Un paio di giorni fa sono stati annunciati i nomi dei sei giocatori candidati a vincere il premio del “PFA Players’ Player of the Year“, ovvero il riconoscimento al miglior giocatore dell’anno della Premier League. Un trofeo tanto ambito, che ha visto susseguirsi grandi nomi e fuoriclasse assoluti. Da Mark Hughes, il primo giocatore a vincere il trofeo per due volte (1989, 1991) a Alan Shearer, il primo a riuscirci con due squadre diverse (Blackburn 1995, Newcastle 1997). Senza dimenticare Thierry Henry, primo calciatore a vincere il premio per due anni di fila (2003, 2004), o ancora Cristiano Ronaldo, Ryan Giggs, Gareth Bale, Luis Suarez e tanti altri. Lo scorso anno a vincere il meritato premio fu l’egiziano Mohamed Salah, il secondo giocatore africano a vincere il trofeo dopo Riyad Mahrez, vincitore nel 2016.

Mohamed Salah, esterno del Liverpool che ha vinto il trofeo nel 2018.

La prima stagione inglese dell’ala del Liverpool è stata sensazionale: 32 reti e 11 assist in Premier League, 52 partite e 44 reti stagionali. Un’annata da incorniciare per l’ex giocatore della Roma che dalla parti di Anfield sembra aver trovato la sua dimensione ideale, aiutato dalla filosofia di calcio di Jurgen Klopp, ad oggi l’allenatore che meglio è riuscito a far esprimere il talento del classe ’92. La grande sorpresa degli ultimi giorni è, però, proprio l’assenza dell’egiziano nella cerchia dei sei nomi candidati al premio di miglior giocatore dell’anno, dove invece troviamo tre rappresentanti del Manchester City, due del Liverpool e uno del Chelsea. Sergio Aguero, Raheem Sterling, Bernardo Silva, Virgil Van Dijk, Sadio Mané e Eden Hazard. Sono questi i nomi che si contenderanno la 46esima edizione del “PFA Players’ Player of the Year.”

SERGIO AGUERO

Nella folta bacheca di Sergio Aguero uno dei pochi trofei che manca è proprio quello di miglior giocatore dell’anno in Premier League, campionato nel quale gioca dal 2011, quando il Manchester City lo acquisto dall’Atletico Madrid per 40 milioni. Fin da subito l’attaccante argentino si è imposto come il terminale offensivo della squadra, e la stagione 2018-2019 per lui si sta rivelando davvero fantastica. Con le sue reti, 19 in Premier, il “Kun” sta trascinando i Citizens nella infinita lotta con il Liverpool per la conquista del titolo di campione d’Inghilterra, ma il suo apporto offensivo è stato fondamentale sin da agosto quando con una doppietta ha messo al tappeto il primo Chelsea di Sarri nel tradizionale Community Shield. Gli uomini di Guardiola hanno già conquistato la English Football League Cup a febbraio e tra qualche settimana avranno l’opportunità di alzare sotto il cielo di Wembley anche la storica FA Cup, nella finale con il Watford. L’eliminazione in Champions League ha di certo deluso tifosi e dirigenza, ma la stagione di Sergio Aguero, al netto dei trofei conquistati, è assolutamente da incorniciare. A febbraio di quest’anno il “Kun” ha realizzato la sua undicesima tripletta in Premier League, eguagliando l’indimenticabile Alan Shearer. Ed è diventato anche il miglior marcatore all-time della storia del Manchester City,con 162 reti realizzate in Premier e ben 229 in totale. L’uomo dei record, favorito numero uno per conquistare il trofeo di miglio giocatore dell’anno.

VIRGIL VAN DIJK

Se prima abbiamo elogiato la grande forza del Manchester City, ovvero l’impressionante numero di risorse offensive, dall’altro è doveroso fare un plauso a una squadra che ha fatto della grande compattezza difensiva una delle sue armi migliori: il Liverpool. Una squadra camaleontica, vero, ma che raramente perde gli equilibri. Alisson, alla sua prima stagione oltremanica, è a un passo dal record di clean sheet di Pepe Reina ( 19 clean sheet per il brasiliano, 20 per il portiere spagnolo nella stagione 2005-06) e i numeri difensivi dei Reds sono eccezionali. Con sole 20 reti subite la difesa del Liverpool non è solo la miglior difesa del campionato inglese ma è anche la migliore tra i top 5 campionati d’Europa. Segno di come al centro dell’idea di calcio di Jurgen Klopp non vi siano solo le accelerazioni sulle fasce e le verticalizzazioni improvvise, ma anche principi difensivi solidi e ben radicati nella squadra. E non è un caso che il perno della difesa migliore d’Europa sia Virgil Van Dijk, al momento uno dei difensori più determinanti e più forti del mondo.

