Mentre il calciomercato scatena il delirio sui social e milioni di tifosi tengono il fiato sospeso per gli ultimi verdetti del campionato, a partire da oggi ragazzi di 20 anni o giù di lì si giocano un Mondiale.

Nel tardo pomeriggio, in Polonia, si aprirà il sipario sul Mondiale under 20, la scena del talento calcistico globale. Sei gironi da quattro squadre per un totale di ventiquattro nazionali: solo le prime due di ogni gruppo più le quattro migliori terze accederanno alla fase finale. Questa sarà poi articolata in sedicesimi, ottavi, quarti, semifinale per arrivare alla finale del 15 giugno con sede a Lodz.

Tutti vorranno arrivarci, solo due ci riusciranno di cui una passerà alla storia. Tutti, però, potranno costruire la propria di storia con le abilità calcistiche individuali, raffinati mezzi con cui rapinare gli occhi vigili di migliaia di osservatori. È per questo motivo che di seguito vedrete selezionati diez talenti poco conosciuti, che in terra polacca proveranno a scrivere il primo capitolo di una brillante carriera.

CHRISTIAN CAPONE (Italia)

Non si può non iniziare dal nostro azzurro, che anche a livello giovanile sta tornando a battere forte. La prova lampante è la finale europea conquistata l’anno scorso dalla selezione U-19, il frutto della crescita qualitativa sul piano tecnico.

Questo progresso ha arricchito il movimento calcistico italiano di giocatori come Christian Capone, gioiello offensivo dell’Italia U-20. Questo ragazzo classe ’99 è un’ala offensiva che parte largo per poi accentrarsi sfruttando una brillante abilità di dribbling. In alternativa, può stazionare da punta centrale considerato che vede la porta come se fosse un bomber, come certificano i 15 gol in 22 partite con la Primavera dell’Atalanta due stagioni fa.

Quest’anno ha giocato pochissimo con il Pescara per via pure di un’operazione che lo ha tenuto fuori tre mesi. In Serie B con i biancoazzurri, però, ha già dimostrato di essere un prospetto interessante nella passato stagione, chiusa con 6 gol e 3 assist. È il 10 dotato di colpi di genio fuori dal comune che potrebbe ripetere l’exploit dell’anno scorso di Orsolini.

MATEUSZ BOGUSZ (Polonia)

La Polonia padrona di casa si presenta al Mondiale con poche certezze, ma pur sempre con un alone di curiosità dettato dalla storia degli ultimi anni a livello di talenti.

Potrebbe continuare la tradizione Mateusz Bogusz, che con i suoi 17 anni è il convocato più giovane della nazionale biancorossa. È un centrocampista che può giocare da play davanti la difesa o in posizione di trequartista. Possiede una tecnica di base ottima, dribbling, una buona struttura fisica e velocità e un tiro esplosivo che trova la porta da qualsiasi distanza. Nella Serie B polacca in 19 partite stagionali ha segnato 5 gol, che hanno attirato l’interesse del Napoli prima che il Leeds lo portasse in Inghilterra.

JUAN CAMILO HERNANDEZ (Colombia)

La Colombia approccia alla rassegna con un ruolo di primo piano spinta dalla grande quantità di talento a disposizione. La guida è Juan Camilo Hernandez, soprannominato “Cucho” per una certa somiglianza con Cambiasso.

Questo classe ’99 è una punta centrale tecnica molto abile a svariare su tutto il fronte offensivo tanto da poter fare anche l’ala. Nel suo gioco sembra una vipera perchè non dà reali punti di riferimento, è fortissimo a saltare l’uomo ed è dotato di una velocità esplosiva oltre che di una concretezza micidiale. Quest’anno si è messo in mostra con l’Huesca nella Liga spagnola con all’attivo 4 reti e 3 assist. Ha anche già esordito con la nazionale maggiore presentandosi subito con una doppietta.

MICHAEL CUISANCE (Francia)

Nella Francia è difficile trovare un calciatore che non è tanto conosciuto considerato che tutti i suoi principali talenti militano nei top campionati europei. C’è un nome, però, che non è diffuso quanto gli altri.

È quello di Michael Cuisance, centrocampista classe ’99 militante nel Borussia Monchengladbach. Agisce da metronomo davanti la difesa ed è estremamente fondamentale in entrambi le fasi di gioco. In quella di non possesso, è bravo nei tackles facendo valere anche la buona struttura fisica. Il suo, allo stesso tempo, è un profilo molto tecnico che sa risultare pericoloso soprattutto in fase offensiva con il suo stile di gioco raffinato. Ha una buonissima gestione della palla mostrando anche un ottimo dribbling ed è efficace a lanciare i compagni davanti la porta, segno anche di un’importante visione di gioco.

ERLING-BRAUT HALAND (Norvegia)

In questo mondiale c’è l’assenza pesante dell’Inghilterra, una delle nazionali più attrezzate, eliminata nelle qualificazioni dalla Norvegia. Quest’ultima è trascinata da Erling-Braut Haland, il talento più luminoso dell’unica selezione della regione della Scandinavia.

