Un giorno, all’improvviso

Potrebbe iniziare così il racconto ai suoi amici di Mason Greenwood, che mercoledì scorso è diventato il più giovane esordiente in Champions League del Manchester United. Il suo debutto, avvenuto al 87° minuto, è stato talmente improvviso che pur essendo dalla parte dei Red Devils, ha giocato con il logo del PSG stampato sui numeri della sua maglia.

Nessuno, il giorno della partenza, si aspettava dovesse giocare, tanto che non era stata stampata neanche la sua maglietta da indossare in campo. Poi, all’ultimo momento, si è aperta la possibilità del suo esordio e il club inglese ha dovuto in gran fretta dare alle stampe la sua numero 54 con gli elementi della squadra di casa.

Un imprevisto divertente che rende ancora più speciale il suo debutto, oltre al fatto di essere avvenuto nella notte della rimonta. Se il buongiorno si vede dal mattino, magari speciale sarà anche la sua carriera. Non si è qui a dare sentenze, ma Mason Greenwood è uno di quei giovani che potrebbe prendersi la scena calcistica del futuro.

Per questo oggi è il protagonista del nostro focus: andiamo a scoprire chi si cela dietro al numero 54 dello United con il logo del PSG.

PROLIFICITA DA BOMBER DI RAZZA

Mason Greenwood è nato il primo ottobre del 2001 a Wibsey, città situata nel sud-ovest di Bradford. La sua infanzia si è sviluppata nel segno della vittoria perchè quando aveva 4 anni ha vinto una gara di modellismo conquistando un buono sconto di 50 sterline.

È cresciuto in una famiglia di atleti e di conseguenza ne ha subìto l’influenza. Se, però, la sorella Ashton ha scelto l’atletica, specialità in cui ha stabilito un record personale di 12.7 secondi nei 100 metri, lui ha preferito il pallone da calcio. I primi calci li ha dati proprio nel Manchester United, club che ne sta curando la crescita con grande protezione.

Il calciatore inglese, infatti, nel tempo si è rivelato uno dei giovani più preziosi dell’Academy dei Red Devils. Sta facendo notare prestazioni da giocatore molto promettente e numeri davvero pazzeschi. Come quelli del campionato dello scorso anno disputato con la squadra under 18, che parlano di 16 gol più 4 assist in 17 partite.

Se si pensa che possa essere stata una stagione a lui fortunata, la smentita arriva dalle statistiche di quella corrente. Sempre con l’U18, in 12 partite di campionato ha spedito la palla in rete 13 volte risultando decisivo anche con 5 assist. Si è saputo imporre pure a livello internazionale con la Youth League, la Champions League dei “giovani“, in cui ha stabilito la precisa media di un gol a partita (5 in altrettante partite).

Ancor prima di passare nel dettaglio delle caratteristiche tecniche, sembra scontato che si stia parlando di un bomber molto prolifico e letale sottoporta. Eppure, occorre prepararsi a possibili sorprese.

NON DARE PUNTI DI RIFERIMENTO

La sorpresa è che, nonostante le statistiche parlino abbastanza chiare, Mason Greenwood non ha un’identità tattica precisa, anzi. È il profilo di giocatore che gli allenatori amano alla follia perchè in grado di fare “casino” con grande qualità un po’ dovunque. Ha, insomma, le caratteristiche che evitano ai tecnici di fare confusione perchè a questo ci pensa lui nel rettangolo verde.

Greenwood è nato centrocampista con compiti di sviluppo della manovra e la facoltà di avanzare sulla trequarti in fase offensiva. La capacità di saper fare di gran lunga la differenza in avanti lo ha portato a trasformarsi in attaccante, punta e ala che sia. Pur avanzando il suo baricentro, non ha perso la dinamicità muovendosi su tutto il fronte offensivo e non disdegnando la possibilità a rientrare anche nella propria metà campo.

Se si pensa, dunque, che a livello giovanile abbia segnato tutti quei gol aspettando la palla giusta nell’area di rigore avversaria, ci si sbaglia di grosso. Spesso, infatti, nell’area rivale lo ci si vede arrivare di corsa da dietro. Delle volte, che si tratti di una ripartenza o meno, l’azione pericolosa, prima di finalizzarla, la avvia lui anche perchè ha le doti necessarie al compito.

Possiede, innanzitutto, un dribbling secco che lascia sul posto l’avversario e a cui ricorre molte volte per la capacità di risultare determinante. Se ha una propensione ad arrivare in area avversaria partendo da dietro è perchè è dotato di una forte velocità. Ancora meglio è il cambio di passo, d’altronde una delle sue giocate classiche consiste nel saltare uno o più avversari e accelerare in progressione palla, accentrandosi. Quest’ultimo è un dettaglio da non trascurare perchè pure quando gioca da ala offensiva, raramente arriva sul fondo per crossare.

Una sua potenzialità davvero molto speciale è quella di saper giocare indistintamente con entrambi i piedi. Nasce mancino, ma usa con la stessa efficienza anche il destro, che sia nel passaggio o al tiro. In uno contro uno fa spesso la differenza spostandosi rapidamente la palla da un piede ad un altro e continuando l’azione come se non avesse fatto niente. Probabilmente a “nascondino” da piccolino ha sempre vinto, perciò ama replicarlo sul campo nascondendo la sfera di gioco agli avversari. Come se non bastasse la dote di non dare punti di riferimento…

Infine, l’attenzione va alla sua abilità da prima punta di attaccare lo spazio davanti a sè, specialità con cui ha segnato tanti dei suoi gol fatti finora.

UN POSSIBILE RASHFORD-BIS…

Nella parte tecnica è stato trascurato, non casualmente, il riferimento alla sua struttura fisica. Ha sicuramente un buon fisico di 180 cm con il quale nelle categorie giovanili ha saputo cavarsela nei contatti a corpo a corpo. Ovviamente, man mano che cresce il livello si alza, perciò deve acquisire un po’ di muscoli per poter competere con gli avversari in Premier League.

È uno step che deve compiere perchè le qualità tecniche sono di uno spessore notevole e potrebbe arrivare lontano. Per caratteristiche, a più di qualcuno ricorda Marcus Rashford, giovane ora stabilmente in prima squadra. In comune hanno la velocità, il dribbling molto forte, la propensione a giocare per zone centrali, la dinamicità e, infine, il Manchester United. Greenwood, come Rashford, è cresciuto all’ombra dell’Old Trafford fino ad arrivare ad esordire in prima squadra. Potremmo, insomma, stare davanti ad un Rashford-bis.

Per questo, si conclude: un giorno, all’improvviso… seguendo Rashford.

Greenwood vicino a Rashford durante l’esultanza del gol della rimonta in Champions League