Notti magiche, quelle che ci sta regalando questa Champions League: dopo le imprese di Manchester United e Ajax, ieri è stata la volta della Juve, che ha compiuto una rimonta spettacolare, vincendo per 3-0 contro l’Atletico Madrid e strappando il pass per i quarti di finale. Ma mentre eravamo tutti distratti dalle prodezze di Ronaldo e compagni, il Manchester City ha dato una prova di forza incredibile, umiliando per 7-0 lo Schalke 04, dopo la vittoria per 3-2 all’andata. Una vittoria che dimostra la forza dei Citizens, determinati ad andare più avanti possibile nella competizione, cercando di contendere la coppa dalle grandi orecchie alle squadre più quotate.

UNA PARTITA PERFETTA

Quella andata in scena ieri sera è stata una partita perfetta sotto ogni punto di vista: il Manchester City ha dominato la gara dall’inizio alla fine, tenendo il pallino del gioco sempre in pugno e senza dare mai l’impressione di un possibile calo fisico o mentale. La partita non era così scontata, anche perché all’andata lo Schalke 04 era riuscito a ribaltare il momentaneo 0-1 e a portarsi sul 2-1, con una doppietta di Nabil Bentaleb che aveva rischiato di complicare i piani degli inglesi, che poi sono comunque riusciti a rimontare. Di tutt’altra pasta è stato il ritorno: dopo la prima mezz’ora di studio in cui il City non è riuscito a sfondare il muro tedesco, al 35’ l’uomo simbolo di questa squadra, il Kun Agüero, sblocca il risultato con un magnifico cucchiaio su calcio di rigore, procurato dal solito Bernardo Silva. Neanche cinque minuti dopo, il bomber argentino si ripete, portando sul doppio vantaggio la propria squadra e segnando una doppietta (quinto gol in cinque partite di Champions League e ventisettesimo stagionale). Il primo tempo finisce 3-0, con la firma di Leroy Sané, imbucato da una strepitosa palla di Zinchenko. Il secondo tempo si apre con un gol di Sterling, seguito poi da Bernardo Silva e Phil Foden, tutti e tre serviti da Sané, che con questi tre assist raggiunge quota 17 in stagione (oltre a 14 gol); infine, mette la propria firma anche Gabriel Jesus, subentrato a Sergio Agüero.

UNA MACCHINA DA GOL

Le statistiche sono lampanti: il Manchester City ha fatto il 72,3% di possesso palla, tirando 15 volte (11 nello specchio) e facendo 789 passaggi, contro i 293 della squadra tedesca; il tiki taka di Guardiola ha dato i suoi frutti anche questa volta, regalando spettacolo a tutti gli amanti del calcio: passaggi corti, veloci, per aggirare la retroguardia avversaria e spingere il pallone in porta (92,1% di precisione nei passaggi, solo il 3,7% dei quali sono stati lanci, e solo 6 cross fatti). La squadra di Pep Guardiola è una macchina da gol (79 gol in campionato, miglior attacco), che gioca bene e incanta, trascinata dai propri giocatori simbolo, come Aguero, Sterling, Sané e Bernardo Silva, pupillo del proprio allenatore:

“Al momento è impossibile lasciar fuori Bernardo Silva. Per adesso in campo ci sono Bernardo più altri dieci giocatori. Non so cosa sia successo durante la stagione, ma ogni partita che ha giocato è stata perfetta. Semplicemente perfetta.”

– Guardiola dopo la vittoria del Manchester City per 0-2 contro l’Everton

Un esempio del Tiki Taka di Guardiola: l’azione parte da dietro, e con soli 10 passaggi corti e veloci la palla arriva in area a Sterling, che serve Bernardo Silva, che però colpisce il palo.

E SE…

…fosse la volta buona per la Champions League? Potrebbe essere l’anno giusto per l’affermazione del Manchester City in Europa, dal momento che quest’anno come non mai le squadre si equivalgono: dopo l’eliminazione del Real Madrid capace di vincere per tre edizioni consecutive, ci sono diverse squadre che hanno pari opportunità di conquistare la coppa; la maggiore indiziata sembrerebbe la Juventus, che con l’impresa di ieri sera ha dimostrato di essere capace di qualunque cosa, oltre alla vincente tra Barcellona e Lione (i blaugrana partono favoriti, ma le ultime partite ci hanno insegnato che nulla è impossibile) e tra Bayern Monaco e Liverpool, entrambi possibili pretendenti al titolo. Ci sono poi gli outsider Porto e, soprattutto, Ajax: la squadra portoghese ha dimostrato solidità e sicurezza nel gioco, soprattutto al do Dragão, un vero e proprio fortino (la squadra ha sempre vinto tra le mura amiche), che lo rendono una formazione ostica da affrontare; dall’altra parte c’è poi l’Ajax dei ragazzini: De Ligt, De Jong, Van de Beek, insieme alla classe di Tadić e Ziyech. Una squadra costruita per giocare bene che è riuscita a battere il Real Madrid al Bernabeu con un sonoro 1-4 senza precedenti.
Infine, come detto, c’è il Manchester City, squadra sottovalutata che però continua a impressionare e vincere con il buon gioco. Vedremo cosa ci riserveranno le ultime partite e i sorteggi di venerdì a Nyon, ma sta di fatto che questo potrebbe essere l’anno buono per interrompere il dominio spagnolo che dura da 5 anni (quattro vittorie del Real Madrid e una del Barça), e riportare il trofeo in Inghilterra dopo la vittoria del Chelsea nella stagione 2011-12. Il Manchester City, dunque, ha tutte le carte in regola per compiere una scalata verso la vittoria finale.