Portland Trailblazers (3) – Golden State Warriors (1) 0-1

Veramente poche volte come in passato una WCF tra il primo ed il terzo seed è stata così difficilmente pronosticabile. Non tanto per GSW (che comunque i suoi scricchiolii li ha affrontati) ma per una Portland che non si faceva vedere ai piani alti da quasi 20 anni. Nonostante un cumulato di talento fortemente sbilanciato verso il backcourt (e l’infortunio di Nurkic non ha dato certo una mano) i Blazers a suon di momenti epici stanno asfaltando la propria strada verso le Finals a furia di spallate.

Lillard torna a casa per le partite più importanti della sua carriera. Damian infatti è nato e cresciuto ad Oakland (ha frequentato la stessa HS di David Carradine, il Bill della trilogia di Quentin Tarantino) prima di finire a Weber State da 2/5 prospect. Un ultimo giro a casa (GSW giocherà al Chase Center di San Fran dall’anno prossimo) dopo l’ultimo passaggio a dicembre sarà comunque un bel modo di salutare la Oracle ed il pubblico di casa ancora una volta. Dall’altra parte però ci sono i campioni in carica. Non al massimo della forma, con Cousins fuori e Durant molto probabilmente rientrante in Gara-2, ma comunque con gli Splash Bros., Green ed Iguodala a pieno servizio.

“Dame has a chip on his shoulder. Has since the day he walked into this League. He play like a guy from Oakland, with a chip on his shoulder. A guy who’s been doubted forever”.

Poi c’è stato quel colorito scambio di opinioni iniziato sul podcast “Pull up” di CJ (laureato in giornalismo, mi piace ricordarlo) quando Durant gli ha fatto visita. KD non era così convinto del fatto che Portland potesse vincere un titolo e la questione andò un pochino fuori tema. Carino anche ricordare quell'”I’m trying Jennifer” fuori da ogni frase retorica ripetuta 1000 volte ai giornalisti.

Non era questo però il modo di iniziare, dal punto di vista strettamente cestistico come anche “ambientale”. Partiamo dal secondo: l’assenza di Durant ed una squadra eccellente ma comunque in periodo un po’ tortuoso poteva essere un’occasione d’oro epr un colpaccio in casa. Occasione buttata per motivi cestistici piuttosto banali. “Practice shots”. I 36 punti di Steph (contro i 3 del fratello Seth dall’altra parte) sono sembrati ancor più facili del solito. Non particolarissimi meriti di GSW (se non per aver giocato esattamente come sanno fare) ma molti aggiustamenti da fare in casa Blazers, a cominciare dalla difesa su P’n’R. In particolar modo con Curry a portare palla, troppi tiri open sono venuti dalle sue mani. Questo è un problema da risolvere, il talento che può (e che potrà mettere in campo) GSW è insostenibile se difeso senza un’adeguata risposta al P’n’R.

CJ comunque ispira fiducia:” I think we played a terrible game and we still had a chance going into the fourth quarter, so we need to tighten some things up and look forward to the game on Thursday.”

Possibilità upset: 5%

Toronto Raptors (2)  – Milwaukee Bucks (1) 0-0

Serie iper interessante nonchè la più accreditata ad inizio Playoffs. Kawhi Leonard vs Giannis Antetokounmpo potrebbe essere tranquillamente il matchup più interessante degli ultimi 10 anni, due giocatori quasi agli antipodi in ogni dualismo che possa venirci in mente. Dopo il primo buzzer beater della storia NBA a decidere una Gara-7 l’ala dei Raptors ha intenzione di tirare dritto fino alle Finals, le prime per la squadra canadese se dovesse succedere. Probabilmente però li vedremo ben poco tempo uno di fronte all’altro. Budenholzer nelle precedenti partite ha dirottato Khris Middleton su Leonard (quasi 48 possessi a partita, contro i 9 malcontati di Brogdon, secondo in questa particolare classifica). Compito abbastanza impegnativo, visto che l’ex Spurs è estremamente attivo nell’attacco canadese. Sarà comunque una chiave della serie, probabilmente decisiva. Chi andrà su Giannis? Il candidato più ovvio è Pascal Siakam. Il camerunense ha le doti per poterlo fare: alto, leve molto lunghe, forte di spalle e veloce di piedi. Il greco però nelle precedenti partite non è che abbia notato più di tanto l’effetto portanto a casa 27 ppg ed un 66 TS% abbastanza eloquente. Potrebbe essere più importante per Siakam impegnare Antetokounmpo in difesa, sia per evitare contropiedi disastrosi, sia per non dargli fisicamente tregua. Su questo tema si giocherà la partita a schacchi tra i due coach. Coach Nurse ha un playbook estremamente creativo ancor prima di concepire il pick’n’roll ma tirare fuori Siakam dall’area potrebbe non essere una grossa scelta (e già Sixers lo hanno fatto pascolare per il perimetro senza troppi problemi quando se ne è creata l’occasione) mentre Budenholzer dovrà proprio cercare di forzare questa soluzione.

Fuori dalla luce dei riflettori si affronteranno Bledsoe e Lowry. Le due guardie meritano un capitolo a parte per il loro passato ai PO (soprattutto Kyle) e l’impatto che potranno dare in un senso o nell’altro. Lowry ha la brutta fama di giocatore “da RS” viste le prestazioni non all’altezza del suo talento nelle precedenti postseason. Bledsoe ha appena chiuso il conto aperto lo scorso anno con i Celtics ed è in cercadi conferme. Il Buck è il classico giocatore che può indovinare la partita della vita ma le molteplici funzioni che copre nel quintetto lo rendono un giocatore comunque notevole anche nei momenti di secca offensiva.

Possibilità upset: 45%