Raccontare la carriera di un giocatore dal suo soprannome non è un compito semplice eppure, qualche anno fa, qualcuno c’è riuscito. Stiamo parlando di uno dei più grandi esperti di Futbol Argentino (e non solo), Federico Buffa. La Serie A 2011/2012 parte dalla 2ª giornata, a causa di uno sciopero. L’Atalanta neopromossa è ospite del Genoa, la partita finisce 2-2. Sul tabellino degli orobici però c’è un solo nome, quello di Maximiliano Nicolás Morález, più noto semplicemente come Maxi Morález, autore di una doppietta.

Nel post-partita prende la parola Federico Buffa che rivela il soprannome dell’argentino raccontando l’aneddoto che si cela dietro ad esso. “El Frasquito“, un epiteto magico, sudamericano e che rappresenta alla perfezione la passione con cui in quelle zone si vive il Futbol.

El Frasquito” è il vasetto di marmellata che si è soliti consumare a colazione. Perché un calciatore dovrebbe essere soprannominato così? È qua che entra in gioco l’amore per il calcio tipicamente argentino. Il rumore del tappo che si apre sul vasetto richiama la dolcezza con cui Maxi Morález tocca il pallone e lo calcia verso la porta. È questa forse l’immagine perfetta per descrivere l’argentino nato a Granadero Baigorria, nella provincia di Santa Fe, il 27 febbraio del 1987.

CLASSE, RAPIDITÀ E FANTASIA

Appena 1 metro e 59 centimetri di altezza che gli valgono un altro soprannome, “El Nano”. Tra le caratteristiche principali di Maxi Morález la rapidità che gli permette movimenti repentini e dribbling secchi. Doti tecniche raffinate, un destro fatato che accarezza il pallone e una ingente dose di fantasia nella trequarti avversaria. Questa la ricetta per un centrocampista offensivo in grado di servire ai compagni deliziosi inviti a rete oppure di non perdonare il portiere nei pressi dell’area di rigore.

GLI ANNI IN PATRIA E LA PARENTESI RUSSA

Maxi Morález muove i primi passi della sua carriera in Argentina. Debutta con il Racing Avellaneda nel 2005 durante il Campionato di Clausura. Durante la stagione 2006, alla corte del Cholo Simeone, per la prima volta su una panchina, diventa titolare fisso del club di Avellaneda.

Nell’agosto 2007 viene acquistato per una cifra pari a 7 milioni di dollari dal FK Mosca. L’esperienza russa non può di certo essere considerata positiva, appena 6 presenze e nessuna rete. Dopo qualche mese torna in prestito al Racing. Una volta tornato nella Primera División, El Frasquito sigla il gol decisivo nel play-out contro il Belgrano che permette alla sua squadra di rimanere nella massima serie del campionato argentino.

L’esultanza dopo il gol decisivo per il titolo contro l’Huracán

Una volta conquistata la salvezza, Maxi Morález punta al grande salto. Alle porte del FK Mosca bussa il Vélez Sársfield che acquista El Nano per poco meno di 2 milioni di euro. Qui il centrocampista argentino trova continuità e spazio, con 14 presenze e 5 reti aiuta i suoi alla conquista del Campionato di Clausura del  2009. Curioso come abbia segnato nuovamente un gol pesantissimo, quello dello scontro diretto contro l’Huracán che ha permesso alla formazione di Buenos Aires di aggiungere un titolo in bacheca. Nel 2011 rinnova per altri due anni e conquista un altro Campionato di Clausura giocando 14 partite e segnando 4 gol. Durante la permanenza al Fortin, Morález debutta anche in Coppa Libertadores mettendo a segno 5 gol in 11 presenze. Nel luglio del 2011 annuncia che lascierà il club e la patria natia, su di lui ha messo gli occhi l’Atalanta Maxi Morález non intende lasciarsi scappare un’occasione così grande.

MAXI VESTE NERAZZURRO


El Frasquito viene acquistato per una cifra di circa 5 milioni di euro e firma un quinquennale. Esordisce con una doppietta contro il Genoa e concede il bis una settimana dopo contro il Parma. Un avvio scoppiettante che genera molto entusiasmo. Conclude la prima stagione orobica con 7 reti totali in 35 presenze. L’anno successivo non riesce a riconfermarsi. El Nano vive una stagione difficile con appena un gol. Il talento però difficilmente si nasconde, e, durante la stagione 2013-2014, Maxi Morález torna su buoni livelli. Per due stagioni consecutive segna 5 reti formando con un altro “folletto” una coppia formidabile, il Papu Gomez. L’ultimo gol lo sigla nel 2015-2016, in Campionato contro l’Hellas Verona nel settembre 2015, prima di lasciare i bergamaschi in direzione Messico. Con la numero 11 atalantina, 142 presenze e 18 gol. Un bottino di tutto rispetto che ha permesso a Morález di entrare nel cuore dei caldi supporters bergamaschi.

L’ESPERIENZA MESSICANA E L’MSL

Nel mercato invernale della stagione 2015-2016 si trasferisce al Leon, in Messico. Anche qua non perde tempo e va in rete alla seconda presenza. Anche in Messico conferma le cifre a cui ci aveva abituato chiudendo la stagione con 4 gol. Il centrocampista argentino non perde comunque mai l’occasione di confermare l’affetto per l’Italia e per la maglia nerazzurra.

“Sono rimasto in contatto con tantissimi ex compagni in nerazzurro, come ad esempio Cigarini e Carmona. Sono ancora oggi legatissimo all’Atalanta e a Bergamo, dove eravamo riusciti a costruire un gruppo affiatatissimo. L’Italia e la Serie A mi mancano da morire, ma posso essere senza dubbio orgoglioso di aver giocato in uno dei migliori campionati del mondo. E’ stata un’esperienza unica. Seguo sempre l’Atalanta, provo grande affetto verso questi colori e i tanti amici che li rappresentano, coi quali ho condiviso momenti bellissimi. 

Nel Febbraio 2017 il New York City di Andrea Pirlo comunica l’acquisto del Nano per circa 3 milioni di euro. L’MLS sembra il campionato giusto per, forse, chiudere la carriera. Fino ad ora 67 presenze e 14 reti per lui in terra americana.

Un giocatore capace di scaldare il cuore dei tifosi e di incendiarli con le sue giocate sopraffine. Sebbene non abbia mai calcato palcoscenici importanti rimane comunque un calciatore dall’indubbio talento e dalle grandi capacità tecniche che, tutt’ora, mette in mostra nella “grande mela”.