Abdicare, o rinunciare volontariamente all’esercizio del potere. Di quanti sovrani si sa con questo termine scritto a caratteri cubitali nella propria biografia? L’ultimo, in ordine di tempo, è stato Juan Carlos, Re di Spagna, che nel 2014 ha abdicato in favore del figlio Felipe. Nel regno calcistico però, i due sovrani che dominano incontrastati da più di un decennio, sembrano non conoscere tale vocabolo, continuando a regnare incontrastati in tutto il panorama europeo. Nel corso dell’ultima settimana, prima Cristiano Ronaldo e subito dopo Messi, hanno dato una nuova dimostrazione del proprio potere regio sul regno calcistico europeo con prestazioni mostruose. Arriverà però il giorno in cui il regno cadrà in altre mani, e i giovani principi disseminati in tutto il continente scalpitano per la corona.

GLI EREDI DESIGNATI: NEYMAR E HAZARD

L’età (entrambi 27 anni), i numeri, la personalità e, soprattutto, il talento, fanno emergere Neymar Jr. ed Eden Hazard come diretti eredi al trono di Ronaldo e Messi. Il primo, spostatosi a Parigi per uscire dal cono d’ombra dell’argentino, sta attraversando stagioni controverse: i numeri sono devastanti, come dimostra la media di più di un goal a partita, mentre i risultati, esclusa la vittoria della Ligue one, restano deludenti. Gli ottavi di Champions sono per ora un ostacolo insormontabile per il PSG e Neymar, infortunatosi per il secondo anno consecutivo, non ha potuto partecipare all’assalto alla coppa dalle grandi orecchie insieme ai propri compagni. Una prova di maturità nel corso dei prossimi mesi sarà quindi necessaria per non rischiare di buttare un eredità che lo designa da tempo come il sovrano del futuro. Sulle sponde del Tamigi ha casa un belga che, dopo il mondiale giocato in Russia, si è candidato a indossare la corona al fianco del brasiliano. Le sue prestazioni, unite alla sterminata dose di talento concessogli da madre natura, lo mettono davanti a una scelta: per diventare il migliore occorre non accontentarsi mai, e l’interessamento del Real Madrid potrebbe essere il giusto trampolino di lancio per raggiungere l’eccellenza assoluta. Hazard, insieme a Neymar, corrisponde all’identikit del perfetto erede, ma il tempo non aspetta nessuno, ed è arrivato il momento di scegliere cosa diventare per entrambi.

Il peso delle aspettative: Hazard e Neymar, stelle luminosissime del firmamento calcistico mondiale, sembrano aver accusato il colpo delle numerose aspettative esistenti sulle loro carriere. Eredi designati dei due sovrani, Neymar e Hazard dovranno andare oltre le aspettative, impossessandosi di ciò che gli spetta per diritto.

TREQUARTISTI E NUMERI DIECI: POGBA E DYBALA

L’antica arte del numero dieci sembrava essere svanita nel nulla fino all’arrivo di Paulo Dybala; rifinitore, assistman, anche tornante in questa stagione, il numero dieci della Juventus è stato più volte (e a ragione) accostato a Leo Messi, salvo poi vedere la propria ascesa bloccata dalle troppe panchine in una Juventus che sembra poter fare a meno di lui. La corona, così come l’argentina, lo aspettano al varco, al fianco del suo ex compagno e grande amico Paul Pogba. Ex numero dieci della Juventus, ex compagno di Dybala e attuale leader tecnico del Manchester United (squadra che condivide con Marcus Rashford), Pogba è il prototipo di centrocampista moderno in grado di segnare goal pazzeschi, anche in discreto numero, ma anche di retrocedere fino alla propria area per difendere il risultato. Secondo a nessuno per personalità, quest’estate ha vinto il suo primo mondiale con la maglia della Francia e l’ascesa dello United tra le prime otto d’Europa certificano lo stato di forma psicofisica del centrocampista. Che possano loro, classe ’93 entrambi, raccogliere un’eredità così pesante?

Ex compagni ma grandi amici: i due numeri ‘Dieci’ hanno talento da vendere e personalità in quantità per poter prendere lo scettro del potere dopo i due mostri sacri.

