Armando Izzo, durante l’ultima finestra estiva di calciomercato, è passato dal Genoa al Torino per 8 milioni di euro. Il difensore napoletano è risultato così il sesto acquisto più oneroso della storia granata, al pari di Ciro Immobile e poco sotto Andrea Belotti. Anche Cairo, quando ufficializzò il suo acquisto, utilizzò parole precise, e non banali, per accoglierlo:

Armando Izzo è un difensore centrale moderno che sa efficacemente disimpegnarsi sia in fase di marcatura sia in fase di impostazione, un calciatore determinato e affidabile. A nome di tutta la Società sono dunque felice di accogliere Armando Izzo con il più caloroso benvenuto! Sempre Forza Toro!

Izzo si è messo in mostra in Serie B con l’Avellino, poi ha fatto il salto di categoria grazie al Genoa, dove ha giocato per 4 stagioni raccogliendo più di 100 presenze. Attualmente può essere considerato uno dei migliori difensori italiani e il suo rendimento è aumentato notevolmente nel corso di questa stagione. La conferma è arrivata grazie anche alla convocazione di Mancini per i prossimi impegni della Nazionale. La speranza è quella di esordire con la maglia azzurra, coronando così il percorso di crescita che ha attraversato negli ultimi anni.

COME GIOCA IZZO NEL TORINO

Aspettando di vedere come – e se – lo impiegherà il ct Roberto Mancini nella difesa azzurra va analizzata la stagione che ha disputato fin qui nel Torino. In granata ha ritrovato Walter Mazzarri, allenatore che lo fece debuttare nel grande calcio quando Armando era ancora un ragazzino delle giovanili del Napoli.

Il tecnico di San Vincenzo ha scelto, da subito, il suo dogmatico 3-5-2 per schierare in campo il Torino. Izzo a Genova ha giocato sia in difese a 3 (prevalentemente come centrale di destra) che in difese a 4. Una delle migliori caratteristiche del difensore napoletano è proprio la sua duttilità, che gli consente di essere schierato senza problemi sia a destra che a sinistra, in difese appunto a 3 o a 4.

Mazzarri ha scelto di schierarlo a destra, con Nkolou (un altro dei difensori migliori di questa Serie A) al centro, alternando a sinistra Moretti e Djidji.

La linea difensiva del Toro nel solito posizionamento anche nell’ultima partita contro il Bologna: Aina e Ansaldi partono bassi ma poi si alzano subito, con Izzo, Nkolou e Djidji che rimangono a protezione del feudo granata

Il Torino ha incassato in campionato solo 26 gol, risultando per adesso la quarta miglior difesa della Serie A insieme al Milan; solo Inter, Napoli e Juve hanno subito meno. È interessante fare un confronto con i NPxG subiti secondo il modello di Understat: in questo caso il Torino occuperebbe l’ottava posizione, con 33.20 NPxGA. La differenza, in overperforming, è data principalmente dal fattore Sirigu, autore di tantissime parate che più volte hanno salvato i granata dal gol. Ma questo non vuol dire che l’impianto difensivo di Mazzarri non funzioni correttamente, anzi.

L’atteggiamento dei tre dietro è sempre abbastanza aggressivo e votato all’anticipo del diretto avversario, cercando di vincere i duelli aerei e le seconde palle. In questo contesto Izzo e Nkolou si esaltano, entrambi bravi sia a marcare l’uomo che nell’anticipo. Infatti, il Torino risulta la seconda squadra a vincere più duelli aerei ogni 90’ (22.5), solo il Cagliari fa meglio con 22.9.

Sembra un banale anticipo, ma non lo è affatto. La difesa del Frosinone, in affanno, calcia lungo dalla propria area di rigore. Izzo fa un bello scatto in avanti e di testa sovrasta Pinamonti. La palla ritorna proprio al limite dell’area, Belotti la controlla e nasce una potenziale occasione da gol per i granata

Anche i numeri individuali riescono a rendere bene l’idea della funzionalità di Izzo nell’impianto difensivo di Mazzarri: il difensore napoletano vince quasi 4 duelli aerei ogni 90’, inoltre esegue 4 spazzate e intercetta 2.1 passaggi a partita. Con la palla è abbastanza coinvolto, anche se deve eseguire principalmente compiti semplici, esegue circa 50 passaggi a partita, che per un difensore centrali non sono pochi. La precisione è del 78%, una percentuale non altissima ma neanche da sottovalutare. Nkolou, per esempio, in questo eccelle, ergendosi a leader tecnico difensivo con una precisione del 91%.

Un altro esempio delle ottime letture difensive di cui è dotato Izzo: Masiello trova Ilicic, lo sloveno tenta uno stop orientato per portarsi la palla sul sinistro, ma Izzo ci arriva prima, sia con la testa che con i piedi. Recupera la palla e fa nascere una potenziale occasione da gol per il Torino.

I MIGLIORAMENTI DI IZZO

Come già accennato all’inizio, Armando Izzo in questi ultimi anni ha intrapreso un percorso di crescita silenzioso, migliorando ogni stagione sempre di più. Quando arrivò a Genova aveva 22 anni, era un difensore inesperto alla Serie A e questo lo portava spesso ad essere troppo irruento. Con l’accumulo delle presenze nel massimo campionato italiano è cresciuto esponenzialmente, maturando nelle scelte di gioco e migliorando in tutti gli aspetti.

Nel Torino è addirittura il secondo miglior marcatore della squadra, con 4 gol messi a segno fin qui in campionato. Anche nell’aspetto realizzativo è migliorato: in 101 presenze con il Genoa era riuscito a segnare solo 2 gol. La squadra di Mazzarri ha come proprio punto di forza proprio le palle inattive, con Izzo e Nkolou che rappresentano i due maggiori pericoli per le difese avversarie.

Torino Inter, il gol più pesante del campionato di Izzo che regala i 3 punti ai granata: stacco di testa vincente su D’Ambrosio e parabola che inganna Handanovic.

COSA ASPETTARSI DA LUI

La sensazione è che gli 8 milioni con cui il Torino ha acquistato Izzo sia stato un buonissimo investimento da parte di Cairo e Petrachi. Durante il prossimo mercato non mancheranno di certo le offerte, perché Izzo è un difensore pronto a fare quello step in più in una grande. In passato giravano voci di vari interessamenti da parte delle due romane e anche dello stesso Napoli, che sarebbe pronto ad accoglierlo di nuovo a braccia aperte. Il difensore granata ha ancora alcuni aspetti in cui può e deve migliorare, soprattutto quando deve difendere in campo aperto.

Il Napoli va in transizione, Malcuit vede lo spazio libero per servire Insigne sulla sinistra e lo manda in porta. De Silvestri è in ritardo nel rientro, Izzo si preoccupa solo di correre all’indietro e non fa caso ad Insigne che gli taglia alle spalle.

Armando Izzo, a 27 anni, sembra essere arrivato in un momento clou per la sua carriera, dimostrando di essere uno dei migliori difensori del panorama italiano. Ci è arrivato dopo un lungo percorso di crescita, che lo ha visto anche affrontare il momento più difficile della propria carriera, cioè la squalifica per 6 mesi per calcioscommesse. All’epoca Izzo giocava nell’Avellino, ha sempre dichiarato di essere un estraneo ai fatti e anche la riduzione della pena (inizialmente erano 18 i mesi di squalifica) in parte lo dimostra.

Tempi passati. Izzo adesso pensa solo a difendere il Toro, aspettando di mettere la ciliegina sulla torta con l’esordio in maglia azzurra.