La lotta per il quarto posto in Serie A è decisamente affascinante, con 5 squadre racchiuse in appena 5 punti. In questo senso uno scontro diretto come Milan-Lazio rappresenta uno spartiacque molto importante in vista delle ultime giornate di campionato. I rossoneri, davanti al proprio pubblico, devono tornare alla vittoria, dopo la sconfitta subita allo Stadium; i biancocelesti sono reduci da due partite senza vittoria contro SPAL e Sassuolo e non possono più sbagliare. Inzaghi non ha mai vinto contro Gattuso (4 pareggi e 1 sconfitta).

Il tecnico rossonero decide di confermare gli 11 visti in campo a Torino contro la Juventus, con il 4-3-3 in cui Calhanoglu agisce come mezzala sinistra, Kessié mezzala destra e Bakayoko in mezzo. Davanti il tridente formato da Piatek, Suso e Borini.

Simone Inzaghi, invece, effettua alcuni cambi rispetto all’ultima partita pareggiata con il Sassuolo. Il tecnico biancoceleste torna ad utilizzare la formazione, vincente, di poche settimane fa vista proprio a San Siro contro l’Inter. Nel 3-5-2 della Lazio in mezzo al campo c’è Luis Alberto insieme a Leiva e Milinkovic, davanti Correa a fare da spalla ad Immobile.

LE DIFFICOLTÀ DEL MILAN E IL PRESSING DELLA LAZIO

Nei primi minuti di gioco il Milan cerca subito di consolidare il possesso, ma la Lazio è ben messa in campo e blocca le iniziative rossonere. In particolare, c’è Correa che inizia a creare dei grattacapi alla difesa rossonera, galleggiando tra le linee alle spalle di Bakayoko, come Vecino nel derby di poche settimane fa.

La posizione di Correa nei primi minuti manda in netta difficoltà il Milan: qui El Tucu riceve la palla e punta subito la porta frontalmente, servendo poi Immobile che non calcerà benissimo.

La prima costruzione dei rossoneri è sempre orientata verso la catena di sinistra, con Rodriguez che cerca di avanzare, Borini dà ampiezza e Calhanoglu avanza nel mezzo spazio sinistro. La Lazio, però, in quella zona di campo è spesso in superiorità numerica e non corre rischi.

I biancocelesti in fase di non possesso si posizionano con un 5-3-2, abbassando gli esterni Romulo e Lulic sulla linea dei difensori. La squadra di Inzaghi riesce così a bloccare bene sia il centro che le fasce, cercando poi di ripartire e colpire in transizione.

Il pressing della Lazio in occasione della prima costruzione del Milan: Calhanoglu si abbassa per ricevere ma è seguito da Savic, Romulo aspetta Rodriguez. Il turco è costretto a ritornare indietro e ricominciare.

Il Milan fatica nel primo tempo nella creazione di occasioni, soprattutto perché riesce di rado a saltare la prima pressione della Lazio. I rossoneri, però, riescono a rendersi molto pericolosi in un’occasione intorno alla mezz’ora, che poteva sicuramente essere sfruttata in maniera migliore. L’azione nasce con un possesso palla da dietro, Bakayoko riceve e riesce a trovare Calhanoglu tra le linee. Il turco allarga poi a sinistra per Borini, che crossa in mezzo per Piatek, l’attaccante polacco esegue uno scarico perfetto per l’accorrente Suso che calcia alto.

Bakayoko si fa vedere per e riceve la palla, ha tre uomini nelle sue vicinanze ma riesce comunque a vedere uno spiraglio e fa passare la palla proprio tra Savic e Romulo, servendo Calhanoglu. Il turco ha campo aperto e serve Borini sulla sinistra. Nasce così l’occasione più importante per il Milan nel primo tempo.

LE FIAMMATE DELLA LAZIO

La squadra di Inzaghi attua il proprio piano gara nella prima frazione di gioco, coprendo bene il campo, attuando un pressing funzionale per sfruttare poi le transizioni in avanti. I biancocelesti si rendono pericolosi quando si accendono i Fab Four, mettendo in seria difficoltà la retroguardia del Milan. Milinkovic Savic viene sfruttato meno del solito, ma quando ha la palla tra i piedi e si fa trovare libero nel mezzo spazio di sinistra crea apprensioni. Correa svaria senza dare punti di riferimento, Immobile invece viene controllato bene da Romagnoli. Luis Alberto, allora, riesce a sfruttare la propria posizione più arretrata per cercare verticalizzazioni improvvise, come quella in chiusura di primo tempo per Immobile.

Luis Alberto ha Suso e Bakayoko intorno, Kessié sulla traiettoria, ma lui vede comunque questo corridoio pazzesco servendo Immobile, che è bravo a smarcarsi su Musacchio. L’attaccante biancoceleste controlla con il destro e poi calcia con il sinistro, colpendo il palo esterno.

