In molti, pensando al campionato spagnolo, considerano solo le 3 big attuali: Real Madrid, Barcellona e Atletico Madrid. La Liga non è solo quella, negli ultimi anni il livello medio del campionato si è alzato notevolmente. Una squadra tornata a lottare per le posizioni più importanti è proprio il Valencia, uno dei club più prestigiosi di Spagna.

LA STORIA

Il Valencia fu fondato nel 1919 e il primo presidente scelto fu Octavio Augusto Milego Diaz, eletto con il lancio di una monetina. Il club iniziò a giocare nel campionato spagnolo nel 1928, partendo dalla Segunda Division. Nei primi anni del 1940 il Valencia inizia a vincere i primi trofei della sua storia: nel 1941 arriva la Copa del Rey, battendo in finale l’Espanyol. Nella stagione successiva il club vince anche la sua prima Liga.

Il Valencia continua a rimanere ai vertici del calcio spagnolo, vincendo altri due campionati (1943-44 e 1946-47) e una Copa del Rey nel 1949 contro l’Athletic Bilbao.

Nelle stagioni successive il club non riesce a ripetere i successi degli anni precedenti, ma la popolarità aumenta a dismisura. Il Valencia gioca le proprie partite casalinghe al Mestalla, che negli anni ’50 viene ristrutturato, portando la capienza a circa 45000 spettatori.

I primi successi in campo europeo arrivano poco più tardi: il Valencia vince la Coppa delle Fiere nel 1961-62 contro il Barcellona e nel 1962-63 contro la Dinamo Zagabria. In quelle stagioni vengono giocati anche i primi derby della storia tra Levante e Valencia, con il primo nel 1963/64 in Liga vinto proprio dal Levante.

La dimensione acquisita dal club viene sottolineata nel 1970, quando sulla panchina arriva Alfredo Di Stefano, il celebre campione del Real Madrid. Nel 1979-80 il Valencia vinse la sua prima Coppa delle Coppe, affermandosi poi anche nella Supercoppa Europea contro il Nottingham Forest.

Dopo questi primi 50 anni di storia, il bilancio per il Valencia è più che positivo: il club ha già acquisito un posto tra le grandi di Spagna, ha vinto trofei in patria e in Europa, ingaggiando anche giocatori appetiti da tutti.

LA CRISI, LA RISALITA E I MOMENTI PIÙ IMPORTANTI

A metà degli anni ’80 la società si ritrova immersa in problemi economici, con debiti e stipendi non pagati. Sotto la presidenza di Vicente Tormo il club tocca il punto più basso della sua storia, retrocedendo in Segunda dopo 55 anni. Il nuovo presidente, Arturo Tuzón, riporta subito il club in Liga e nel 1986 richiama in panchina Di Stefano. In quel momento vengono gettate le basi per gli anni successivi.

Negli anni ’90 il Valencia è già tornato ai vertici del calcio spagnolo, ma non arriva nessun trofeo. Nonostante la presenza in squadra della stella brasiliana Romario e di tanti altri grandi giocatori.

Fu Claudio Ranieri, nel 1999, il primo allenatore a festeggiare un titolo dopo ben 19 anni. L’allenatore italiano riesce a vincere la Copa del Rey e anche la prima Supercoppa di Spagna.

La vera sorpresa, però, arriva nella stagione successiva: il club, guidato in panchina da Héctor Cúper, raggiunge per la prima volta la finale di Champions League. L’epilogo non è dei migliori, con la sconfitta pesante subita a Parigi per 3 a 0 contro il Real Madrid. In modo incredibile il Valencia si ripete, centrando la seconda finale di Champions consecutiva. Anche questa volta la squadra di Cúper rimarrà delusa, perdendo a Milano ai calci di rigore contro il Bayern Monaco. In questi anni il Valencia ha raggiunto il massimo picco della sua storia, venendo considerata come una delle squadre più forti al mondo.

Gli undici scelti da Cuper per la prima finale di Champions nella storia del Valencia

Un uomo che ha riscritto la storia, a Valencia, è Rafa Benítez, che nel 2001 festeggia la vittoria della Liga dopo ben 31 anni di digiuno. Nella stagione successiva l’allenatore spagnolo bissa il successo in campionato e vince anche la prima Coppa UEFA, battendo in finale il Marsiglia. Nel 2004 in panchina torna Claudio Ranieri e il Valencia vince anche la sua seconda Coppa UEFA.

Dopo questi importanti successi il Valencia inizia a vivere un periodo di anonimato, vincendo solo una Copa del Rey nel 2008. La società aveva avviato anche il progetto di costruzione di un nuovo stadio, il Nou Mestalla, con una capienza prevista di circa 75000 posti. Partono anche i lavori, ma lo stadio non viene completato.

Il Nou Mestalla, lo stadio fantasma nel cuore di Valencia

Nel 2010 il club inizia a vivere la sua seconda crisi finanziaria, con il presidente Sorian che si dimette. Il debito, reso pubblico, è di circa 540 milioni di euro.

Il Valencia viene acquistato nel 2014 dal singaporiano Peter Lim, che getta le basi per riportare il club ai fasti di un tempo. Dopo tanti cambi di allenatore (nella gestione di Lim sono stati ingaggiati Nuno Espirito Santo, Gary Neville, Paco Ayestarán, Cesare Prandelli e Voro) il club ha ritrovato solidità grazie a Marcelino García Toral, che prima di firmare col Valencia era stato molto vicino anche all’Inter.

IL PRESENTE DEL VALENCIA

Marcelino, fin dal suo arrivo, ha saputo restituire stabilità all’ambiente e i risultati infatti lo dimostrano. Il suo primo Valencia, lo scorso anno, fino a dicembre era imbattuto in Liga e contendeva il campionato al Barcellona. Poi la squadra ha attraversato una flessione ed ha concluso al quarto posto, qualificandosi per la Champions.

Attualmente il Valencia è in netta ripresa dopo un inizio di stagione difficile, in Liga è settimo e il quarto posto non sembra così lontano. Per di più, in Europa League, la squadra di Marcelino ha vinto l’andata degli ottavi di finale contro il Krasnodar e si candida come una delle favorite della competizione. Da quando Rodrigo, il giocatore più importante della squadra insieme a Parejo, è tornato sui suoi livelli la squadra ha ritrovato brillantezza.

Grazie al 4-4-2 e ai princìpi di gioco di Marcelino il Valencia risulta una delle squadre più complicate da affrontare, soprattutto nella partita singola. L’obiettivo è quello di tornare a contendere i trofei più importanti a squadre come il Real e il Barça, come negli anni d’oro del club.

In Liga il Valencia può arrivare quarto, la qualificazione in Champions è l’obiettivo primario. Ma non è da sottovalutare anche l’Europa League, che garantirebbe l’accesso alla massima competizione con la vittoria finale. La strada tracciata sembra chiara: vincere oggi per tornare ai massimi livelli del calcio spagnolo domani.