”Veni. Vidi. Vici”. Questo è il modo migliore per riassumere la carriera da allenatore di uno come Pep Guardiola, uno di quelli che il calcio l’ha cambiato, rivoluzionato e dallo scorso sabato anche uno dei pochi ad aver vinto per due volte di seguito la Premier League inglese. Dal 2007, anno in cui iniziò ad allenare il Barcellona B, ad oggi, Pep ha vinto in ogni squadra abbia allenato:

  • Barcellona B (2007/2008) – promozione in Segunda División B
  • Barcellona    (2008/2012) – 3 Campionati spagnoli; 2 Coppe di Spagna; 3 Supercoppe di Spagna; 2 Champions League; 2 Supercoppe UEFA; 2 Mondiali per club
  • Bayern Monaco (2013/2016) – 3 Campionati tedeschi; 2 Coppe di Germania; 1 Supercoppa UEFA; 1 Mondiale per club
  • Manchester City (2016/ – ) – 2 Campionati inglesi; 2 Coppe di Lega inglese; 1 Community Shield

Un Palmarès così dovrebbe bastare per descrivere al meglio uno degli allenatori più vincenti della storia, ma Guardiola può vantare, oltre agli innumerevoli trofei, anche il merito di aver fatto esplodere alcuni dei talenti del calcio contemporaneo. Con il suo gioco fatto di fraseggio e verticalità, passaggi velocissimi e concretezza assoluta, sarebbe impossibile dedicare uno spazio a tutti i giocatori che con Guardiola hanno trovato l’habitat perfetto per esprimere al meglio il proprio calcio (dunque non verrano citati mostri sacri come Lionel Messi Arjen Robben); in questa speciale top ci limiteremo ai migliori 5 giocatori che, sotto la guida di Pep Guardiola, sono esplosi nel mondo del calcio:

PEDRO

Prima di infortunarsi è stato uno dei perni del Chelsea di Maurizio Sarri, anche se, a dirla tutta, Pedro Rodrìguez Ledesma, noto come Pedro (o Pedrito), è diventato il giocatore che è oggi sotto la guida di Pep Guadriola, al Barça tra il 2009 ed il 2011. Ora ha 31 anni, ma quando Pep lo promosse dalla ”sua” squadra B alla prima del Barça lo spagnolo aveva solo 20 anni. E fu subito protagonista.

Nel tridente d’attacco con Messi ed Eto’o Pedro entra in punta di piedi, per poi conquistarsi uno dei posti tra i titolari. Con i blaugrana vince tutto e da esterno di centrocampo, dotato di grande velocità e dribbling, diventa un’ala prolifica. Sotto la guida di Guardiola Pedro sigla 45 reti in 3 anni, score mai più eguagliato dallo spagnolo in un club.

GERARD PIQUÈ

Quello di Piquè è uno dei massimi esempi di calcio così come inteso da Guardiola.

Allo United non gioca e viene mandato in prestito al Real Saragozza, ma quando ritorna a Manchester continua a trovare poco spazio. La svolta c’è nel 2008; l’anno prima i Red Devils portano a casa Premier e Champions League (dove Piquè segna due gol nella fase a gironi), ma  in ogni caso il difensore spagnolo continua a giocare poco e diventa molto ricercato sul mercato. Nell’estate del 2008 si trasferisce al Barcellona, un Barça rivoluzionato, per molti mutilato dalle cessioni illusti di Deco, Zambrotta, Thuram e soprattutto di Ronaldinho, ma che con Guardiola porta a casa uno storico triplete.

Piquè diventa il prototipo del difensore moderno, perno della squadra catalana, capace di impostare alla perfezione il gioco, ma anche di compiere perfettamente la fase difensiva. Senza Pep Guadriola probabilmente il calcio non avrebbe uno dei difensori più forti al mondo.

THIAGO ALCANTARA

Fu proprio Guardiola a volerlo al Bayern: quando il tecnico spagnolo arrivò in Baviera, esplicitò alla dirigenza il bisogno di acquistare un centrocampista capace di simulare il ruolo che Xavi aveva nel tiki taka del Barcellona. Il prescelto fu proprio Thiago Alcantara, che Pep ebbe la possibilità di allenare anche in Spagna, senza mai potergli dare troppo spazio.

Al Bayern Monaco Thiago diventa uno dei giocatori centrali nel gioco dei bavaresi nonché uno dei preferiti di mister Guardiola, che spesso lo chiama a bordo campo per dargli indicazioni e più in generale lo ammaestra come fosse un suo personale allievo.

L’allora 22enne vive uno dei momenti più intensi della propria carriera, migliorando rapidamente; ora è ancora una delle stelle del campionato tedesco, nonostante venga spesso sottovalutato a causa del suo ruolo, in cui gli viene richiesto di agire più difensivamente.

LEROY SANÉ

Arrivato a vent’anni dallo Shalke 04, dove aveva mostrato i suoi grandi margini di miglioramente, Leroy Sané è presto diventato titolare nei Citizien di Pep Guardiola. Insieme a Sterling ed Aguero ha formato il tridente titolare per la gran parte dello scorso campionato, mentre quest’anno, a causa di alcuni infortuni, ma anche di una fiducia sempre minore da parte del tecnico spagnolo, ha avuto molto meno spazio.

”Gioca con la libertà con cui gioca Messi” gli disse Pep appena arrivato al City; Sané ha subito un miglioramento mostruoso, mostrando una maturità mentale e nel gioco di gran lunga superiore ad un qualsiasi altro ragazzo della sua età. Da quando è a Manchester ha siglato 39 reti in tutte le competizioni e per Transfermarkt vale già 100 mln.

Da mesi si parla di una rottura totale tra Sané e Guardiola, con il classe ’96 richiesto da Bayern e Juventus, e chissà se quest’anno non sia quello di un nuovo trasferimento per la giovane ala tedesca, diventata grande anche grazie all’attuale allenatore del Manchester City.

KEVIN DE BRUYNE

Kevin De Bruyne è uno dei centrocampisti più forti al mondo e, grande rimpianto dello Special One José Mourinho, deve molto del suo successo a Pep Guardiola.

Era diventato un grande giocatore già in Germania, al Wolsburg, ma al City è esploso definitivamente, imponendosi lo scorso anno come uno dei trascinatori per la squadra di Manchester nella vittario del titolo nazionale, tanto da meritarsi un posto nell ”UEFA Team of the Year”

Con Guardiola è diventanto un altro; gioca molto più avanti, ma fa dell’assist la sua forza, nonostante veda comunque la porta come pochi. Kevin De Bruyne è un centrocampista totale, è alto 1,81 m e pesa 75 kg, facendo si che anche sul piano fisico la sua presenza surclassi quella degli avversari. Difficile paragonare il talento del belga con grandi campioni del passato, ma la sua carriera potrebbe prendere la direzione dei grandi di questo sport; il suo valore attuale? 150 mln di euro (Transfermarkt), poco altro da aggiungere.