Il Parma Calcio dopo il fallimento del 2015 è decisamente ripartito al meglio ritornando dalla Serie D alla massima serie in appena 3 stagioni. Il lavoro fatto da Roberto D’Aversa, mister dei ducali dal 2016, è stato egregio, mettendo nelle condizioni i propri giocatori di giocare un calcio semplice ed efficace e che gli ha permesso di ottenere 2 promozioni in 2 anni tra i professionisti. I pronostici di inizio stagione vedevano i crociati lottare per salvezza insieme alla altre due neo promosse, Empoli e Frosinone.

LA STAGIONE

Il ritorno in Serie A non è dei migliori ottenendo solo 1 punto in 3 partite, ma la vittoria a San Siro contro l’Inter alla 4a giornata ha dato delle energie mentali in più alla formazione parmigiana che ha concluso il girone d’andata con 25 punti. Un bel tesoretto se si considera il fatto che mancava un girone intero di campionato. La seconda parte del girone però non è stata fruttuosa come la prima, e la squadra ha iniziato a perdere punti e certezze. I risultati negativi hanno trascinato il Parma al 15° posto in classifica e a soli 3 punti dall’Empoli 18° ed in zona retrocessione. Ai crociati serviranno punti importanti in queste due ultime sfide per continuare a restare in Serie A.

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IL TRACOLLO FISICO

Il crollo della compagine parmigiana è attribuibile a diversi fattori che spaziano dagli infortuni fino a allo stato psicologico. Il gioco di D’Aversa è un gioco molto semplice, ma che richiede un parecchio dispendio di energie fisiche e che porta spesso i calciatori ad affaticarsi. Il 3-5-2 del mister ex Virtus Lanciano è composto da giocatori che fanno della forza fisica e della corsa il loro punto di forza, lasciando poco spazio alla qualità dei singoli. Gli atleti su cui fa riferimento D’Aversa sono sempre gli stessi, ma non perché la squadra allestita dal DS Faggiano sia corta, ma perché per una squadra che si deve salvare il turn over può essere deleterio, e potrebbe portare alla perdita di punti vitali. Il gioco intenso del Parma e le poche partite per riposare hanno causato problemi muscolari ad alcuni giocatori fondamentali per la squadra, e anche se gli infortuni non si possono prevedere, era auspicabile qualche acciacco nel corso del campionato, soprattutto di quelli non più giovanissimi. Oltre agli infortuni patiti da giocatori chiave come Roberto Inglese, che fino a prima di fermarsi guidava l’attacco dei ducali insieme a Gervinho, quella che potrebbe essere stata un’altra problematica riguarda la condizione atletica. Infatti da gennaio lo stato atletico dei calciatori gialloblù è calato drasticamente, non riuscendo a dare quell’intensità che aveva contraddistinto la squadra durante la prima parte di stagione e da cui dipendeva soprattutto la fase difensiva. Nel girone d’andata i gol subiti dai crociati erano solo 23 in 19 partite, mentre nel ritorno ben 36 in 17 gare: una bella differenza, in particolar modo se gli attaccanti principi della rosa non riescono ad incidere sotto porta.

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TRACOLLO PSICOLOGICO

Il terzo fattore chiave del Parma, dopo gli infortuni e la condizione atletica, è lo stato psicologico della squadra. E potrebbe dividersi in due: il primo è essersi accontentati degli ottimi risultati ottenuti fino a gennaio, il che ha portato la squadra ad allentare la presa; il secondo invece si legherebbe al fatto di non riuscire a ripetere quello che si è fatto ad inizio stagione, cadendo in una sorta di depressione da risultati.

I giocatori ducali potrebbero essersi accontentati, provando a concludere la stagione in “pilota automatico” ed andando avanti in campionato per potere di inerzia. Ciò che però hanno sottovalutato è stata la forza di volontà delle altre squadre, intenzionate a fare punti per raggiungere i propri obbiettivi, soprattutto le dirette concorrenti per la permanenza in Serie A. Difatti nella seconda parte gli unici scontri diretti vinti dai gialloblù sono stati contro Udinese e Genoa.

Se invece si fosse verificata la seconda opzione, cioè la depressione da risultati, il Parma sarebbe entrato in un tunnel, dal quale si può uscire soltanto attraverso qualche buona prestazione e in particolar modo con qualche vittoria, così da ridare un po’ di morale a tutta la formazione. L’ultima vittoria degli emiliani risale alla 27a giornata contro il Genoa: da quel momento per il club del Tardini solo pareggi (5) e sconfitte (4), alcune anche particolarmente pesanti come quelle contro Lazio e l’ultima nel derby contro il Bologna.

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IL FINALE DI STAGIONE

I risultati insoddisfacenti del girone di ritorno hanno compromesso l’ottima prima parte della squadra che fino a quel momento era stata senza dubbio la sorpresa positiva del campionato. Alla fine del campionato mancano solo due partite, e i 3 punti di distanza dall’Empoli non sono abbastanza per essere così certi della salvezza. I prossimi impegni che affronteranno i crociati saranno contro la Fiorentina in casa e la Roma all’Olimpico, due partite tutt’altro che semplici visto che la viola necessita di punti per la salvezza aritmetica, mentre la Roma tenterà l’ultimo disperato assalto per sperare nella Champions. D’altra parte però l’Empoli dovrà vincere contro il Torino, in lotta per la zona Europa, e l’Inter, che cercherà punti per consolidare il terzo posto.