Un fallimento totale. La Juventus perde 2-1 in casa contro i ragazzi terribili dell’Ajax ed esce ai quarti di finale di Champions League. Una sconfitta che attesta la definitiva presa di coscienza di un progetto mai realmente apparso convincente in questa stagione, eccezion fatta per la partita di ritorno contro l’Atletico Madrid.

Una Juventus mai padrona del campo, subisce una grandissima lezione di calcio da parte degli olandesi. Olandesi che giocano un calcio a tratti rasente alla perfezione, fatto di una velocità di gioco disarmante ed un pressing difensivo forse unico nel proprio genere. Per la società della Continassa, il crollo europeo dovrà porre dei grossi interrogativi sulla qualità dei singoli in sé, unito, chiaramente, ad un’accurata analisi del tecnico, Massimiliano Allegri.

LA PARTITA

Risultati immagini per juventus ajax 1-2La partita inizia con una Juventus attenta, abile nel giocare la partita che ci si aspettava da lei. Buon pressing e baricentro piuttosto alto che creano rilevanti grattacapi alla squadra di Amsterdam. Quando la rosa capitanata da Paulo Dybala riusciva nel compito di proporre un calcio veloce, con al massimo due tocchi per giocatore, dimostrava di poter arrivare in porta abbastanza facilmente. Ciò chiaramente per una qualità non eccelsa nei singoli giocatori difensivi dell’Ajax. De Sciglio, preferito a Cancelo, svolge una partita attenta e non fa rimpiangere di certo l’esterno portoghese. Dybala, pur apparendo assai anonimo in fase offensiva, offre una perenne marcatura sul calciatore di maggiore qualità avversario, Frankie de Jong. Ecco quindi che al 27′ su un bello schema da calcio d’angolo Ronaldo riesce a liberarsi al centro dell’area ed insacca il pallone in rete.

Animated GIFTuttavia, dopo appena 6 minuti, l’Ajax torna ad equilibrare il risultato tramite un’azione casuale che vede finire il pallone sui piedi di Donny van de Beek. Grossa responsabilità per il gol subito è di Federico Bernardeschi, che distratto dallo sviluppo dell’azione non si mette in linea coi propri difensori. Così facendo lascia in gioco il trequartista olandese che non ha difficoltà a battere un incolpevole Wojciech Szczesny.

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All’inizio del secondo tempo Allegri inserisce Moise Kean, a favore di un Paulo Dybala con evidenti problemi fisici. Viene così a mancare la costante marcatura su De Jong ed inoltre l’Ajax inizia a prendere campo. I ragazzi di Ten Haag presentano un’intensità di gioco ed una voglia agonistica che la Juve non ha. Naturale quindi che dopo 22 minuti di attacco arrembante il capitano degli olandesi, Matthijs de Ligt, trovi la via del gol su calcio d’angolo. Rugani non eccezionale in marcatura si fa sovrastare dal forse unico calciatore realmente pericoloso da calcio da fermo. La partita va quindi sul 2-1 per i lancieri. Consci di dover segnare 2 reti per passare il turno, la formazione di Allegri perde qualsivoglia facoltà mentale e non riesce nel compito di proporre un’adeguata risposta al risultato. Anzi, è ancora l’Ajax che impone il proprio calcio, sfiorando ripetutamente il 3-1

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LE COLPE DI ALLEGRI

Le cause di questo definitivo crollo sono delle più svariate e, di certo, non sono solamente riscontrabili nel match di ieri sera. Come detto poc’anzi, la Juventus questa stagione non è mai realmente apparsa padrona del proprio destino. Complice di ciò è, di certo, il vestito camaleontico che mister Allegri ha voluto cucire intorno a questa squadra. Affidandosi solamente alle qualità dei singoli profili, la Juventus non ha mai lasciato intravedere un gioco identificabile. Seppur vero che spesso un calcio esteticamente bello non porta ad un risultato, delle seppur minime idee di trama devono esserci. Non si può sempre preparare la gara andando ad attaccare i punti deboli dei propri avversari, soprattutto perché, quando gli avversari rasentano la perfezione, di spazi se ne trovano gran pochi. La partita di ritorno contro l’Atletico Madrid non può e non deve rappresentare la risposta a tale quesito. Allo Stadium la Juventus aveva condotto una partita andando a minare le debolezze della squadra spagnola: gioco sulle fasce, cross in mezzo a pescare un eventuale inserimento ed un doppio play di modo da ovviare al pressing dei madridisti.