Virgil Van Dijk è uno dei difensori più forti del mondo non solo per come difende (non ha mai subito un dribbling in stagione), ma anche per il suo tipo di calcio “verticale”, improvviso e ragionato, che si concilia alla perfezione con l’idea di pallone di Jurgen Klopp. Diventano allora fondamentale anche i movimenti e i contromovimenti dei terzini, della punta e delle ali d’attacco, come Salah in questo caso, servito alla perfezione in verticale dal difensore olandese.

L’evoluzione del difensore olandese acquistato nell’inverno del 2018 per la cifra record di 75 milioni di sterline ( circa 84 milioni di euro) è stata fondamentale per dare solidità a un reparto che era molto lento, prevedibile e poco “verticale”, caratteristiche che non rientrano nella filosofia di calcio di Klopp. Van Dijk si è preso fin da subito l’intero reparto difensivo sulle spalle, ergendosi a leader indiscusso della squadra. Nel corso della stagione ha realizzato 5 reti, 3 in Premier e 2 in Champions League, d’altronde per un omone di 1.93 metri essere pericoloso in area avversaria, soprattutto su sviluppi di calci piazzati, non deve essere poi così complicato. Il quotidiano spagnolo Marca lo ha già nominato miglior giocatore dell’anno in Premier League, vedremo se anche la PFA sarà dello stesso avviso.

RAHEEM STERLING

Il terzo nome candidato a vincere l’ambito premio di miglior giocatore dell’anno della Premier League è Raheem Sterling. La sua stagione è stata a dir poco fenomenale, e più degli altri anni il suo apporto in zona gol è stato decisivo. Difatti il Times, quotidiano britannico, lo ha designato favorito numero uno per il “PFA Players’ Player of the Year“. Il giocatore inglese, che ha solo 24 anni e che è candidato anche a vincere il trofeo di miglior giovane del campionato, ha avuto nelle ultime due stagioni una crescita costante che lo ha portato ad essere titolare inamovibile dello scacchiere di Pep Guardiola. La crescita sotto porta è evidenziata anche dai numeri strepitosi che stanno accompagnando la stagione dell’ex Liverpool: 17 reti e 11 assist, una “doppia doppia” nel gergo cestistico già ripetuta lo scorso anno.

Il 6-0 inflitto al Chelsea di Sarri è la fotografia del calcio cerebrale di Pep Guardiola e di come la sua filosofia abbia pervaso i piedi e la mente dei giocatori del City. Il gol del 6-0 nasce da uno spunto individuale di Gabriel Jesus. La palla filtrante data col terzo occhio di Silva per Zinchenko è poesia pura, poi Sterling, autore di una doppietta, si trova nel posto giusto al momento giusto.

L’inglese, che sta ritrovando il feeling con il gol anche con la la maglia della Nazionale, è sicuramente l’outisder più accreditato, più temibile. Con l’arrivo di Pep Guardiola il modo di giocare di Raheem Sterling si è evoluto notevolmente: non più giocatore a tutta fascia, ma ala d’attacco con grande abilità d’inserimento. I suoi gol sono infatti spesso frutto di un posizionamento perfetto in area di rigore, un senso di intelligenza tattica che lo ha portato ad un livello superiore. I gol realizzati nel quarto di finale di Champions giocato all’Etihad contro il Tottenham ne sono un esempio chiarissimo, ed è per questo che nel caso in cui il titolo di miglior giocatore dell’anno andasse a Raheem Sterling non sarebbe affatto uno scandalo.