VELOCITA’ AL POTERE:STERLING E SANE’

Stanno facendo faville nel parco giochi del Manchester City allenato da Pep Guardiola, hanno migliorato il proprio score realizzativo, e sono diventati fattori decisivi nel calcio europeo. Raheem Sterling, classe ’94, e Leroy Sané, classe ’96, sono le due ali offensive che meglio stanno facendo in questa stagione risultando fondamentali per il gioco del City e finalmente incisivi nel bilancio totale del calcio europeo. Difficile pensarli come eredi diretti di Ronaldo e Messi? Forse, anche se entrambi sono partiti come ali del tridente per poi accentrarsi progressivamente. Sané, dotato di un fisico statuario, potrà intraprendere il percorso di CR7, viste anche le medie realizzative raggiunte nelle ultime stagioni. Sterling, con il suo metro e settantadue e con la sua abilità nel cucire il gioco oltre che nel concluderlo, potrà sempre di più diventare un giocatore totale, abituato fin dalla giovane età ai palcoscenici internazionali. Un estremizzazione della velocità come denominatore comune del potere, due schegge impazzite nei campi del regno d’Europa che potranno solo crescere in vista della corsa al trono.

Se il Manchester City vola e domina lo deve anche, oltre ad Aguero e all’impianto di gioco di Guardiola, a questi due ragazzi col vizio del goal. 14 quelli del tedesco contro i 19 dell’inglese, un bottino pesantissimo per due esterni incaricati della doppia fase.

I PREDESTINATI: RASHFORD ED MBAPPE’

Ecco che, forse, giungiamo ai due principi più vicini al trono di quanto si possa immaginare. Marcus Rashford e Kylian Mbappé hanno dalla loro un talento smisurato e un’età, ventidue  il primo, ventuno il secondo, che li porterà tra quattro anni ad essere all’inizio della migliore fase della carriera. Leo e Cristiano non dovrebbero andare oltre il mondiale Qatariota del 2022 (se lo facessero mantenendo questi ritmi significherebbe trovarsi di fronte a due marziani) e proprio in quella data i due ragazzi potranno esplodere definitivamente prendendosi il mondo. Uno dei due, in realtà, c’è già riuscito quest’estate, vincendo il titolo in Russia con la Francia risultando decisivo e fondamentale per gli equilibri della squadra di Deschamps, il secondo veste invece la maglia del Manchester United, e in poche stagioni ne è diventato simbolo e bandiera. Una rincorsa che li coinvolgerà in prima persona, destinati ad un futuro glorioso e dotati di quell’incoscienza fondamentale per indossare la corona dei due Re sacri ancora in carica.

L’etichetta di predestinato alle volte schiaccia le ambizioni e i talenti: nel caso di Mbappé e Rashford l’etichetta è stata strappata via il giorno dell’esordio, quando si sono dissipati i dubbi sul talento dei due calciatori.

LE NUOVE STELLE: VINICIUS E SANCHO

Quando il talento è così tanto è difficile nasconderlo: la storia di Vinicus e Sancho è paragonabile, in un qualche modo, a quella di due principi così belli potenti da riuscire in pochissimo tempo ad assurgere al trono di sovrani incontrastati. L’inglese, dopo il rodaggio nelle scuderie del City, sta facendo sfaceli in Bundesliga infrangendo record su record. Gli occhi di mezza Europa sono puntati su di lui e il Dortmund, squadra dove è esploso definitivamente il suo talento, sa di avere per le mani un ragazzo dal potenziale pressoché infinito. Il brasiliano, è invece entrato nel regno del calcio europeo dalla porta principale: titolare nel Real Madrid che fu di Cristiano Ronaldo, sulla stessa fascia di competenza dell’astro portoghese. Vinicius, in una stagione di transizione per il Madrid, ha preso per mano la casa blanca salvandone, almeno in parte, l’onore e l’orgoglio. Entrambi classe 2000, non sentono il peso della possibilità di sostituire ai vertici del regno Ronaldo e Messi, poiché per loro erano, fino a qualche mese fa, solamente idoli e non avversari da affrontare. Per questo, e per il talento immenso a loro disposizione, entrambi potranno aspirare a conquistarsi un posto nella lotta per la successione al trono calcistico europeo.

Una nuova generazione si affaccia dalla porta principale sul calcio europeo e mondiale: Vinicus e Sancho stanno imponendosi passo dopo passo nel Real Madrid campione di tutto e nel Borussia in lotta per il titolo di Germania.

UNA SUCCESSIONE COMPLICATA

Tanto, forse troppo, il calcio messo in mostra da Messi e Ronaldo. Un calcio completo, straordinario, a tratti quasi irreale per la continuità di rendimento e per la qualità delle prestazioni. Gli eredi designati avranno di fronte una montagna da scalare per raggiungerli, dai record messi a referto fino all’idea che dell’avversario si possa fare uno stimolo e non un nemico. Due sovrani, un regno da spartirsi dominando in lungo e in largo e tanti principi che scalpitano per l’eredità.