La considerazione che tutti avevano di Neymar fino a due anni fa era quella del campione affermato, pronto ad ereditare il duopolio dell’era Messi-Ronaldo. Tutto questo, però, fino a quando non è andato via dal Barcellona nel 2017, trasferendosi al PSG per la modica cifra di 222 milioni di euro. Al Barça era una delle stelle, faceva parte della MSN (Messi, Suarez, Neymar), probabilmente il tridente d’attacco più letale ed incisivo della storia del calcio moderno. Ma al brasiliano non bastava, ha voluto accelerare i tempi per diventare la stella indiscussa, non voleva più vivere all’ombra di Messi. Perché si sa, in una squadra in cui è presente il fuoriclasse argentino, lui viene sempre e comunque prima di tutti. La mossa PSG, però, non si è rivelata vincente, almeno per adesso.

Una delle tante magie di Neymar con la maglia del Barcellona. Dolci ricordi.

La prima stagione di Neymar poteva essere considerata di transizione, con il PSG eliminato agli ottavi di Champions per mano del Real Madrid, poi campione finale per la terza volta consecutiva. Certamente, sono arrivati i primi titoli nazionali francesi per il brasiliano (campionato, coppa di lega e coppa francese) ma sono solo magre consolazioni.

TROPPO LONTANO DAL CAMPO

Tutti si aspettavano qualcosa di più, allora, da questa stagione. Nuovo tecnico in panchina, quel Thomas Tuchel ambito dalla maggior parte delle maggiori panchine d’Europa. L’intesa consolidata con Mbappé e Cavani, l’arrivo di una leggenda vivente come Buffon. I presupposti ci sono, anzi c’erano. Perché il PSG è stato eliminato ancora agli ottavi di finale, uscendo a sorpresa contro il Manchester United. Neymar in quelle due partite non c’era, era infortunato.

Analizzando la stagione 2018/19 del brasiliano si può notare con che frequenza sia rimasto fuori dai campi: Neymar ha saltato in totale ben 26 partite sulle 53 attuali, praticamente la metà. Ed è paradossale che un giocatore come lui – e soprattutto per quanto è stato pagato – sia rimasto fuori così a lungo. La cosa curiosa è che anche lo scorso anno ha saltato molte partite, 21 in quel caso. Non era rimasto mai così assente dal campo durante la sua carriera.

La stagione di Neymar, fino a dicembre, sembrava scorrere a gonfie vele. Il PSG aveva già accumulato un notevole vantaggio mettendo al sicuro il campionato ed era riuscito a vincere il proprio girone di Champions non semplice, con Liverpool, Napoli e Stella Rossa. Prima di dicembre Neymar aveva saltato solo 3 partite, rimanendo a riposo precauzionale in 3 occasioni diverse. Poi è arrivato il primo problema, un infortunio agli adduttori che lo ha costretto a saltare 4 partite, rimanendo fuori 19 giorni. Quando è rientrato aveva smaltito completamente l’infortunio, all’inizio di gennaio è rimasto fuori per un’altra partita, lasciato anche in questo caso a riposo precauzionale.

Poi però pochi giorni più tardi è arrivata la batosta che non ci voleva, in Coppa di Francia contro lo Strasburgo. Neymar viene colpito per tre volte consecutive al piede destro dal difensore Zemzemi, lo stesso piede in cui lo scorso anno si era fratturato il metatarso. Il gioco riprende e il brasiliano lo umilia con una lambreta impressionante. Ma subito dopo è costretto ad uscire.

Analizzando il video si può notare innanzitutto la padronanza tecnica nello stretto di Neymar, che salta il primo avversario con una facilità disarmante e poi resiste con la palla attaccata al piede alla carica di Zemzemi. Forse per evitare di imbottigliarsi nel traffico, dopo aver saltato il primo avversario, poteva tranquillamente scaricare la palla e riproporsi. Invece il brasiliano insiste con la sua malattia del dribbling. Tutto questo è Neymar, nei suoi pregi e nei suoi difetti. L’infortunio subito lo costringerà a saltare ben 18 partite, tra cui i due importantissimi match contro il Manchester United.

Dopo l’eliminazione contro i Red Devils, Neymar con una storia su Instagram ha insultato l’arbitro Skomina per il rigore concesso nei minuti finali della partita, quello che di fatto ha condannato il PSG. Il risultato? Tre giornate di squalifica da scontare all’inizio della prossima Champions League.

Ma le bravate di Neymar non finiscono qui. Ha fatto molto discutere anche quello che è successo nella finale di Coppa di Francia persa contro il Rennes, poche settimane fa. Al brasiliano, durante la premiazione, si è avvicinato un tifoso che non gli ha riservato parole al miele. Neymar ha reagito colpendolo con un pugno, il video è diventato subito virale e la Federazione francese lo ha punito con un’altra squalifica, anche questa volta di 3 giornate.

NEYMAR RIMANE ANCORA UN GROSSO PUNTO INTERROGATIVO

Se volessimo tracciare un mini-bilancio dell’esperienza del brasiliano al PSG e dargli un voto, probabilmente non arriverebbe alla sufficienza. Nonostante la marea di gol e assist messi a segno, perché Neymar sembra essere sparito sempre nei momenti del bisogno. Ed è proprio quello che non deve fare un campione. Le voci che girano riferiscono che il brasiliano tornerebbe anche a piedi a Barcellona, ma al momento sembra un’utopia. Una cessione da parte del PSG potrebbe anche arrivare, ma dimostrerebbe un enorme fallimento.

La carriera di Neymar sembra essere arrivata ad un bivio: rimanere un grandissimo giocatore a Parigi, dove può fare tutto ciò che vuole, ma senza vincere nulla fuori dai confini francesi, oppure cambiare aria. Anche la pista Real Madrid non è da escludere, lì Neymar sarebbe la stella indiscussa ma con maggiori probabilità di trionfare in campo europeo. Chi è davvero Neymar da Silva Santos Júnior? La risposta, come sempre, ce la dirà soltanto il tempo.