Franck Ribery, esterno del Bayern Monaco dal 2007, spegne oggi ben 36 candeline. Dopo dodici stagioni consecutive in Bundesliga, il futuro è tutt’altro che certo: l’addio a fine stagione è l’ipotesi più quotata. Ripercorriamo ora le tappe più importanti della carriera del francese.

PRIMA DEL BAYERN

Ribery, come quasi ogni calciatore, muove i primi passi nella squadra della sua città (il Boulogne), per poi essere ingaggiato dall’Olympique Alès inizialmente, senza però trovare troppo spazio ed essere assistito dalla fortuna. Veste poi la maglia dello Stade Brest e Metz gli offrono un contratto, ma dopo queste due esperienze Franck decide di cambiare totalmente aria trasferendosi al Galatasaray. Torna in Francia nell’estate 2005, firmando con l’Olympique Marsiglia: le esaltanti prestazioni col club valgono la convocazione in Nazionale per il Mondiale 2006 in Germania. In questa competizione gioca e convince, conquistando la seconda posizione dietro all’Italia di Lippi.

L’ERA BAVARESE

Il 6 giugno 2007 viene ufficializzato il suo passaggio al Bayern Monaco (per 25 milioni di euro). L’esordio parla da sé: il 21 luglio in Coppa di Lega segna una doppietta e realizza un assist nella vittoria per 4-1 contro il Werder Brema. Sempre contro il Werder arriva il debutto in campionato, anche questa volta trova la rete su calcio di rigore. In Coppa di Germania, quell’anno trovò due reti e quattro assist, di cui uno in finale per la rete di Luca Toni, partita vinta 2-1 sul Dortmund. Le 16 reti in 46 presenze, unite a Coppa e Bundesliga, gli permettono di vincere il titolo di calciatore dell’anno. Dopo aver disputato l’Europeo con i blues, impiega diverso tempo per recuperare da un infortunio subito durante la competizione. Al contrario della precedente stagione, il Bayern non vince alcun titolo seppur l’esterno francese trovi 14 gol e ben 19 assist. Tormentato dagli infortuni (punto debole di Ribery), l’esterno ritorna in campo soltanto all’inizio del 2010: negli ultimi mesi risulta decisivo nell’eliminazione del Manchester United ai quarti di Champions, peccato però che l’espulsione rimediata in semifinale contro il Lione gli impedisca poi di giocare la finale (vinta per 2-0 dall’Inter). Gli infortuni lo tormentano e lo allontanano dal campo troppe volte nella stagione successiva. Almeno nel finale di stagione Frank si riprende il posto in campo e trascina la squadra alla conquista del campionato. L’anno seguente parte come il precedente, ma questa volta viene sfiorato il successo europeo: i bavaresi si arrendono ai calci di rigore in finale contro il Chelsea di Drogba. Successo in Europa che arriva l’anno seguente, unito a Bundesliga e Coppa di Germania: primo triplete in carriera di Ribery, che a fine anno si candida terzo nella classifica del pallone d’oro e viene nominato UEFA Best Player in Europa. L’annata 2013/14 si apre con la vittoria della Supercoppa UEFA contro il Chelsea ai rigori, in quell’anno i bavaresi si aggiudicano anche tutti i titoli in Germania oltre alla Coppa del Mondo per club. Dopo quella stagione, i problemi fisici, anche a causa della non più giovane età del giocatore, aumentano vertiginosamente: quando è disponibile, l’esterno francese non sfigura (seppur sia meno decisivo degli anni precedenti), l’infortunio più grave arriva il primo ottobre 2017, con la rottura del crociato. Intanto, il palmarès continua a riempirsi di titoli quali Bundesliga, Supercoppa tedesca e Coppa di Lega.

IL FUTURO TUTT’ALTRO CHE CERTO

Attualmente, al Bayern è in corso un cambio generazionale: l’addio di Robben (annunciato a fine 2018) potrebbe unirsi a quello di Ribery, che però, al contrario dell’olandese, rinnoverebbe volentieri il contratto in scadenza il prossimo 30 giugno. Anche Rafinha saluterà, così come almeno uno tra Hummels e Boateng. Ribery vorrebbe il terzo rinnovo in tre anni, come ha lasciato intendere dalle sue dichiarazioni:

“A Monaco ho passato un terzo della mia vita e due terzi della mia carriera. Sono molto grato a questo club che mi ha accettato così come sono. Non tradirò mai il Bayern. C’è una storia d’amore fra noi”.

Da quando è noto l’addio di Robben, Ribery ha reso al massimo delle sue potenzialità per dimostrare di poter ancora essere titolare nel Bayern (infortuni permettendo). A dicembre ha segnato 4 gol in 3 partite (cosa che non gli era mai riuscita). Recentemente è riuscito a strappare un appuntamento col club per discutere proprio di un rinnovo contrattuale:

“Vediamo cosa succede nelle prossime settimane. Mi incontrerò con i dirigenti e con il mio procuratore. Continuerò a giocare qui se potrò continuare a dar loro tutto me stesso”.