Dal campo al tribunale: dopo l’acceso finale di gara tra Milan e Lazio, il “caso Acerbi” finisce nelle mani del giudice sportivo che dovrà analizzare le immagini per prendere eventuali provvedimenti. Il capo della procura federale della Figc, Giuseppe Pecoraro, ha infatti inviato una segnalazione al giudice per l’applicazione della prova tv nei confronti di Kessiè e Bakayoko, accusati di antisportività dopo l’episodio al limite tra la goliardia e la scorrettezza.

LA RICOSTRUZIONE E IL RETROSCENA

Protagonisti dello screzio a distanza Acerbi e Bakayoko. Nel post gara di Lazio-Sassuolo, Acerbi dichiara ai microfoni di essere molto fiducioso per la sfida di San Siro, ritenendo netta la superiorità a livello individuale della rosa biancoceleste. Immediata la contro risposta del francese su Twitter che stuzzica il giocatore con un provocatorio “ci vediamo sabato in campo”; dopo la vittoria del Milan grazie al rigore di Kessiè, il difensore laziale scambia la propria maglia con il rossonero per mettere una pietra sopra l’episodio ma Bakayoko e Kessiè ne approfittano per esporre il cimelio come un trofeo di caccia sotto la Curva Sud.

Acerbi non la prende bene e su Instagram scrive un post di sdegno, accusando i due centrocampisti di aver mancato di rispetto e ribadendo il suo intento di voler porre fine alla questione. In tarda serata sono arrivate le scuse sia da parte di Kessiè che di Bakayoko attraverso il medesimo social e in mattinata un retroscena ha svelato l’intento da parte di Biglia e Musacchio di fermarli.

PAURA ROSSONERA

Trema dunque il Milan che a questo punto rischia di ritrovarsi decimato in vista della gara di sabato prossimo contro il Parma. Con l’assenza di Paquetà per infortunio, se il giudice dovesse squalificare entrambi i giocatori, Gattuso si ritroverebbe in piena emergenza. L’ipotesi più probabile sembra però quella di una multa, molto probabilmente la pena più equa per un episodio davvero al limite.