Ci siamo: che la rivoluzione abbia inizio.

Il Bayern Monaco è ufficialmente fuori dagli ottavi di Champions League, affondato da un Liverpool in rampa di lancio, trascinato dalle tre frecce in avanti che hanno mostrato classe, qualità ed esperienza nel doppio scontro con i bavaresi. Ora i tedeschi rischiano di subire un duro contraccolpo, vanificando anche la rimonta in campionato sul Borussia Dortmund che li ha portati ad appollaiarsi in cima alla classifica in coabitazione con i giallo-neri.

Inevitabilmente si apre una grande questione: con la gara di ieri sera si è chiuso definitivamente un ciclo? Molto probabilmente è così e la società ne è consapevole, tanto da aver già avviato primi contatti per rinnovare la rosa, in particolare il reparto offensivo, apparso decisamente invecchiato e meno prolifico in rapporto ai tempi d’oro. Per questa ragione, sul taccuino del d.s. Salihamidzic sono finiti diversi nomi di attaccanti, su tutti quelli di Timo Werner e Nicolas Pépé.

 LINFA VITALE

Per capire meglio quali siano le ragioni che spingono un club così vincente a decidere di rinnovarsi a fondo, bisogna partire da un’attenta analisi dell’autunno del Bayern. Già, perchè la stagione in cui le foglie appassiscono ha portato in superficie quelle rughe che si nascondevano dietro un organico competitivo ma ormai troppo in avanti con l’età: se il sempreverde Lewandowski, nonostante i 31 anni, continui a segnare con straordinaria continuità, sono soprattutto Ribery e Robben ad aver evidenziato un netto calo del rendimento e pare ormai indispensabile rimpiazzarli con nuove forze.

Per sua fortuna, fino ad adesso Kovac ha potuto sfruttare al massimo il talento e la freschezza di Gnabry che in 22 presenze ha già collezionato 7 goal e 5 assist. È tempo, però, di una nuova primavera, l’albero ha bisogno che fresche e verdeggianti foglie crescano sopra i propri rami, per questo l’identikit dei talentuosi Pépé e Werner sposa a pieno il nuovo progetto tecnico.

NUOVO SCACCHIERE

Vice-Lewa o modulo a trazione anteriore? Il primo interrogativo da porsi nel caso di un possibile arrivo di Werner è di natura prettamente tattica: se il Bayern scegliesse di giocare a due punte, potrebbe virare a un solido 4-4-2 che agevoli i movimenti della coppia in avanti, coi due punteros perfettamente complementari tra loro. Il polacco è un rapace d’area, negli ultimi metri non sbaglia un colpo ma necessita costantemente di ottimi rifornimenti: nelle ultime due stagioni ha fatto molta più fatica a risultare decisivo nei big match di Champions League, servito poco e male proprio da quegli esterni che dovrebbero far alzare i giri del motore Bayern.

L’affiancamento dell’attaccante del Lipsia potrebbe essere la svolta decisiva per le sorti della compagine tedesca e dello stesso Lewandowski, a cui non restano ormai troppi anni per cercare di conquistare la sua prima Champions League. Werner ama giocare in profondità e lavora molto con i compagni al limite dell’area, agevolando la costruzione della manovra per poi involarsi in area di rigore a finalizzare in modo spietato, con perecentuali di realizzazione elevatissime che sfiorano la media di un goal ogni due match. Tutto questo, inoltre, agevolerebbe il posizionamento di Lewandowski, stazionando nei pressi dell’area di rigore con più costanza diventerebbe ancor di più uno spauracchio per le difese, costringendole a correre ai ripari con pressanti marcature a uomo che portino allo smarcamento di altri compagni.

MOTORE D’OLTRALPE

Ma il fiore più bello di questa imminente primavera è sicuramente quello di Nicolas Pépé. A soli 23 anni, l’esterno del Lille ha già collezionato 28 presenze in Ligue 1 nel corso di questa stagione, mostrando un repertorio da vero fuoriclasse ed un senso del goal straordinario. Infatti, sono già 17 le reti messe a segno in campionato e i 10 assist a referto mettono in luce la stagione da urlo dell’attaccante ivoriano, già pronto a spiccare il volo verso grandi orizzonti, nella fattispecie i grandi club d’Europa a caccia del suo talento.

