Forse di Mitchell Dijks è rimasta scolpita nell’iride di tutti gli appassionati di pallone l’espulsione ricevuta contro il Milan. Nel combattuto match tra Bologna e Milan, dopo il rosso di Paquetá e di Sansone, l’arbitro Di Bello ha sventolato a tempo scaduto un cartellino rosso anche in faccia all’olandese, reo di aver “rivolto espressioni irriguardose al Direttore di gara”. La causa di un nervosismo così tangibile è sicuramente stata dettata dalla situazione in classifica di entrambe le squadra non ottimale: il Milan per il discorso Champions e il Bologna per la salvezza. Inoltre l’incontro stesso è stato giocato a ritmi, sia fisici che mentali, che hanno spremuto ogni energia. Alla fine il risultato è stato 2-1 per il Milan.

Al termine della gara l’allenatore del Bologna, Mihajlovic, vero e proprio salvatore di una stagione che fino a qualche mese fa appariva nera, si è espresso così sull’espulsione di Dijks:

“Dijks è stato espulso dopo il termine del match, sono cazzate che capitano quando vuoi vincere. Almeno una cosa positiva c’è, sta imparando l’italiano…”.

In realtà, le cose positive che sta lasciando intravedere il terzino olandese sono più di qualche parolina sbiascicata in un italiano corretto. Una crescita costante che gli ha fatto scalare sempre di più le gerarchie rossoblù. Oltre quella futile espulsione c’è molto da scoprire.

CHI E’ DIJKS?

Quando quest’estate il Bologna ha prelevato gratuitamente Dijks dall’Ajax, le aspettative su di lui erano assai elevate, soprattutto per la grande esperienza maturata alle spalle. Nonostante l’età relativamente giovane, il ragazzo di 26 anni (compiuti l’8 febbraio) ha accumulato molte conoscenze.

Il suo percorso di formazione è iniziato nelle giovanili del Volendam che lo ha svezzato prima dell’importante chiamata a 16 anni dell’Ajax, ove nelle prime tre stagioni e mezzo ha scalato le categorie giovanili, sino ad assaggiare il sapore della prima squadra nel 2012. Solo 6 presenze in quella prima annata tra i professionisti, ma con Frank De Boer in panchina l’Ajax ha vinto lo scudetto, che ad oggi è senza dubbio il trofeo più prestigioso della carriera del terzino.

L’anno seguente è stato allenato da un altro grande coach, Marco Van Basten, che lo ha fatto crescere con ottimi risultati nella sua avventura all’Heerenveen; vera e propria svolta della sua carriera. Difatti dopo un’altra stagione proseguita sulla scia di ottime prestazioni, stavolta però con la casacca del Willem II, squadra neopromossa, l’Ajax si è innamorato nuovamente di lui. Così Dijks torna nella capitale olandese e nella stagione 2015-2016 accumula 39 partite e 9 assist; numeri che lo promuovono a terzino sinistro titolare. Nel 2017 invece, dopo 6 mesi giocati a livelli importanti, i lancieri decidono di girarlo in prestito al Norwich affinché possa concludere definitivamente il suo sviluppo, sia fisico che tattico. Poi però lo scorso anno l’Ajax acquista Tagliafico, attuale terzino sinistro inamovibile della squadra semifinalista di Champions, e Dijks finisce sempre più ai margini, sino alla cessione a titolo definitivo, oltre che gratuito, al Bologna.

IL DELUDENTE INIZIO CON INZAGHI

1 metro e 93 centimetri di altezza, 90 chili di stazza, tanta corsa su e giù per la fascia mancina, arata con costanza e velocità per tutta la partita, oltre che un curriculum imponente, hanno fatto di lui sin dagli albori della stagione un punto fisso del Bologna di Inzaghi.

Filippo Inzaghi era diventato il nuovo allenatore dei felsinei il 13 giugno della scorsa estate, dopo essersi dimesso dal Venezia, che aveva portato fino alle semifinale dei play-off di Serie B. L’importante occasione di allenare nel campionato maggiore però lo ha spinto ad accettare la proposta della società di Saputo, che ha riposto in lui tutta la fiducia per una navigazione serena nelle impetuose acque della Serie A.

