Nella cultura popolare, da secoli, esiste un’infondata credenza che porta il genere umano a giustificare il susseguirsi di alcuni eventi sfortunati con la presenza di alcuni fattori portatori di iella. L’uomo infatti, da sempre, tende a ricercare il colpevole di una sfortuna che lo ha colpito, non in un errore commesso da lui stesso ma bensì nella presenza di un’animale, una persona, un oggetto o una situazione che nella credenza popolare vengono ritenuti ambasciatori della malasorte. Che cosa porta, tuttavia, a credere che certe entità possano rappresentare un segnale di iella? Oltre ad un’ignoranza di fondo e ad una mancata capacità di autocritica, sopratutto la ricorrenza di determinate situazioni che hanno portato l’associazione di uno dei fattori citati prima all’incombere di un destino avverso per chi dovesse trovarseli di fronte.

Il mondo dello sport ma sopratutto del calcio, in questo senso, è assolutamente avvolto da questa credenza che in Italia  prende il nome di gufata. In particolare, negli ultimi tempi, il calcio europeo è stato colpito da un ambasciatore della sfortuna proveniente dal Canada e che nella vita è semplicemente uno dei cantanti più famosi del pianeta: stiamo parlando di Drake, rap-star mondiale e vera e propria icona della musica. L’autore di hit come God plan’s è un grandissimo appassionato di basket ma sopratutto dello sport in generale con interessi che spaziano dal mondo del Tennis e dell’MMA a quello del calcio, in cui conta diverse amicizie eccellenti con alcune super-star del pallone come quelle con Pogba e Messi.

 

Prima oltreoceano ed ora anche in Europa, tuttavia, si è diffusa la credenza che il cantante originario di Toronto porti un’influenza negativa agli atleti o alle squadre che, prima di un match, decidano di posare in una foto con lui. A sostegno di questa tesi vi sono diverse prove che, in un certo senso, sembrano confermare la coincidenza tra Drake e la sfortuna. Nel 2014, infatti, i Miami Heat del suo grande amico Lebron James hanno perso contro i San Antonio Spurs dopo che Drake aveva assistito al match decisivo. Nel 2015 Serena Williams, sua fidanzata all’epoca, era stata sconfitta clamorosamente da Roberta Vinci nella semifinale degli Us Open: Drake era in tribuna. Nel 2018 Conor McGregor, altro suo grande amico, ha perso clamorosamente contro Khabib Nurmagomedov in uno scontro nella lega U.F.C. Drake dov’era? In prima fila.

Il calcio, invece, è stato recentemente colpito dai riti Voodoo del rapper che, presente in Europa per il suo tour mondiale, ha colpito prima in Germania, in Inghilterra ed infine in Francia. La prima vittima illustre nel mondo del calcio è stato Aubameyang. L’attaccante dell’Arsenal ha recentemente postato sui suoi profili social uno scatto in compagnia di Drake che reggeva la sua maglietta numero 14 del giocatore. Risultato? I Gunners hanno poi perso contro l’Everton, scivolando anche fuori dalla zona Champions in Premier League.

 

 

Un caso? Non sembra, perché anche il Kun Aguero è stato colpito:  l’attaccante del Manchester City ha pubblicato su Instagram il video del suo incontro col rapper, comprensivo di maglietta regalata. Anche in questo caso, la maledizione di Drake ha colpito ancora: Aguero ha fallito un rigore contro il Tottenham, col City che ha poi perso l’andata dei quarti di Champions League.

 

Se due indizi non fanno una prova, ecco il terzo. Jadon Sancho del Borussia Dortmund qualche settimana prima aveva fatto e postato la foto con Drake sempre sui propri profili socia e pochi giorni dopo il Borussia aveva poi perso 5 a 0 contro il Bayern Monaco nel big-match che valeva la vetta della Bundesliga.

 

Non c’è due senza tre e il quattro vien da sè, e allora ecco ieri l’ultimo graffio di sfortuna del rapper di Toronto. Poco prima del match tra il Paris Saint-Germain e il Lille, Layvin Kurzawa, terzino francese in forza ai capitolini, aveva postato una foto con il suo idolo. Esito della scelta? I parigini hanno perso 5-1 con il Lille, un passivo incredibile che non colpiva la squadra della capitale dal lontano 2000.

 

 

Dietro a queste sconfitte clamorose vi sono prestazioni negative da parte di un intero collettivo ma nel calcio, come nella vita, a volte è più facile imputare le colpe di un disastro ad un fattore esterno piuttosto che ai reali colpevoli. Pertanto se doveste essere superstiziosi, assicuratevi, prima di un match importante della vostra squadra del cuore, che Drake non sia in città o perlomeno che nessuno dei vostri beniamini faccia una foto con lui.