In apertura di secondo tempo Inzaghi è costretto subito ad un cambio, perché Correa si fa male dopo uno scontro di gioco con Bakayoko. Al posto dell’argentino entra in campo Caicedo, andando quindi a ridisegnare l’attacco della Lazio. In contemporanea con l’ingresso in campo dell’ecuadoriano, Luis Alberto alza il suo raggio d’azione, modificando così il 3-5-2 della Lazio in un 3-4-2-1.

La Lazio mette ancora di più in difficoltà il Milan, portando sempre i tre davanti in pressing sui difensori rossoneri quando devono impostare da dietro. La partita, però, rimane bloccata, nonostante un’altra occasione importante che crea la Lazio al 64’: Romulo riceve sulla destra, entra dentro il campo, scarica a Caicedo e si butta in profondità. Nessuno segue l’italo-brasiliano, che entra in area di rigore e calcia con il destro in diagonale, Reina respinge in corner.

L’ASSETTO DEL MILAN MODIFICATO DA GATTUSO

In un momento della partita delicato in cui il Milan continua a soffrire e la Lazio a premere, Gattuso decide di togliere Calabria e inserire Laxalt, cambiando sistema di gioco. In concomitanza con l’ingresso in campo dell’uruguagio Romagnoli è costretto ad uscire per infortunio, con Zapata che prende il suo posto in difesa.

Il Milan viene ridisegnato e si dispone con un 3-4-2-1, con Zapata in mezzo, Rodriguez a sinistra e Musacchio a destra. Laxalt va ad occupare la fascia sinistra, Bakayoko e Kessié costituiscono la cerniera centrale e Borini che si sposta sulla destra. Suso e Calhanoglu si posizionano dietro Piatek.

Un’occasione importante per i rossoneri nasce al 70’ grazie ad una transizione in campo aperto che trova la Lazio molto sbilanciata. Zapata intercetta un passaggio di Luis Alberto al limite dell’area, scarica subito verso Suso e si getta in avanti. Lo spagnolo con il primo controllo manda a vuoto la pressione di Leiva, avanza e serve Zapata. Il difensore colombiano salta secco proprio Lucas Leiva, si spinge fino al limite dell’area e serve Piatek, che si allarga e calcia con il sinistro.

La transizione positiva del Milan innescata da Zapata, che dopo aver servito Suso va subito ad attaccare la metà campo avversaria. Lo spagnolo è bravo sia nel saltare Leiva che nel servire il colombiano con i tempi giusti, trovando una Lazio completamente sbilanciata in avanti.

Il momento chiave della partita arriva al 77’, dopo gli sviluppi di un calcio d’angolo: Laxalt dalla sinistra calcia lungo a cercare la testa di Piatek in area, nessuno tocca la palla su cui si avventa Musacchio, che viene fermato irregolarmente dal neoentrato Durmisi. Rocchi – che aveva fischiato pochi secondi prima un rigore per il Milan per un fallo di mano, poi revocato grazie ad una VAR review – decide di assegnare il penalty.

Dagli undici metri si presenta Kessié, che con il destro spiazza Strakosha e porta in vantaggio il Milan. Il centrocampista ivoriano non segnava dal 22 febbraio e mette un sigillo importante anche dopo le polemiche legate alla sua sostituzione nell’ultimo derby contro l’Inter.

LA LAZIO SI SBILANCIA NEL FINALE, MA NON BASTA

Dopo il gol subito Inzaghi toglie Bastos e inserisce Parolo, facendo passare così la Lazio a 4 dietro, con Durmisi terzino sinistro e Romulo terzino destro. Leiva e Parolo davanti alla difesa, con Luis Alberto e Milinkovic dietro ad Immobile e Caicedo.

I biancocelesti tentano il tutto per tutto negli ultimi minuti per cercare di uscire da San Siro almeno con un pareggio, ma il Milan riesce a difendere bene il vantaggio acquisito.

Anche gli xG rispecchiano l’andamento della gara: il Milan ha prodotto 1.53 xG, ma il rigore di Kessié vale 0.79. Tutte le altre occasioni prodotte dai rossoneri sono tiri che di solito hanno una bassa percentuale di realizzazione. La Lazio, invece, ha creato due occasioni molto importanti, ovvero quella di Immobile nei primi minuti (0.37) e quella di Correa finita alta (0.47).

Il Milan ha vinto una partita importantissima per continuare a rimanere ancorato al quarto posto, e lo ha fatto soffrendo le fiammate della Lazio. I biancocelesti hanno creato alcune occasioni da gol molto importanti, ma non sono riusciti a concretizzarle e sono stati puniti da un episodio, una sciocchezza di Durmisi che potrebbe costare molto cara. La squadra di Inzaghi ha conquistato solo 1 punto nelle ultime 3 partite e dovrà assolutamente ritrovare brillantezza dalla prossima partita se vorrà continuare a lottare per la qualificazione in Champions.