La notizia lanciata in questi giorni da alcuni quotidiani sportivi nazionali, su tutti La Gazzetta dello Sport, ha riacceso i riflettori sul futuro del portiere del Milan, Gianluigi Donnarumma. Secondo la Rosea, infatti, sul portiere rossonero è tornato a caricare con forza il Paris Saint-Germain. Già, perché sul numero 99 del Milan la squadra francese ci aveva puntato anche qualche estate fa, quando il giovane Donnarumma era entrato in contrasto con la società sulla questione rinnovo. Un problema, quello contrattuale, che Mino Raiola, procuratore di Donnarumma, aveva risolto, non senza problemi, con Mirabelli e Fassone, all’epoca dirigenti rossoneri. Oggi, due estati dopo quelle famose banconote false buttategli addosso in segno di protesta, Donnarumma è di nuovo protagonista del calciomercato.

E’ bene ribadire che si tratta solo di indiscrezioni e di ufficiale non c’è ancora nulla. D’altronde il Milan, nonostante lo svantaggio rispetto a Atalanta e Inter, è ancora candidata più che credibile alla Champions League. Delle questioni di calciomercato si parlerà, dunque, solo a campionato concluso, quando sarà chiaro il futuro della squadra e del suo allenatore, Rino Gattuso, la cui posizione è ad oggi ancora da valutare. D’altra parte, invece, il PSG ha già vinto il campionato, dominato dall’inizio alla fine. Mentre il cammino europeo in Champions League è stato tutt’altro che felice, vista la precoce – e inaspettata – eliminazione agli ottavi di finale per mano del Manchester United. La dirigenza parigina ha iniziato a programmare il prossimo futuro e il primo punto oggetto di analisi è proprio quello del portiere. Durante questa stagione la porta del PSG ha visto alternarsi con una certa regolarità Alphonse Areola e Gianluigi Buffon, una situazione gestita forse non al meglio. Lo stesso tecnico Tuchel ha già dichiarato che dall’anno venturo l’alternanza dei portieri non sarà più presa in considerazione, data la necessità di avere un portiere titolare sul quale tutta la squadra, e non solo il reparto difensivo, possa contare.

DA SEMPRE L’EREDE DI BUFFON

Da quando Gianluigi Donnarumma ha iniziato a vestire i colori rossoneri, di lui si è sempre parlato come il degno erede dell’altro grande Gianluigi del calcio italiano, Buffon. Un paragone che lo accompagna da sempre e che probabilmente, in alcuni casi, ha anche condizionato le prestazioni dell’estremo difensore rossonero, che però ha sempre risposto alla grande dimostrando carattere e personalità, oltre che fenomenali qualità tra i pali. Avere a che fare con l’ombra del più grande portiere della storia del calcio ha inevitabilmente alzato le aspettative riguardo il giovane classe ’99, ma ha, allo stesso tempo, portato Donnarumma a migliorarsi costantemente, diventando titolare inamovibile del suo Milan, del quale ha più volte detto di voler diventare bandiera, e primo portiere della Nazionale italiana, che in tema di portieri può assolutamente ritenersi al sicuro.

Una delle parate più belle e al tempo stesso importanti della carriera di Donnarumma. Milik calcia a botta sicura ma il portiere rossonero dà prova di tutta la sua grande reattività ed esplosività nelle gambe.

La breve carriera di Donnarumma è costellata da una lunghissima lista di record, a testimonianza di un portiere dalle grandissime doti. A 16 anni e 8 mesi, Donnarumma fa il suo esordio dal primo minuto, era il 25 Ottobre 2015, e da quel momento nessuno è riuscito a scalfire la sua voglia di Milan. Nell’occasione diviene il secondo più giovane portiere a esordire in Serie A , preceduto solo da Gianluca Pacchiarotti, anni ’80, tempi diversi ma soprattutto carriere diverse (quella fu l’unica presenza in Serie A per il portiere del Pescara). Poco dopo diventa anche il più giovane titolare di sempre nella storia del derby di Milano. Poi ancora, più giovane esordiente della storia della Nazionale italiana under-21 (17 anni e 189 giorni), più giovane portiere sceso in campo da titolare con la Nazionale italiana (18 anni e 31 giorni) e infine più giovane calciatore di sempre a raggiungere le 100 partite in Serie A (19 anni e 49 giorni).

Sono i numeri di un fenomeno, senza se e senza ma. E lo sanno bene i dirigenti del Paris Saint-Germain che per tentare l’assalto alla Champions League ha deciso di puntare sul baby campione rossonero.

