Per alcune delle squadre che in settimana scenderanno nuovamente in campo per i quarti di finale di Champions League, il sabato è stata una buona occasione per attuare un massiccio turnover. Juve Barcellona (con una grande fetta di campionato già in tasca) e anche Tottenham (più a sorpresa, visto che il piazzamento Champions è tutto meno che certo) hanno messo in campo tante seconde linee, alcune delle quali delle vere e proprie inedite stagionali.


Gli Spurs di Pochettino, attesi all’Etihad martedì, avevano l’impegno più soft: hanno ospitato un Huddersfield già matematicamente retrocesso. Spazio allora a Foyth nella difesa a tre, dopo 7 partite con zero minuti a referto, insieme a Sanchez e Vertonghen. Largo turnover a centrocampo, con Walker-Peters (che non scendeva in campo dal 10 febbraio) e Davies sulle fasce, mentre Wanyama (81 minuti giocati nelle precedenti 12 partite) ha fatto da partner a Sissoko. Eriksen, inamovibile, dietro a Llorente (ultima volta da titolare il 30 gennaio) e Lucas Moura.

Per i londinesi è filato comunque tutto liscio: 4-0 merito della tripletta di Lucas e del gol di Wanyama (che non finiva sul gabellino dei marcatori dal 4 febbraio 2018).

Diverso l’esito per la Juventus, che forte del +20 sul Napoli ha avuto modo di fare ampio turnover contro una Spal affamata di punti in ottica salvezza. Dentro il 2001 Gozzi e Kastanos, che solitamente gioca con l’Under 23 in Serie C, si è rivisto Cuadrado (che non giocava dalla partita di ritorno con lo Young Boys) e poi via di seconde linee, con Perin, De Sciglio, Barzagli e Spinazzola. A gara in corso poi spazio per altri due giocatori dell’unser 23, Nicolussi e Mavididi.

Il gol di Floccari ha deciso in favore dei ferraresi una partita che è stata, in realtà, in equilibrio fino all’ultimo. Una sconfitta indolore per la Juve, che in caso di vittoria del Napoli a Verona avrà bisogno comunque di un solo punto, contro la Fiorentina, per vincere matematicamente il suo 8° Scudetto.

Indolore anche il match del Barcellona contro l’Huesca, fanalino di coda della Liga (ma ancora in piena lotta per la salvezza). Valverde, dopo lo 0-1 maturato ad Old Trafford, ha schierato praticamente un’intera formazione di seconde e terze linee, ad eccezione di ter Stegen e Umtiti.

Ha fatto il suo esordio il classe ’99 Todibo, acquistato nel mercato di gennaio dal Tolosa, e si è rivisto un altro dei nuovi volti arrivati in inverno, Murillo (che non giocava dal 17 gennaio). Ha fatto anche il suo esordio, dopo un po’ di gavetta nel Barcellona B, il classe ’98 Moussa Wagué. A centrocampo, Vidal ha fatto da chioccia ad Aleña e al canterano Puig, anche lui al suo esordio stagionale. In attacco il “tridente di riserva” composto da Malcom, Dembélé e Kevin-Prince Boateng. Lo 0-0 finale permette al Barcellona di rimanere a +9 sull’Atletico Madrid secondo.


Insomma, il messaggio trapelato è “testa alla Champions League”: Juventus e Barcellona arriveranno alla gara di ritorno col pieno di energie fisiche e mentali e il vantaggio del fattore campo. Al Tottenham, sicuramente più fresco del Manchester City impegnato sul campo del Crystal Palace (costretto a schierare tanti titolari per rimanere in vetta), servirà un’impresa più ardua per difendere l’1-0 dell’andata. Vedremo se il turnover premierà queste tre squadre.