Dopo le due vittorie contro Wolfsburg nel 2016 e nel 2018, e la vittoria contro il Paris Saint Germain nel 2017, il Lione del tecnico Reynald Pedros si aggiudica la quarta Champions League consecutiva, la sesta in un decennio, segnando un’epoca nella storia del calcio femminile. La finale, per la prima volta giocata in una città diversa da quella in cui si disputerà la finale maschile, si è aperta con una cerimonia di presentazione che ricalca l’evoluzione avuta dal calcio femminile negli ultimi anni: assurte a fenomeno di massa, le ragazze nel pallone stanno assumendo sempre più importanza e ascendente nel mondo calcistico e sportivo in generale.

LA PARTITA

Accade tutto in mezz’ora allo stadio Ferencváros di Budapest: prima è il Lione a portarsi in vantaggio grazie al goal di Dszenifer Maroszan, ungherese di nascita ma trasferitasi in Germania a quattro anni per seguire il padre calciatore; subito dopo inizia lo show privato del pallone d’oro Ada Haremberg che segna tre goal in quindici minuti mettendo in ridicolo la difesa del Barcellona e portandosi a casa il pallone della finale di Champions. Nel secondo tempo è sempre il Lione a condurre i giochi, con le Lionesse impegnate a far segnare Le Sommer nel giorno del suo trentesimo compleanno: sarà il Barcellona a segnare grazie alla stella nigeriana Asisat Oshoala che trasforma in goal il perfetto filtrante di Lieke Martens, segnando così il definitivo 4-1 per le francesi.

IL MOVIMENTO

La finale di Champions League numero dieci si associa alle otto finali di UEFA Women’s Cup che dal 2002 al 2009 hanno caratterizzato la scena europea del calcio femminile: un’evoluzione figlia della maggior attenzione del pubblico a un calcio in continua crescita e sviluppo. Il 17 marzo a Madrid, è andata in scena la partitissima di campionato tra Atletico Madrid e Barcellona, valida per la Liga e importantissima per testimoniare l’impennata delle quote rosa nel mondo del calcio: 61.739 spettatori. Un numero immensamente grande se paragonato alla media di spettatori ottenuta dall’Atleti del Cholo (55.000 dai dati Uefa) e di quasi nove mila spettatori superiore al record del 1920 di 53.000 paganti venuti a Goodison Park per assistere alla alla sfida tra Kerr’s Ladies e Helen’s Ladies nel boxing day di quell’anno. Altri sono poi i numeri importanti registrati dalle calciatrici in ascesa nel corso di questa stagione: 48.121 spettatori per la Copa de la Reina tra Atlethic Bilbao e Atletico Madrid al Saint Mamés, 51.000 pronti sulle tribune per assistere alla partita tra Tigre e Monterrey nella Serie A Messicana. Numeri da capogiro se visti nell’ottica di un movimento che in dieci anni è esploso a livello mondiale, assumendo un ruolo di primo piano nel mondo del calcio.

MONDIALI IN ARRIVO

Il caso italiano più lampante è quello a cui abbiamo assistito allo Juventus Stadium alla fine di marzo in occasione della partita scudetto tra Juventus e Fiorentina. Le due squadre si sono date battaglia per la vittoria del titolo davanti a 39.027 spettatori sulle tribune dello Juventus Stadium, tempio della Juventus campione d’Italia e arena dove le calciatrici sono state omaggiate da tutto il pubblico presente. Tra le altre compagini, importante anche il ruolo dell’AC Milan, che con Carolina Morace ha affrontato il campionato sperando nel titolo e aumentando l’appeal della competizione. L’evento che consacrerà il movimento nella sua interezza avrà infine luogo dal 7 giugno al 7 luglio in Francia, dove le calciatrici di tutto il mondo affronteranno il mondiale di categoria. Importantissimo il messaggio lanciato dalle calciatrici della nazionale tedesca dalla voce del capitano Alexandra Popp:

“Siamo state campionesse d’Europa per otto volte. Per il nostro primo successo, ci è stato regalato un set da tè. Sin dall’inizio non abbiamo giocato soltanto contro le nostre avversarie, ma abbiamo anche lottato contro ogni pregiudizio”

Un calcio che sta muovendo un così ampio seguito di pubblico non può che non avere voce in capitolo riguardo le discriminazioni e le paludi attravrso cui è dovuto passare per emergere a livello mondiale: dopo la finale di Champions vinta dal Lione, ci si aspetta tutto lo spettacolo possibile in Francia, dove tornerà l’Italia guidata dal CT Milena Bartolini dopo vent’anni dall’ultima volta.

FLORENCE, ITALY – JUNE 08: Cecilia Salvai of Italy celebrates after scoring a goal during the 2019 FIFA Women’s World Cup Qualifier match between Italy and Portugal at Stadio Artemio Franchi on June 8, 2018 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)