Sabato, contro l’Udinese, Edin Dzeko ha realizzato il suo goal numero 86 con la maglia della Roma. Proprio in virtù di questa rete, la Roma è diventata la squadra con la quale Edin è andato a segno più volte, superando le 85 marcature con il Wolfsburg. Nonostante questo speciale traguardo, il rapporto tra i tifosi giallorossi ed il gigante bosniaco è sempre stato piuttosto complicato. Per celebrare questo risultato, ecco un breve “racconto” della carriera di Dzeko, dagli inizi alla non semplice esperienza romana.

DAI PRIMI CALCI ALLA PREMIER LEAGUE

Come molti altri ragazzi nati nell’Europa dell’est tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90, anche Edin, prima di diventare un calciatore di fama mondiale, ha avuto un’infanzia difficile. Nativo di Sarajevo, all’età di 6 anni ha sperimentato sulla propria pelle gli orrori della guerra in Bosnia, abbandonando la capitale.

“Abbiamo vissuto nell’incubo, sapendo di poter morire in qualsiasi momento. Anche se il calcio non può risolvere problemi tanto grandi, può aiutare a non farti pensare.”

Queste erano state le parole rilasciate da Dzeko in occasione della prima storica gara della sua Bosnia ad un mondiale, nel 2014 in Brasile. Uno dei momenti più importanti della carriera di un ragazzo partito da lontano per diventare grande. Nel 2003 fa il suo esordio tra i professionisti con lo Zeljeznicar, proprio a Sarajevo, dove però gioca da centrocampista. Dopo due stagioni passa al Teplice, in Repubblica Ceca e qui avviene il suo cambio di ruolo. Passa 6 mesi in prestito e poi, rientrato alla base, mette a segno 13 goal in 30 partite. Questi numeri convincono il Wolfsburg ad investire sul giovane ragazzo che viene pagato 4 milioni di euro, una cifra molto importante se si pensa che il suo trasferimento ai cechi era costato appena 80 000 euro. La prima annata in Germania è positiva, anche se non eccezionale. Nel 2008-2009 però, Edin mette in mostra per la prima volta tutto il suo potenziale. In 32 partite mette a segno 26 reti e contribuisce in maniera determinante alla vittoria a sorpresa della Bundesliga con Grafite e compagni. Questo risultato gli vale il premio di miglior giocatore del campionato tedesco e l’inserimento nella lista dei 30 candidati al Pallone d’Oro. Nella stagione successiva il Wolfsburg non riesce a ripetersi ma Dzeko vince il titolo di capocannoniere con 22 reti.

Dzeko e Grafite, la coppia d’attacco più prolifica del campionato tedesco.

A questo punto, mezza Europa lo insegue, ma a spuntarla è il Manchester City, nel gennaio del 2011, che bussa alla porta dei tedeschi con 35 milioni, altra plusvalenza impressionante. In Premier League, Dzeko non riesce a ripetere i numeri degli anni in Germania, anche a causa di un compagno di reparto come Sergio Aguero. Nonostante ciò è decisivo nella vittoria del campionato 2011-2012 e arricchisce il suo palmares anche con una Coppa d’Inghilterra. Nel 2014 il City si ripete in campionato e conquista anche la Coppa di Lega. Quella è l’ultima stagione in Premier di Edin, la peggiore in termini realizzativi con solo 6 reti.

Dzeko e Kolarov, prima compagni al City, ora alla Roma.

LA ROMA, ODI ET AMO

A credere nuovamente in Dzeko è, naturalmente, la Roma. Il bosniaco è il grande centravanti che manca da troppo tempo ad una squadra che sta provando a contendere lo scudetto alla Juventus, il colpo di mercato che può segnare la svolta.

È proprio contro i bianconeri che realizza la sua prima rete con la maglia della Magica nella vittoria 2-1 all’Olimpico, nell’agosto 2015. Quel goal resta però una sorta di illusione per i tifosi giallorossi, dato che la stagione di Edin è un enorme flop, con soli 7 altri centri e errori incredibili sotto porta. Dzeko passa dall’essere osannato da tutti all’essere aspramente criticato. Nella stagione seguente però, Edin si riprende una grossa rivincita e pmette in mostra tutto il suo repertorio mettendo a segno 29 goal in campionato – capocannoniere della Serie A – e addirittura 39 considerando tutte le competizioni – nuovo record per un giocatore della Roma in una sola stagione. Ecco quindi che di nuovo l’equilibrio si inverte. Da insulti e sfottò si torna all’adorazione del centravanti bosniaco, finalmente quello che l’ambiente giallorosso aspettava. Ma naturalmente la storia non finisce qui. Nella passata stagione, le voci di un possibile addio di Edin, rianimano l’astio nei suoi confronti. A gennaio del 2018 sembra proprio che il Chelsea sia pronto a riportarlo in Premier League e il giocatore viene presto definito mercenario dai sostenitori della Roma. Ancora una volta però, Edin riesce a capovolgere la situazione decidendo di restare nella capitale e trascinando la squadra in semifinale di Champions League con 8 goal e 5 assist.

Odi et amo, il celebre componimento di Catullo, riassume alla perfezione il rapporto tra Edin e i romanisti. Un contrasto di sentimenti, amore e contemporaneamente odio. Tutto quello che si può fare è accettare la situazione e soffrirne.

“Odio ed amo. Perché lo faccia, mi chiedi forse. Non lo so, ma sento che succede e mi struggo”

E così quest’anno, in questa tormentata stagione giallorossa, l’amore per Edin è arrivato ai minimi storici, tanto che gran parte dei tifosi spera in un suo addio a fine stagione. L’avventura romana fin qui è stata dura e questa volta sembra difficile porre rimedio agli screzi che si sono creati tra l’attaccante e il tifo giallorosso. Certamente però, quel ragazzino che scappava dalla guerra non si lascerà fermare da quest’odio che, in fondo, è amore. Amore per un giocatore straordinario dal quale ci si aspetta sempre qualcosa in più.