SADIO MANÉ

Sadio Mané è stato senza dubbio uno dei giocatori più letali dell’intera stagione dei Reds. Forse ancor più del suo compagno Salah, infatti assente dalla lista dei candidati. Il senegalese, che proprio come Salah parteciperà alla Coppa d’Africa 2019, è stato fin qui protagonista di una stagione eccellente: 18 reti e 2 assist in Premier League, 4 reti e 3 assist in Champions League, competizione nella quale la squadra di Klopp ha raggiunto le semifinali dove incontrerà il Barcellona, per una sfida che ha il sapore di una finale anticipata. L’esterno ex Southampton, arrivato secondo alla scorsa edizione Pallone d’Oro africano dietro il compagno Momo Salah, sta vivendo senza dubbio il momento migliore della sua carriera. L’alchimia trovata con Roberto Firmino e Salah ha portato il tridente del Liverpool ad essere uno dei più forti della storia, insostituibile per Klopp. Il tecnico tedesco, peraltro, ha rivelato alcuni dettagli su una trattativa tra Manè e il Borussia Dortmund avvenuta in passato, ammettendo che quello di non acquistarlo all’epoca fu uno dei più grandi errori commessi da allenatore.

“Ho commesso pochi errori in vita mia, ma uno dei più grandi che abbia mai fatto è stato quello di non prendere Sadio Manè quando ero al Borussia Dortmund. Gli avevo persino parlato, ma poi non ero troppo convinto. Alla fine ho commesso un errore, Per fortuna la vita mi ha dato una seconda possibilità di lavorare con lui, un giocatore fantastico.”

EDEN HAZARD

Lo ha vinto nel 2015 ed è arrivato secondo nel 2017. Eden Hazard non è un giocatore qualunque, e lo sa pure la PFA, e il fatto che il giocatore belga sia nella lista dei migliori sei calciatori dell’anno non è una sorpresa. La stagione del belga, fantastico nel Mondiale russo terminato al terzo posto, è stata fenomenale. Non tanto per i numeri e le statistiche, che pure fanno paura ( 16 reti e 13 assist in Premier League), ma per l’impressionante capacità di leadership che il giocatore classe ’91 ha avuto nel corso dell’anno. I Blues con Sarri in panchina non hanno avuto pochi problemi. Dopo un inizio molto brillante, la stagione del Chelsea ha subito una decisa involuzione, che però non ha mai toccato fino in fondo il fuoriclasse di La Louvière. Eden Hazard si è subito imposto come riferimento assoluto per gli uomini di Maurizio Sarri. Nonostante la presenza di Olivier Giroud e l’arrivo a gennaio di Gonzalo Higuain, il tecnico toscano ha più volte proposto il numero dieci belga come “falso nueve“, segno di grande fiducia da parte dell’allenatore italiano. A gennaio Hazard è diventato il terzo giocatore più veloce ha raggiungere la famosa “doppia doppia” di cui abbiamo parlato prima nella storia della Premier League, dietro solo a Cesc Fabregas e alla leggenda dell’Arsenal Dennis Bergkamp. Con il suo Chelsea il belga è impegnato nell’avvincente lotta per conquistare un posto tra le prime quattro e soprattutto c’è un’Europa League da conquistare. Tuttavia, nonostante la formidabile stagione, le voci su un possibile addio si fanno sempre più insistenti. Zidane, tornato sulla panchina del Real Madrid, vuole che Hazard sia il primo acquisto della sua seconda gestione, ritenuto il miglior calciatore in grado di sostituire Cristiano Ronaldo. E dopo sette anni il futuro del genio belga può esser lontano da Stamford Bridge.

BERNARDO SILVA

L’ultimo nome di questa shortlist è la vera sorpresa del campionato: Bernardo Silva. L’esterno portoghese sta vivendo un momento magico, che lo hanno portato di diritto a far parte dei 6 candidati a vincere il premio di miglior giocatore dell’anno in Premier League. 6 gol e 8 assist in campionato, 12 reti e 12 assist stagionali per il giocatore classe’ 94 arrivato nell’estate del 2017 per la cifra monstre di 50 milioni di euro. L’impatto con la Premier la scorsa stagione non è stato facilissimo, il portoghese non ha reso al meglio e ha faticato molto a trovare il giusto spazio. Quest’anno, invece, Pep Guardiola sembra non poter più rinunciare a Bernardo Silva, autentico trascinatore dei Citizens in Champions e in campionato. Proprio nell’ultima partita di Premier, vinta 1-0 contro il Tottenham in una piccola rivincita di quella che è stata la gara dei quarti di finale,  il centrocampista portoghese si è reso protagonista di un bel gesto. Eletto MVP del match, ha deciso di consegnare il premio a Phil Foden, autore della rete decisiva. Difficilmente Bernardo Silva riuscirà a conquistare anche il “PFA Players’ Player of the Year“, ma siamo sicuri che chiunque ottenga il premio se lo sarà ampiamente meritato.