PRO E CONTRO DELLA SUA CESSIONE

Un suo addio potrebbe aprire davvero scenari incredibili. Innanzitutto è necessario capire quanto potrebbe ricavarci il Milan dalla sua eventuale cessione. Se due anni fa le cifre toccavano i 70-80 milioni, oggi come oggi è difficile ipotizzare che la dirigenza rossonera possa chiedere più di 50-60 milioni. Una valutazione figlia non del suo effettivo rendimento, sempre rimasto costante nonostante qualche fisiologica battuta a vuoto, ma più che altro della enigmatica situazione finanziaria del Milan e per via di un exploit che due anni fa pareva cosa fatta e che invece non ha impedito papere clamorose. Un’altra questione spinosa è rappresentata dalla poco chiara situazione a Parigi. Sotto la Torre Eiffel, infatti, nulla sembra trapelare riguardo il futuro di Tuchel, che chissà potrebbe ritrovarsi spiacevolmente coinvolto dal domino di allenatori pronto a scatenarsi in Europa, e sul futuro di Areola e Buffon. Ad oggi è, infatti, altamente improbabile pensare ad una nuova alternanza tra portieri ed è altrettanto difficile pensare che i due possano coesistere e accontentarsi del ruolo di secondo portiere. L’ex portiere della Juventus ha, nelle settimane scorse, ribadito di valutare un eventuale rinnovo di contratto con il PSG mentre sul fronte Areola la sensazione è che il suo futuro sia strettamente collegato alle strategie di mercato che il Paris adotterà in estate.

Il tiro di Memushaj del Pescara è indirizzato all’incrocio. Donnarumma con un intervento provvidenziale leva il pallone dal sette: un altro dei tanti miracoli ai quali i tifosi rossoneri si sono ormai abituati.

In casa Milan, però, l’addio di Donnarumma potrebbe rappresentare un boccone difficile da digerire. Cresciuto ed esploso con la maglia del Milan, Donnarumma ha spesso dimostrato di tenere tantissimo alla maglia del Diavolo. Vero, le casse del Milan sarebbero ben felici di ricevere questi famosi 50 milioni di euro, utili magari a rinforzare la rosa in altri reparti. Ma è allo stesso tempo molto difficile pensare ora ad un Milan senza il suo giovane fuoriclasse. Prima della sconfitta subita nel Derby di Milano, Donnarumma vantava la percentuale di parate più alta d’Europa e in generale è stato uno dei più positivi, oltre che costanti, di tutta la stagione. Le parate contro Fiorentina e Roma sono ancora vive negli occhi dei tifosi rossoneri che difficilmente sarebbero contenti di vedere il portiere campano partire verso la Francia. Con la maglia del PSG Donnarumma avrebbe l’opportunità di giocare puntando a vincere la Champions League che invece sulla sponda rossonera del Naviglio rappresenta più un sogno che altro.

PROBLEMA SOSTITUTO

Sostituire Gigio Donnarumma rappresenterebbe, inoltre, un problema di non poco conto. Non dimentichiamoci che stiamo parlando di un ragazzo di soli 20 anni che ha collezionato più di 150 presenze con la maglia del Milan, una società storica del calcio italiano e internazionale, già colonna della Nazionale italiana. Ecco, anche questo aspetto è un fattore tutt’altro che irrilevante: lasciare l’Italia, per gli italiani, è spesso coinciso con momenti di difficoltà, dovuti all’ambientamento o alla lingua. E anche sul campo le prestazioni ne hanno risentito non poco. Il Milan si troverebbe, nell’eventualità che l’addio si concretizzi, nelle condizioni di dover cercare un profilo quantomeno all’altezza di Donnarumma. E al momento è abbastanza difficile riuscire a individuare nomi giusti, con una buona esperienza anche in campo internazionale, economicamente alla portata della società e che soprattutto, cosa non così scontata, abbia voglia di difendere i pali di un Milan in via di ricostruzione.

Nella rosa del Milan esiste già un portiere che rispecchia tutte le caratteristiche sopracitate. Pepe Reina, infatti, ha già sposato il progetto rossonero la scorsa estate, quando il suo arrivo sembrò essere premonitore dell’addio dello stesso Donnarumma, che non si è poi mai tramutato per davvero. Certo, rimangono i dubbi riguardo la credibilità di tale opzione: puntare su un 36enne, dal grande bagaglio internazionale sì ma con ormai una carriera vicina a chiudersi, per un progetto che in realtà pone al centro i giovani, sarebbe una scelta poco condivisibile.

Sarebbe sicuramente più in linea con la visione del club puntare su qualche giovane portiere, magari italiano, che si è messo in mostra nel corso delle ultime stagioni. Audero e Cragno sono due nomi molto interessanti che hanno però valutazioni comunque alte. Il primo ha disputato la sua prima stagione in Serie A, non sono mancate le débâcle come quella di Bologna, ma ha dimostrato grandi qualità oltre che una personalità niente male per un portiere che veniva dal Venezia. Altrettanto positiva è stata l’annata vissuta da Alessio Cragno, portiere del Cagliari che in Sardegna si sta consacrando a livelli altissimi: l’Inter ci pensa da un paio di anni e la Roma lo sta monitorando con attenzione pronta ad affidargli le chiavi della porta capitolina. Molto azzardata potrebbe essere la volontà di lanciare titolare Alessandro Plizzari, portiere classe 2000 che sarà protagonista del prossimo Mondiale Under-20 con la Nazionale italiana. Una opzione da non scartare, ma ad oggi poco credibile. La determinazione della società di Via Aldo Rossi nel tornare ad essere competitiva prima in Italia e poi in Europa passa anche da queste scelte, che segneranno inevitabilmente il futuro della squadra rossonera.