Ma il progetto di Inzaghi non è mai realmente partito. La macchina da lui ideata non è mai riuscita ad ingranare la marcia giusta e così lo scorso 28 gennaio è salito ufficialmente al posto del guidatore Mihajlovic. L‘esonero è stata l’unica scelta possibile per il Bologna per tentare di salvarsi, perché dopo 21 partite i punti erano appena 14, una media di 1,5 a partita, le reti fatte 16, quelle subite 34 e soprattutto sotto gli emiliani c’erano solo Chievo e Frosinone. Così la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la sconfitta contro lo stesso Frosinone, che ha distrutto gli uomini di Inzaghi 4-0.

In questa prima fase di stagione turbolenta, Dijks è lentamente scivolato nell’oblio. Dopo una partenza da titolare acclamato e indiscutibile, rafforzata ulteriormente dalla rete siglata all’esordio in Coppa Italia contro il Pisa, l’olandese è stato accantonato dal tecnico di Piacenza. Nelle prime 6 partite ne gioca 5, tutte da titolare e per 90 minuti, in posizione di centrocampista di sinistra nel 3-5-2 impostato da SuperPippo.

Il modulo ha certamente limitato le sue qualità, inoltre il suo adattamento al calcio italiano non è stato esattamente istantaneo, e così dalla sesta partita in poi ne gioca solo altre 2 da titolare, in due casi disputa solo spezzoni e per 8 volte si divide tra panchina e tribuna per un mix di insoddisfazione dell’allenatore e un paio di infortuni. Una prima parte d’annata tetra per il Bologna tanto quanto per Dijks, la cui avventura pareva non sbocciare mai.

Ma dopo il grande freddo di ottobre, novembre e dicembre, a cavallo tra 2018 e 2019 l’olandese torna ad acquistare punti nella graduatoria di Inzaghi, che nelle ultime 3 partite come allenatore del Bologna lo schiera sempre dal primo minuto senza mai rinunciare al suo dinamismo e alla sua mole.

Poi la fine di Inzaghi, con il poker del Frosinone. Ma il vero inizio di Mitchell Dijks.

L’ESPLOSIONE CON MIJHAILOVIC

Con l’avvento del generale di ferro Sinisa Mijhailovic il vento cambia. Il Bologna mette la quarta e nelle 14 partite della gestione del serbo ne vince 7, ne pareggia 2 e ne perde 5. Dati che per la lotta salvezza vogliono dire rinascita, tant’è che oggi i felsinei sono al 15° posto con 5 punti di vantaggio sull’Empoli, impantanato nelle sabbie mobili che conducono alla Serie B.

La cura Mijha, oltre a risultare salvifica per la squadra in sé, ha portato giovamenti anche all’olandese, che ha da subito sentito la fiducia dell’intransigente allenatore. Fiducia ben ripagata da prestazioni puntualmente soddisfacenti. Dei 1260 minuti disponibili nelle 14 partite del nuovo mister, Dijks ne ha disputati 990, mentre i restanti sono stati condizionati da una giornata di squalifica per somma di ammonizioni e un paio di panchine che lo hanno spronato a migliorare.

Nonostante lo scarno apporto offensivo di una sola rete e nessun assist, Mitchell nel 4-3-3 di Mijhailovic, o 4-2-3-1, è tornato ad abbracciare il suo ruolo naturale di terzino sinistro, migliorando esponenzialmente nella fase difensiva. I numeri stagionali ora sono più che dignitosi:

  • 4,73 duelli aerei vinti ogni 90 minuti, a fronte degli 0,21 persi.
  • 2,21 tackles fatti di cui 1,26 vinti.(ogni 90 minuti)
  • 1,9 intercettazioni.(ogni 90 minuti)
  • 3,6 spazzate(ogni 90 minuti)
  • 2,52 palloni recuperati.(ogni 90 minuti)
  • Neppure un errore decisivo che ha portato al gol gli avversari.(ogni 90 minuti)

L’ultima partita disputata contro il Milan conferma la sua crescita. Espulsione finale a parte, dovuta da un crollo nervoso, la prestazione è stata interpretata bene, tanto che il Corriere della Sera nelle sue pagelle parla di “propulsione inesauribile”, mentre Eurosport lo premia con la sufficienza, proprio come Fox Sport, ed evidenzia che “ha messo in difficoltà Abate ed è un elemento importante per il Bologna”. 2 dribbling riusciti, 3 spazzate, un pallone intercettato e 3 contrasti vinti.

A piccoli passi Dijks sta prendendo la residenza sulla fascia mancina del Bologna, che intanto si avvicina alla salvezza.

Dopo un inizio da incubo il proseguo è da giocatore vero.

Duro, resistente, affidabile.

Mitchell Dijks, la propulsione del Bologna di Mijhailovic.