Trattasi del classico centravanti scandinavo, molto possente fisicamente (1.91 m d’altezza), bravo a fare sportellate e letale sotto porta. Questo classe 2000 ha, però, non scarse capacità tecniche, tra cui una buona dote di progressione palla al piede e una discreta abilità nel saltare l’uomo. Dimostra anche un non banale altruismo, raro da vedere in un attaccante.

LEONARDO CAMPANA (Ecuador)

L’Ecuador, inserito nel girone dell’Italia, si affaccia al Mondiale con il titolo di Sub 20 sudamericano e una forte candidatura al ruolo di sorpresa. La quantità di talento è alta, tra cui primeggia quello del trascinatore Leonardo Campana.

Il numero 9 della nazionale tricolor è un centravanti classe 2000 molto fisico (1.87 m) e tecnico. In area di rigore è il classico bomber di razza che non lascia nulla al caso, ma è anche tanto bravo a giocare con la squadra sfruttando le sue doti tecniche. Possiede una grande capacità a giocare la sfera, un controllo palla di notevole qualità, dribbling, un tiro da fuori di spessore oltre a colpi d’alta classe. È stato il capocannoniere del campionato sudamericano per via delle sue sei marcature, anche se lui non assicura solo gol.

LEE KANG-IN (Corea del Sud)

Il calcio sudcoreano negli ultimi anni sta conoscendo una crescita esponenziale che ha permesso molti talenti di salire alla ribalta in Europa. Tra questi c’è Lee Kang-in, che a Valencia ha già fatto intravedere doti strabilianti.

È un trequartista molto giovane, classe 2001, che con i Pipistrelli ha già debuttato, in questa stagione, nella Liga spagnola e in Europa League. Non poteva essere altrimenti considerato il suo notevole bagaglio tecnico. La piccola stella della Corea del Sud è molto forte con la palla tra i piedi, momento in cui mostra una capacità impressionante nel saltare l’uomo oltre a un tiro di pura precisione e bellezza. Il suo stile di gioco denota pure una brillante intelligenza calcistica che rientra tra quelle rare in circolazione.

BRUNO MENDEZ (Uruguay)

La tradizione dell’Uruguay dell’ultimo periodo ha visto esplodere tanti interessanti difensori centrali. A segnare una linea di continuità potrebbe essere Bruno Mendez, classe 1999 per il quale il Mondiale può essere un’ottima vetrina per lo sbarco in Europa.

Per caratteristiche tecniche ricorda tanto il suo connazionale Josè Gimenez in forza all’Atletico Madrid. È fisicamente roccioso e mantiene un baricentro piuttosto alto essendo molto forte negli anticipi, nei tackles e nei corpo a corpo risultando una belva della difesa. In fase di impostazione, dimostra di possedere anche una discreta tecnica e una buona visione. Come Gimenez, nell’eventualità può fare il terzino destro, più bloccato che di spinta.

MOUSSA NDIAYE (Senegal)

Il Senegal è chiamato a riscattare l’eliminazione ai gironi della nazionale dei “grandi” nel Mondiale dell’anno scorso; si presenta in Polonia con una buona selezione che ha tutto per fare bene. Partecipa alla spedizione anche una stellina che è destinata ad attirare parecchi osservatori in questa rassegna mondiale.

Si tratta di Moussa Ndiaye, difensore centrale giovanissimo (classe 2002) che per modo di giocare dimostra qualche anno in più. Possiede, infatti, un’intelligenza calcistica di grande spessore con la quale riesce a primeggiare in difesa anche da sotto età. Non ha una struttura fisica possente, ma si contraddistingue per un utilizzo del corpo estremamente efficace tramite cui riesce ad avere sempre la meglio sull’avversario. Riesce a fare la differenza anche con anticipi e nei tackles, la dimostrazione di come sia bravo a leggere il gioco.

Possiede pure una buona tecnica che gli permette di essere bravo nella fase d’impostazione, soprattutto in uscita palla al piede dal primo pressing rivale.

EZEQUIEL BARCO (Argentina)

La conclusione è riservata all’Argentina, una delle più attrezzate per il trionfo e una nazionale che desta sempre grande interesse per la qualità del talento. È il caso di Ezequiel Barco, uno dei gioielli dell’albiceleste che va seguito con un occhio di riguardo.

Questo classe ’99 è un calciatore brevilineo che agisce da ala offensiva che per la predisposizione ad accentrarsi può fare anche il trequartista. Molti lo hanno paragonato al connazionale Sergio Aguero per il suo fisico muscoloso oltre che per le doti tecniche. È un profilo che possiede una tecnica eccelsa, una velocità esplosiva, un gran dribbling, una forte abilità nel fraseggiare sulla trequarti avversaria oltre che una buona capacità d’inserimento.

Vede non poco la porta, come dimostrano i 4 gol in 8 partite segnati quest’anno con l’Atlanta in MLS. Per compiere il salto di qualità gli sarà molto utile il trasferimento in Europa, che passa tanto da questo Mondiale.

 

La lista dei talenti da attenzionare è pronta, dunque non resta altro che gustarsi lo spettacolo che tra poche ore prenderà il via. Buona visione!