SICURI DELLA QUALITÀ DI TUTTI GLI ELEMENTI IN ROSA?

Allegri, tuttavia, non può farsi carico da solo di questa roboante sconfitta. I calciatori sono apparsi senza un briciolo di personalità. Individui tecnicamente molto forti ma, se presi umanamente, assai deboli. Inoltre è probabile che intorno alla squadra italiana ci sia stata una sopravvalutazione generale. Cancelo, ad esempio, nel momento più decisivo della stagione non è apparso più come il calciatore ammirato ad inizio stagione. Lo stesso Alex Sandro oramai sembra aver finito un ciclo alla Juventus. Dybala soprattutto, pur effettuando un ottimo lavoro difensivo, in attacco è apparso estremamente inconcludente. Doveva essere la sua notte, una notte da capitano, invece non ha mai fatto la differenza. Inoltre, è stato evidente come ci fosse un grande spirito di arrendevolezza. Già a seguito del primo gol subito, la squadra ha calato notevolmente il ritmo lasciando campo all’Ajax. Dopo la seconda marcatura, di conseguenza, le energie mentali sono completamente terminate e la squadra non è riuscita a controbattere all’attacco avversario.

ONORE ALL’AJAX

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Se da un lato si sta analizzando il crollo di una società, dall’altro bisogna idealizzare la vittoria di una filosofia. Ten Haag in pochissimo tempo è riuscito a proporre ad Amsterdam un modo di intendere il calcio che, in Olanda, non si vedeva dal totaalvoetbal di Rinus Michels. Il tecnico nato a Haaksbergen ha semplicemente aggiunto una solidità difensiva maggiore. Importante è sottolineare come l’allenatore olandese sia uno dei tanti studenti di Pep Guardiola, che fortemente lo aveva voluto ad allenare la seconda squadra del Bayern Monaco. In zona offensiva, l’Ajax porta perennemente almeno 5 calciatori sulla stessa linea di gioco e 3 qualche metro più indietro. Una sfrontatezza che, se operata in maniera adeguata, comporta una fluidità di gioco incredibile. È inoltre grandioso come i ragazzini olandesi coprano periodicamente ogni linea di passaggio ai propri avversari. Quando la squadra opposta perde un tempo di gioco, l’Ajax è già pronta nel recupero palla. Non è la squadra avversaria che esprime un brutto calcio, sono gli olandesi che ti costringono a questo tipo di gioco. Una società che adesso, dopo aver eliminato Real Madrid e Juventus, può davvero battagliare con qualsiasi altra formazione. Non deve più essere considerata come una semplice mina vagante del torneo.

A QUANDO IL SALTO DI QUALITÀ?

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Quest’estate a livello generale si credeva che con l’acquisizione di Cristiano Ronaldo, la Juventus avesse colmato il gap avuto con le superpotenze europee. Ciò, chiaramente, non è avvenuto e la squadra italiana si può permettere già da subito di poter fare un’accurata analisi sui progetti futuri. Di certo alla squadra servono profili già con una maturazione personale alta. Calciatori che hanno già vinto in campo europeo e che sanno come approcciarsi al meglio a partite come quelle di ieri sera. Tecnicamente ottimi ma eccelsi soprattutto nello spirito agonistico che dovrebbe contraddistinguere ogni singolo giocatore. Inoltre serve qualità a metà campo. Appurato che la mera fisicità non basta, serve arricchire la zona mediana del campo con gente di spessore tecnico estremamente elevato. Il solo Pjanic nella squadra, purtroppo, non basta. Inoltre si devono estirpare calciatori arrivati alla fine del proprio ciclo in bianconero e non più così realmente convinti del progetto. Cosa più importante, tuttavia, è forse il cambio nella guida tecnica della squadra. Allegri non ha fatto male a Torino ma, come tanti giocatori, ha dato ciò che poteva dare alla causa bianconera. Oltre ai risultati ottenuti ha dimostrato a più riprese di non poter più dare altro. Adesso serve quel mister che non solo ti faccia stare in pianta stabile fra le otto realtà migliori del globo, ma che ti porti la mentalità adeguata a vincere la tanto agognata coppa dalle grandi orecchie.