Stessa posizione e identico piede di Arjen Robben. Seppur con uno stile molto più simile a quello di Ousmane Dembelè del Barcellona, Pépé ha diverse caratteristiche che lo accomunano al modo di giocare dell’olandese: entrambi amano rientrare col mancino verso l’interno del campo e le improvvise accelerate con cui saltano gli avversari sono indubbiamente l’arma migliore con cui spaccare le partite e abbattere i muri difensivi degli avversari.

Fisicamente l’esterno del Lille ha gambe molto lunghe ed allo stesso tempo potenti che gli permettono di raggiungere picchi elevati di velocità anche con il pallone tra i piedi, riuscendo a mantenere il controllo grazie alla straordinaria padronanza tecnica. Nel possibile 4-4-2 del nuovo Bayern si candiderebbe alla perfezione per occupare la fascia destra,senza disdegnare la fase difensiva e dando un notevole apporto alle due punte che si troverebbero meno isolate. Inoltre, Werner in carriera ha già occupato il ruolo di esterno, dunque non sarà inusuale vedere Pépé salire sulla linea degli attaccanti, con il tedesco pronto ad allargarsi sulla sinistra andando a formare un velocissimo tridente offensivo.

L’ORA DEI SOLDI

Dunque, l’estate del Bayern si prospetta all’insegna di importanti investimenti sull’imminente futuro e finalmente ad un’ingente immissione di denaro nel mercato, mai davvero faraonico a differenza di altre grandi società che credono fortemente nella filosofia “chi più spende, meno spende”. Negli ultimi 9 anni, l’acquisto più salato è stato quello di Tolisso per 41 milioni e addirittura l’ultimo attaccante (escluso Lewandowski che è arrivato a parametro zero) per cui si è spesa una cifra considerevole è stato Mario Gomez, arrivato dallo Stoccarda per 30 milioni di euro circa 10 anni fa.

Capitolo Werner: nei giorni scorsi la Bild, quotidiano tedesco, ha annunciato l’accordo di massima tra il Bayern ed il procuratore del giocatore. Il tedesco andrà in scadenza di contratto nel 2020 e non sembrerebbe intenzionato ad accettare alcuna proposta di rinnovo: il Lipsia dovrà allora sfruttare la sessione estiva per cedere il giocatore e far cassa, altrimenti il rischio sarebbe quello di vederlo partire a zero. Ad allontanare questo pericolo ci ha pensato il direttore sportivo Rangnick, affermando che non si ripeterà alcun Lewandowski-bis:

“Non è possibile ci sia un accordo fra il Bayern e il giocatore perché noi dovremmo essere d’accordo con i bavaresi e non lo siamo. Nessuno da Monaco ha bussato alla nostra porta. Impossibile che vada via a parametro zero, questo lo sanno sia il ragazzo che il suo procuratore.”

La società avrebbe fissato a 60 milioni la cifra necessaria per l’acquisto del suo cartellino ma se Werner spingerà per lasciare il club non rinnovando, il prezzo calerebbe notevolmente vista la possibilità di attendere qualche mese per concludere l’affare a zero. Così, il coltello dalla parte del manico lo avrebbero il Bayern e l’attaccante, ma il Lipsia non ha intenzione di cedere alle pressioni ed è disposto perfino a mettere il giocatore in tribuna in caso di forte scontro tra le parti.

Discorso diverso per Nicolas Pépé, con il rischio sempre più grande dell’inizio di un’asta fra le diverse società interessate. I tedeschi sembrerebbero in vantaggio su tutti, superando l’agguerrita concorrenza di Napoli e Arsenal con uno sguardo alle mosse del Milan che, rigenerato dalla cura Elliot e con la possibilità di entrare in Champions League, potrebbe finalmente regalarsi un gioiellino sulla fascia destra da alternare con Suso. Nelle ultime ore però, il Bayern avrebbe dato una forte accelerata ai contatti con l’entourage del giocatore ed in questo momento sarebbe in pole position per il suo acquisto, seppur non siano ancora note le cifre di cartellino ed ingaggio.