Un calcio in continua evoluzione ci sta portando ad apprezzare sempre di più gli allenatori caratterizzati da una filosofia di gioco ben precisa. Tuttavia, nel manuale del “bravo allenatore” sono comprese tante altre qualità oltre a quelle tattiche: è fondamentale rendere coeso il gruppo sia in campo che nello spogliatoio, e saperlo gestire in entrambi gli ambienti soprattutto nei momenti più difficili. La capacità si valuta, infatti, anche nei periodi e nelle partite in cui le circostanze sembrano essere avverse.

Alex Ferguson, che è stato un vincente proprio perché ha saputo essere un grande allenatore a 360 gradi, si è trovato più volte in situazioni dove ha dovuto fare di necessità virtù. Ad esempio in occasione di una delle tante sfide contro l’Arsenal, in FA Cup, il 12 marzo del 2011. Quale occasione migliore per rispolverare questa impresa, proprio oggi che Red Devils e Gunners si troveranno ancora una volta faccia a faccia?

ANTEFATTO

Il Manchester United di Ferguson si appresta ad affrontare il quarto di finale di FA Cup nella peggiore delle condizioni possibili. I Red Devils sono reduci da due sconfitte consecutive in campionato, contro Chelsea (2-1) e Liverpool (3-1), le quali hanno concesso proprio all’Arsenal di accorciare a -3 la distanza dalla vetta. Soprattutto, la rosa dello United è falcidiata dagli infortuni. Per la sfida di coppa, la lista degli indisponibili comprende, tra gli altri: Rio Ferdinand, AndersonFletcher, CarrickPark-Ji Kung Nani. Fondamentalmente, l’intero reparto di centrocampo.

Non degli umori migliori anche l’Arsenal di Wenger, sconfitto in finale di Carling Cup contro il Birmingham ed eliminato dal Barcellona agli ottavi di finale di Champions League. Le assenze anche in casa Gunners non mancano (VermaelenFabregas, Song e Walcott) ma il tecnico francese è in grado, se non altro, di schierare un centrocampo competitivo.

La sconfitta, per ciascuna delle contendenti, può essere un duro pugno nello stomaco.

LE FORMAZIONI

Come detto, è l’Arsenal a poter disporre dell’undici meno incerottato: davanti ad Almunia giocano Sagna, Koscielny, Djourou e Gibbs. Centrocampo di tre promesse (poi non mantenute) quali Denilson, Diaby e un Wilshere poco più che teenager. Tridente con Arshavin, Van Persie Nasri.

Ma veniamo allo United. Davanti a van der Sar (alla sua ultima stagione tra i pali) c’è la difesa quasi al completo, con Vidic e Smalling in coppia, Evra e Wes Brown (che in quella stagione chiuse con 15 presenze totali) ai lati. Il centrocampo, come anticipato, è l’elemento più grottesco della formazione, tanto che alcuni addetti ai lavori ne hanno parlato come “il peggior centrocampo mai schierato da una formazione di Premier League”.

L’unico elemento di ruolo è l’irlandese Darren Gibson, prodotto del vivaio che, sia in prima squadra allo United che in tutte le sue esperienze successive, non è mai riuscito ad andare oltre alle aspettative di promessa. Oggi, dopo aver vestito le maglie di Everton e Sunderland tra le altre, gioca nel Wigan in Championship. In coppia con lui c’è un altro irlandese, con una carriera alle spalle ben più decorata: John O’Shea, che di ruolo sarebbe un terzino e all’occorrenza un centrale di difesa (oggi, a 38 anni, lo trovate ogni tanto battagliare con la maglia del Reading).

Sulle fasce i due gemelli da Silva, Fabio e Rafael: terzini di spinta, come tutti i brasiliani, perciò adattabili almeno per 90 minuti come esterni di centrocampo. Entrambi sono riusciti a costruirsi una buona carriera anche al di fuori dello United: Rafael ha lasciato nel 2015 per approdare al Lione, mentre Fabio, quello meno dotato dei due, ha lasciato un anno prima per poi girovagare tra QPR, Cardiff, Middlesbrough e, infine, Nantes.

Almeno in attacco, Ferguson può contare sui suoi giocatori di punta, Rooney e Javier Hernandez. Per una formazione che, dunque, si presentava così:

Non proprio l’11 con cui vorresti presentarti ad uno degli appuntamenti più importanti della stagione, nel suo momento, peraltro, più delicato.

LA PARTITA

Forse però è un bene che, tra tutte le big che lo United potesse trovarsi di fronte, ci sia proprio l’Arsenal: una squadra che ha il buon calcio nel DNA, ma che ha anche quella dose di eccessiva leggerezza, follia e sbadataggine difensiva che le preclude ogni  grande ambizione. La partita si sviluppa, infatti, come da copione: i gunners creano (e sprecano), mentre lo United fa obbligatoriamente fortino cercando di punire in contropiede. Tutto tace, o quasi, per circa mezz’ora di gioco fino a quando, al 28′, lo United punisce proprio una delle classiche defiances difensive della squadra di Wenger. Dopo una conclusione di Diaby che van Der Sar blocca senza problemi, Fabio viene lanciato direttamente dal portiere olandese.

La sequenza del gol: Fabio riceve da van der Sar e, nonostante il 3 contro 1 a centrocampo, riesce a scaricare sulla destra approfittando della tempistica di pressing sbagliata del mediano avversario

Il brasiliano serve il gemello sulla corsia opposta, per poi ricevere il pallone di ritorno.

Fabio riceve da Rafael, Rooney è liberissimo di ricevere in ogni momento.

Il brasiliano tocca all’indietro per Rooney, che di prima trova Hernandez con un delizioso pallone di prima: il messicano colpisce di testa e impegna Almunia, ma sulla respinta Fabio è liberissimo di insaccare a porta vuota.

Hernandez prende di spalle Djourou e colpisce: sulla respinta Fabio, dimenticato dagli altri due difensori concentrati sulla palla, mette dentro da due passi

L’Arsenal ci prova a più riprese, a cominciare con Van Persie, che prima impegna van der Sar con un bel destro ad incrociare, poi lo spaventa con un colpo di testa sull’angolo derivante, a sfiorare il palo. Segue poi un doppio tentativo di Koscielny, che costringe due volte il portiere olandese all’intervento da posizione ravvicinata, e una conclusione di Arshavin dai pressi della linea di fondo. Proprio da questo tiro si sviluppa un contropiede quasi in fotocopia con quello che ha portato al gol di Fabio. Dal portiere si passa a Valencia, che può avanzare per alcuni metri prima di servire Rafael al limite dell’area. Il brasiliano sterza mandando a vuoto un difensore e crossa per Hernandez: il messicano, anche questa volta, provoca una respinta su cui Rooney, indisturbato, insacca a porta sguarnita.

Lo United si porta a casa partita e qualificazione, l’Arsenal butta via un’altra possibilità di sollevare un trofeo.


E chissà che la storia non possa ripetersi oggi: il Manchester United di Solskjær, reduce da un’eroica qualificazione ai quarti di Champions League, farà visita ai Gunners alle 17.30 senza Lingard, Mata, Sanchez, Valencia, Darmian e Phil Jones, più Martial e Matic recuperati dai recenti problemi fisici, ma sicuramente non al meglio. I Red Devils, 8 anni dopo quella sfida contro l’Arsenal e 4 giorni dopo la sfida contro il Psg, sono chiamati ad un’altra impresa.