Non sembra trovar pace la situazione che da troppo tempo attanaglia le vicissitudini sulla costruzione del nuovo stadio della Roma. Un impianto futuristico, secondo il presidente capitolino James Pallotta, ma che evidenzia sempre più dubbi e lacune. All’alba le forze dell’ordine hanno infatti arrestato Marcello De Vito, politico pentastellato, presidente della commissione capitolina. L’accusa, se venisse confermata, sarebbe di corruzione.

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De Vito avrebbe intascato, volontariamente o meno, delle tangenti legate alla costruzione del nuovo stadio romano dall’imprenditore Luca Parnasi. Le indagini non si limitano solamente alle tangenti sullo stadio. Il procuratore aggiunto di Roma, Paolo Ielo, proseguendo col proprio lavoro, accerta sempre più operazioni corruttive di vari impresari. Il filo conduttore fra tutte queste operazioni sarebbe l’avvocato Camillo Mezzacapo, anch’egli in carcere e destinatario di incarichi da parte di De Vito.

Indagato anche Claudio Toti, attuale presidente della squadra di basket della capitale: la Virtus Roma. Secondo le ricostruzione De Vito si era fatto promettere 110 mila euro in cambio di favori che solo tramite la sua istanza professionale poteva permettere.

INCHIESTE SULLO STADIO DI ROMA

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De Vito già compariva nell’operazione che aveva portato all’arresto di Parnasi e Luca Lanzalone, oramai ex presidente di Acea (multiservizi attiva soprattutto nel settore idrico). Da quel processo 18 persone erano state indagate, con anche nomi illustri quali Pier Michele Civita, Adriano Palozzi e Davide Bordoni, esponenti del Pd e di Fi.

Il 10 dicembre altre personalità di spicco erano finite dietro le sbarre. Associazione a delinquere e corruzione i principali illeciti. Parnasi aveva notificato i vari avvisi di garanzia. Secondo le forze dell’ordine era lui la mente dell’associazione a delinquere che ha tentato di pilotare le procedure amministrative del masterplan.