Accuse, interessi, potere e grandi società. Nell’epoca in cui ogni conflitto può diventare una potenziale occasione di guadagno, anche farsi la guerra sulla somiglianza di stemmi e loghi può avere le sue ragioni. Nei giorni scorsi è diventata virale la clamorosa notizia che ha come protagonisti la Dc Comics e il Valencia: la nota azienda fumettistica ha denunciato la società spagnola per plagio, facendo notare come il nuovo logo disegnato per celebrare i 100 anni dalla nascita del club fosse fin troppo simile al celebre simbolo di Batman, supereroe di punta della Dc.

Già nel 2014 ci fu un tentativo di avviare una causa legale contro il Valencia, nato però nel 1919 e dunque rappresentato dal simbolo del pipistrello diversi anni prima della nascita dell’eroe dei fumetti. L’aspetto sicuramente più interessante è che andando a scavare nella storia del calcio, si scopre che di episodi simili a questo vi è una grande abbondanza: Numero Diez è qui per raccontarveli.

JUVENTUS E IL CONTRAPPASSO

Protagonista di un curioso caso è la potenza bianconera, smobilitatasi per far cambiare logo e nome a un club rumeno nato nel lontano 1920. L’attuale F.C. Colentina infatti, fino al 2017 era rinomata come Juventus Bucarest e adoperava uno stemma praticamente identico a quello della Vecchia Signora, nonostante la società di Torino non utilizzasse già più quel marchio, rimpiazzato da quello attuale. Per evitare di incappare in sanzioni giuridiche, la società rumena ha dovuto cambiare dimensioni, raffigurazioni e naturalmente il nome che andavano a costituire lo stemma, altrimenti il peso economico di eventuali multe avrebbe potuto mettere a repentaglio la sopravvivenza del club.

A pochi mesi di distanza però, è la Juventus a dover fronteggiare la medesima accusa di plagio: il nuovo stemma alza un grandissimo polverone su internet, dove tra i tifosi (probabilmente avversari) parte una sorta di “caccia alla copiatura”, accostando numerosi loghi di atleti disegnati ben prima di quello bianconero. Nella faccenda intervenirono diverse voci autoritarie per spegnere sul nascere l’incendio, in particolare alcuni avvocati che sottolinearono come l’intento con il quale si crea un marchio faccia la sostanziale differenza: nel caso della Juventus Bucarest era palese come la riproduzione dello stemma di un club di fama mondiale come quello bianconero potesse portare enormi benefit a una società invece molto piccola e bisognosa di introiti. In questo caso invece, lo scopo era semplicemente quello di mordernizzare un marchio già di per sè molto potente e famoso, senza alcuna necessità di crescere grazie alla celebrità altrui.

TORO SCATENATO

Il caso più famoso di somiglianza tra stemmi di diversi club è quello riguardante la nota casa di produzione di bevande energetiche, quella Red Bull che in pochi anni ha acquistato tre differenti società: i tedeschi del Lipsia, gli austriaci del Salisburgo e la squadra della Grande Mela, i New York Red Bull. Non dev’essere particolarmente difficile intuire le motivazioni che possano aver spinto un’azienda così importante a scegliere tre stemmi quasi del tutto identici per ogni club acquisito. Il calcio è diventato un polo enorme di business e affari, la via principale per arricchirsi ed espandere il proprio brand. Dunque la mossa migliore non può che essere quella di fare del proprio marchio il nuovo simbolo delle società appena acquisite, così da fidelizzare da subito con i propri tifosi che saranno più entusiasti di diventare anche clienti.

Anche in questo caso però, le polemiche non si sono fatte attendere. In particolare in Germania, dove i tedeschi da sempre legati alla storia e alla tradizione osteggiano la rapidità con la quale il Lipsia sia salito dalla terza divisione tedesca alla Bundesliga. Addirittura i tifosi del Colonia nel 2016 bloccarono all’ingresso il pullman del Lipsia e il match ritardò di 15 minuti. Un chiaro segnale di dissenso per proteggere quei sentimenti e quella tradizione calcistica che i soldi rischiano di portarsi via.

NIENTE SCONTRI MA TANTI SORRISI

Spulciando tra le varie immagini degli stemmi più bizzarri del calcio, si può notare come diversi club di categorie inferiori abbiano disegnato i propri loghi a partire da quello delle società di prima categoria (con il solo scopo di rendergli omaggio) riproducendoli con un tocco di fantasia. Nello Zimbabwe ad esempio, una delle più celebri squadre locali ha ripreso il famoso soprannome dell’Arsenal e l’ha reso il simbolo della propria storia: nasce cosi il Gunnes Harare, rappresentato proprio da un logo al cui centro è posto il cannone del famosissimo club londinese.

Impossibile non notare la somiglianza tra gli stemmi di Barcellona e Sassuolo, differenti solo per i colori ma identici per forma e dimensioni. Anche in questo caso l’intento è solamente celebrativo e non di plagio, tanto che la squadra di De Zerbi sembra voler riprodurre anche il calcio dei catalani, viste le ottime prestazioni fornite in questo campionato, soprattutto grazie allo straordinario palleggio mostrato dai suoi ragazzi.

Tantissimi altri casi sarebbero da illustrare, indagando le cause che abbiano portato a inseguire questa pista e soprattutto scoprendo aneddoti e curiosità che si celano dietro la scelta di disegnare un logo. Come ci hanno insegnato i tifosi tedeschi, il calcio è soprattutto tradizione e passione e lo stemma è l’emblema assoluto dello sconfinato amore che si può provare per una squadra.