Genio e sregolatezza, un binomio che nel mondo del calcio ha colpito tanti e tanti talenti. C’è chi, pur trascorrendo una vita tutt’altro che moderata, è riuscito a fare grandi cose. Basti pensare a George Best e Diego Armando Maradona, due che fuori dal campo hanno fatto discutere e non poco. C’è chi, invece, ha permesso all’eccesso, al disordine, alla dismisura, di prendere il sopravvento. Uno dei tanti, troppi, calciatori che hanno dissipato il proprio talento è Jérémy Ménez.

Quando nel 2003 firmò il suo primo contratto da professionista a soli 16 anni – il più giovane della storia della Ligue 1 – gli addetti ai lavori erano sicuri che Jérémy potesse esplodere e calcare le orme dei grandi del calcio transalpino. Addirittura Zidane, intervistato da Sky Sport, disse di lui:

“È un bravo giocatore, però deve giocare, perché per me è un talento: è giovane, è un po’ come Cassano, però bisogna farlo giocare, non devi “prendergli” la testa”.

Quello che emerge da quanto affermato da Zizou è che già all’epoca si era capito di che stoffa fosse Ménez. Dopo gli inizi sfavillanti col Sochaux, il fantasista francese non ha trovato più un ambiente in cui esprimersi al massimo, complice – come già detto – una testa davvero molto calda. Prima alla Roma, poi al PSG e infine al Milan, il talento di Logjumeau ha sprecato tutte le occasioni concessegli, andando incontro ad una decadenza sempre più rapida.

ANCORA PROBLEMI

Gli ultimi treni, rappresentati dal Bordeaux e la successiva firma con l’Antalyaspor, non hanno sortito gli effetti sperati: rilanciare la carriera di quello che sarebbe potuto essere l’asso della Nazionale francese.

Nel gennaio 2018, Ménez ha firmato con i messicani del Club América. Tutto sembrava filar liscio, grazie a 14 presenze e i 5 gol realizzati. Poi un infortunio gravissimo, sempre più comune fra i calciatori: la rottura del legamento crociato del ginocchio, avvenuto nel corso di un’amichevole pre-campionato contro il Pachuca. Il rientro, avvenuto il mese scorso, ha riconsegnato all’allenatore Miguel Herrera un calciatore totalmente diverso.

“La verità è che non si allena bene, noto che non si impegna come i suoi compagni. Puoi essere dotato di una tecnica incredibile, ma se non sei pronto fisicamente, non puoi competere ad alti livelli”.

Dall’inizio del campionato messicano, Ménez ha visto il campo soltato tre volte e solo in un’occasione dal primo minuto. Se l’ormai 31enne trequartista francese non imboccherà la giusta strada, difficilmente tornerà a vestire la maglia delle Aquile.