carlo Ancelotti rappresenterà il maggior pericolo da disinnescare in virtù del passaggio del turno di UEFA Europa League. Nato nel 1992 a Nazareth, Dabbur ha lentamente fatto passi da gigante nella sua carriera dapprima in patria – approdando al Maccabi Tel Aviv – e successivamente anche all’estero, passando per il Grasshoppers e consolidandosi, infine, al RB Salzburg.

Proprio grazie all’approdo nella compagine austriaca il potenziale della stellina di Nazareth inizia ad emergere: è però doveroso specificare come la straordinarietà dei suoi numeri non sia data in particolar modo dal rendimento avuto nel campionato nazionale quanto, piuttosto, dal repertorio messo in mostra nelle varie sfide europee. Alle diciannove presenze condite da 11 gol in Bundesliga austriaca, difatti, si aggiungono le 4 marcature in altrettante comparse ai preliminari di UEFA Champions League e le 7 reti trovate, sinora, in otto gare di UEFA Europa League; lo score complessivo, al netto di assist e marcature in coppa nazionale vede, in sintesi, 24 reti e 7 assist stagionali in 34 partite. Numeri da capogiro, soprattutto se relazionati ad un giocatore che fino a due stagioni fa non sembrava assolutamente in grado di poter raggiungere una tale costanza di rendimento nell’esibizione delle proprie performance.

Accostato in un primo momento a Fiorentina e Liverpool, Moanes Dabbur ha, in realtà, già scelto la sua prossima destinazione, ratificando il proprio passaggio al Siviglia attraverso la firma del contratto avvenuta a metà gennaio: il trasferimento si realizzerà a partire dal primo luglio mentre, per ora, il ragazzo è completamente concentrato sui suoi ultimi mesi con i rot-weiß. Acquistato per 15 milioni di euro dalla società spagnola, l’israeliano è stato – qualche mese fa – vicino al trasferimento ad Anfield non concretizzatosi, a detta dei media, per la volontà del già presente Mohamed Salah, il quale avrebbe minacciato l’addio in caso di approdo del forte centravanti…

DABBUR-SERIE A

Un binomio che torna di moda e che avrebbe potuto vedere il ragazzo già protagonista in Italia qualche anno fa, come affermato dal procuratore del calciatore, Milos Malenovic:

“In passato abbiamo ricevuto un’offerta dal Palermo, lo confermo, ma alla fine abbiamo deciso di firmare col Red Bull Salisburgo. La Serie A annovera tanti top team e la Fiorentina è sicuramente uno di questi”.

Ora, però, il focus è sul presente e l’antagonista sarà proprio il Napoli che quest’anno pare più deciso che mai a giocarsi tutte le proprie fiches sul trionfo in Europa League. La banda di Insigne & co. è consapevole di dover fronteggiare una squadra che l’anno scorso ha abbandonato la competizione solo ai minuti supplementari della semifinale di ritorno, ma il 26enne ha studiato l’ultima gara di Serie A dei partenopei e si è costruito un’idea precisa di loro…

“Ho visto la partita contro la Juventus. Il modo in cui il Napoli ha giocato è stato impressionante: sono di alta qualità in tutte le aree della squadra e non possono essere scoraggiati da una sconfitta. Dovremo fare due eccellenti prestazioni per poter resistere contro di loro”.

UN ATTACCANTE MODERNO

Alto 182 cm e di piede destro, il centravanti classe 1992 rappresenta in maniera abbastanza esauriente il tipico profilo di centravanti che si sta sviluppando negli ultimi anni: l’attaccante moderno, come vediamo sempre più spesso, emerge per rapidità e tecnica piuttosto che per fisicità e Dabbur altri non è che un esponente emergente della nuova scuola; nato come attaccante esterno o seconda punta, il ragazzo ha conservato negli anni le peculiarità che gli consentivano di disimpegnarsi in quei ruoli, unendole ad una crescita costante che lo ha visto migliorare notevolmente nella freddezza sotto porta e nei movimenti senza palla.

Da ciò ne è scaturita una frizzante miscela che lo ha reso il pericoloso attaccante che è oggi: il ragazzo – in campo – non concede grossi punti di riferimento, svaria spesso sul fronte offensivo e non appare assolutamente estraneo alla manovra d’assedio; anzi, è spesso Dabbur stesso a guidarla tramite le sue doti tecniche e fisiche che gli consentono di portare palla, di superare in velocità il diretto marcatore o di ricercare il gesto tecnico: i sette assist messi a segno in poco più di metà stagione, d’altronde, non fanno altro che evidenziare questo aspetto.

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Le qualità del promettente attaccante di Nazareth, comunque, sono indubbiamente esaltate da un assetto di squadra che gli permette di sfruttare al meglio il suo potenziale: possiamo definire il ragazzo come un efficacissimo contropiedista ed osservandone le marcature messe a segno appare impossibile non notare lo scenario che fa da sfondo a gran parte dei suoi goal; transizioni veloci, dribbling secchi, smarcamento immediato ed attacco della profondità. Il giocatore giusto nel posto giusto. Dabbur, come affermato poc’anzi, ha fatto tesoro dell’esperienza in ruoli diversi da quello del centravanti e non ha mai abbandonato il bagaglio d’esperienza collezionato, mostrando come un pizzico d’anarchia tattica renda il suo gioco imprevedibilmente letale. Un po’ come Timo Werner dell’altra squadra di RedBull (RB Leipzig, ndr), il 26enne ama addentrarsi sulla fascia sinistra, dove, con il classico movimento a rientrare tenta la finalizzazione, l’assist o il dribbling, talvolta risultando prevedibile, talvolta pescando il jolly.

Un meccanismo spesso riproposto nel suo gioco, inoltre, è la ricerca del dialogo coi compagni di squadra attraverso gli uno-due per andare in porta.

Le sue debolezze sono da ricercarsi nella fisicità: l’ex-Grasshoppers non è dotato di una grande elevazione, né di un potente colpo di testa e ciò rende il suo gioco – per quanto efficace – limitato, tanto da costringere la formazione austriaca a giocare prevalentemente a palla a terra o, comunque, in contropiede, al fine di esaltarne le peculiarità. La sua abilità nell’utilizzo del piede sinistro è limitata mentre, con il piede preferito, appare piuttosto raro vederlo segnare dalla lunga distanza o con conclusioni ad effetto, mostrando un repertorio di possibilità non così vasto per una prima punta.

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I numeri, tuttavia, danno ragione al ragazzo, il quale si è conquistato sul campo in trasferimento in Liga dove, grazie alla grande qualità tecnica di cui dispone, sarà sicuramente in grado di trovare spazio e modo di togliersi qualche soddisfazione proseguendo, così, una vertiginosa ascesa che potrebbe portarlo ancora più in alto.

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A Napoli, intanto, studiano le contromisure per fermarlo…