L’eldorado del calcio moderno è rappresentato dai cambi societari: fondi esteri e presidenti sempre più esotici decidono di investire in squadre alla ricerca di nuovo risalto socio-economico, spesso con arrivi in pompa magna e promesse faraoniche capaci di far sognare tifosi e piazze dimenticate da uno sport che può rivelarsi un boomerang quando non si conoscono i cunicoli più bui e pieni di insidie. In Italia, seppur con meno volumi ed un numero crescente di investimenti esteri ma inferiori a quelli dei maggiori campionati europei, il caso del Milan potrebbe essere un esempio lampante di cosa voglia dire vendere a personaggi semi sconosciuti ai più. La Francia, invece, si differenzia da noi per un controllo federale interno tra i più ferrei d’europa, insieme a quello della Football Association inglese, chiamato DNCG, ovvero Direzione nazionale di controllo della gestione, che si occupa di investigare sui conti di tutte le squadre che disputano tutte le competizioni nazionali, dalla Ligue 1 al campionato amatori. I controlli si effettuano normalmente all’inizio di ogni campionato, quando le squadre effettuano la propria iscrizione: nel caso ci siano anomalie le peggiori sanzioni possono essere un blocco del mercato o una retrocessione nella divisione inferiore.

PERSONAGGI CONTROVERSI

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Hafiz Mammadov, ex presidente del Lens, in compagnia di un altro ex presidente, Gervais Martel, altro ex presidente storico del club. Fu da un incontro a Cannes che deciso di prendere in mano il Lens nel 2013.

Nonostante la dubbia provenienza di fondi, alcune squadre non hanno frenato lo sbarco transalpino di personaggi controversi e fondamentalmente sconosciuti. Tra questi, a Lens ricorderanno con dispiacere l’avvento di Hafiz Mammadov, giunto con promesse faraoniche forte dei milioni azeri dei pozzi petroliferi e degli aiuti governativi (“porterò Ibrahimovic e Falcao ed a Lens vinceremo la Champions League” una delle frasi storiche) e partito tra le critiche e senza aver potuto dare al Lens l’apporto economico della quale la squadra aveva bisogno per ritornare con forza a primeggiare in Ligue 1: la causa furono problemi economici non ben definiti e l’ipoteca di alcune società importanti in Azerbaigian che non gli permisero di acquistare il club inglese dello Sheffield Wednesday e di versare solo 1,5 milioni (dei 14 promessi) per la disputa del campionato di Ligue 1 a Lens che, sportivamente, retrocesse nel 2015 senza tornare mai più in Ligue 1.

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Gerard Lopez, presidente del Lille.

Nella vicina Lille il rischio sembrava identico ad inizio 2017, quando Gerard Lopez fece il suo ingresso come proprietario del club: anche in quel caso, la DNCG aveva difficoltà nel rintracciare i fondi di Lopez, impresario lussemburghese (di famiglia spagnola) agente nel settore delle nuove tecnologie, dell’energia e dello sport. L’operazione Lotus, in Formula 1, della quale Lopez era presidente, non era andata a buon fine e si presumeva che il Pierre Mauroy sarebbe diventato un castello di sabbia. Fortunatamente, dopo i tumulti societari e sportivi del club, Lopez è riuscito a far chiarezza davanti ai giudici della federazione ed il Lille ha potuto operare sul mercato nel 2018, formando una squadra all’altezza delle pretese iniziali.

IL CASO SOCHAUX

Se i casi elencati precedentemente si sono conclusi dopo pochi anni, grazie anche alla rapidità di giudizio ed alla qualità legislativa del sistema francese, è il caso Sochaux a tenere banco da ormai da cinque anni a questa parte: il club fondato dalla Peugeot nel 1928 e rimasto in mano alla casa automobilistica fino al 2014, quando, dopo la retrocessione il Ligue 2, il gruppo cinese Ledus decise di investire sulla squadra per riportarla ai fasti di un tempo.

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Wing Sang Li, attuale presidente del Sochaux.

E quella che sembrava un’operazione al passo coi tempi, quasi futuristica per una Francia fiduciosa nei fondi esteri grazie alle maxi operazioni di acquisto di Paris Saint Germain e Monaco, si è rivelata un’arma a doppio taglio. Dalla Cina non sono mai arrivate le garanzie necessarie ed il Sochaux ha lottato fino alle ultime giornate per raggiungere una stentata salvezza nel 2015-2016 e nel 2016-2017. Nessun investimento importante né tantomeno un progetto sportivo all’altezza della città che subisce la doccia fredda nel Febbraio 2018: la DNCG retrocede d’ufficio la squadra in quinta divisione a causa delle carenze economiche e di un planning finanziario non all’altezza del club. La holding Tech Pro, alla quale il gruppo Ledus fa parte, crolla in borsa ad Hong-Kong e la filiale francese viene chiusa e dichiarata fallita. Tanto che la società cinese diventa protagonista di un documentario, The China Hustle, che prova a far luce sulle attività di queste due aziende.

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Vista la situazione così critica, i tifosi si organizzano per un’azione collettiva che possa portare all’acquisto della squadra, anche se la proprietà cinese, nella persona del presidente Wing Sang Li, decide di ripiegare sul gruppo spagnolo Baskonia-Alaves, proprietario dell’omonima squadra di basket del Baskonia e dell’Alavès in spagna, per la gestione del club. Il rapporto, il quale doveva portare al Sochaux giocatori di qualità dalla Spagna, rendendo il club un satellite dell’Alavès, così come l’Hercules in Finlandia o il Rudes in Croazia, si corrobora dopo pochi mesi ed il gruppo basco decide di ripartire prima del previsto a causa della mancanza di chiarezza societaria dei cinesi. Nonostante ciò, il presidente appare fiducioso per la stagione e continua ad affermare di essere al 100% concentrato sul progetto. Il risultato di quest’ulteriore tumulto è però un 17esimo posto stentato, con un solo punto di vantaggio sulla zona retrocessione e con tanti dubbi sul futuro: il gruppo Peugeot, nella persona di Romain Peugeot, ed un imprenditore locale, Pierre-Arnaud Rollin, desidererebbero riacquistare il club, ma non hanno ricevuto risposta dal presidente che afferma di non aver ricevuto offerte all’altezza per intavolare un’eventuale trattativa.Nel Giugno 2018 si sono festeggiati i novant’anni del club che ha vissuto primavere eccezionali, come la militanza nelle coppe europee e la storica vittoria in Coupe de France del 2007. Seppur attaccato sportivamente e societariamente ad un filo, il Football Club Sochaux-Montbéliard sembra volersi giocare tutte le carte per rimanere in vita.

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Per Sochaux e per tutti i francesi.