Frenkie de Jong, De Ligt, Neres, Ziyech, Tagliafico e se vogliamo anche van de Beek e Mazraoui. Sono i nomi, ormai conosciuti, dei ragazzi terribili dell’Ajax che hanno strappazzato il Real Madrid e che il 10 aprile affronteranno la Juventus. Presto scopriremo come andrà a finire la loro stagione, ma sicuramente i loro nomi saranno ricorrenti in sedi di trattative nella prossima estate.

Un destino che l’Ajax già si attende perchè è inevitabile che accada dopo quanto fatto vedere dai suoi talenti. Ad Amsterdam nessuno, però, prova rancore per questo, piuttosto è il contrario. Se i giovani fatti crescere in casa si accasano in lidi più prestigiosi significa che il lavoro è stato fatto bene. L’obiettivo, peraltro, è quello di lanciare nel grande calcio talenti promettenti e guadagnare per migliorare le strutture e lanciarne di altri.

Appunto, la storia non finisce ai nomi citati all’inizio, ma deve andare avanti. Probabilmente proseguirà e già ora si ha la possibilità di citare uno dei protagonisti del futuro: Ryan Gravenberch, l’erede di Paul Pogba.

PRECOCITA’

Ryan Gravenberch è un ragazzo classe 2002 originario del Suriname, ma nazionale dei Paesi Bassi essendo nato ad Amsterdam. Qui ha trovato nella squadra dello Zeeburgia, una piccola realtà della capitale olandese che lancia spesso talenti, la possibilità di prendere confidenza con il pallone. Immediatamente, all’età di appena 8 anni, entra a far parte del settore giovanile dell’Ajax nella quale inizia la sua rapida, molto rapida, cavalcata.

La storia del centrocampista con il club biancorosso si sviluppa nel segno della precocità. Il fisico longilineo e la forte personalità sono doti preziose per Ryan Gravenberch, che a soli 15 anni è entrato a far parte della squadra under 19.  Non solo perchè da sotto età ha disputato e vinto anche un europeo U17, in cui si è messo ben in evidenza.

Questi sono dettagli non da poco che raccontano di un talento davvero molto speciale perchè giocare, e bene, contro avversari di 2-3 anni più grandi non è da tutti. Le statistiche della sua scorsa stagione con l’under 19 parlano di 3 gol e 4 assist in 13 partite tra campionato e Youth League. Contano anche le prestazioni, ma questi numeri da fuori quota sono tutt’altro che da buttare.

Un percorso di crescita così veloce gli ha permesso, inevitabilmente, di stabilire già due importanti record nella storia dell’Ajax. Il primo, quello del debutto in prima squadra più rapido, stabilito a 16 anni e 130 giorni. Appena tre giorni dopo, è diventato anche il marcatore più giovane di sempre dei Lancieri.

L’EREDE DI POGBA

La precocità di Gravenberch sta tanto nel considerevole bagaglio tecnico che possiede. Questo ricorda molto quello di Paul Pogba, d’altronde la definizione di suo erede non è casuale.

Le analogie dell’olandese con il calciatore del Manchester United si rintracciano già nella struttura fisica. Come accennato prima, è dotato di un fisico longilineo e di lunghe leve, le quali portano alla memoria proprio quelle del francese.

Il paragone con il Polpo Paul, inoltre, idolo di Gravenberch, non si risolve alle caratteristiche fisiche e coinvolge anche le attitudini tecniche. Il talento dell’Ajax ha una tecnica di spessore, sa portare palla dileguandosi spesso in progressioni durante le quali riesce a saltare uno o più avversari con il ricorso frequente al dribbling. Nelle movenze, nella spiccata eleganza con cui tratta la sfera di gioco ricorda molto il centrocampista esploso nella Juventus.

 

Come lui, possiede una buona velocità, un grande scatto palla al piede e una notevole capacità di inserimento senza palla in area avversaria. Il fisico molto simile consente ad entrambi di essere molto bravi nei corpo a corpo e nella protezione palla. Altri punti in comune sono l’abilità nel calciare le punizioni e la dote del tiro da fuori.

Non si notano differenze anche sul piano tattico considerato che sono entrambi centrocampisti con particolare propensione offensiva, dunque facilmente collocabili da trequartisti dietro una o due punte. Pur non segnando poco, hanno una maggiore predilizione nel lanciare i compagni davanti la porta. Per capire, in questa stagione, finora, Gravenberch ha compiuto ben 6 assistenze decisive a fronte di una sola rete.

NEL SEGNO DI POGBA?

Il campo dice che Gravenberch è l’erede designato di Paul Pogba e chissà che il destino non possa riservargli la stessa opportunità avuta dal francese. Hanno, infatti, anche l’agente è in comune (nrd, Mino Raiola) e negli ultimi giorni sta girando la voce di fitti colloqui dello stesso con la Juventus, società con cui d’altronde ha buoni rapporti.

Il classe 2002 dell’Ajax, in pratica, sembra essere diventato un concreto obiettivo di mercato della società bianconera. Finora non c’è stato ancora un reale approccio, ma l’ipotesi di vedere esplodere il talento dell’erede di Pogba proprio a Torino affascina non poco.

Di sicuro non serve il trasferimento alla Juventus per dire che Gravenberch potrebbe diventare uno dei centrocampisti più forti al mondo, come lo è Pogba.