Il mito narra che Atalanta fosse stata rifiutata dal padre Iaso (Serie A), che la abbandonò sul monte Pelio (Serie B); qui venne allevata da un’orsa (Percassi), che la crebbe e la affidò, in seguito, ad un gruppo di cacciatori, che le insegnarono a cacciare. Atalanta con il tempo crebbe e si dimostrò una grande cacciatrice, convincendo il padre a riconoscerla. A quel punto, però, ad Atalanta mancava uno sposo per realizzare il sogno di ogni fanciulla (Champions League): nessun pretendente si dimostrò all’altezza, finché non arrivò Melanione (Gasperini), che grazie a tre mele d’oro (Gomez, Zapata, Ilicic) riuscì a conquistare Atalanta e a sposarsi con lei, realizzando il suo sogno. Questo è, secondo la leggenda, il mito di Atalanta, in questo caso adattato alla squadra nerazzurra: gli uomini di Gasperini, infatti, con la vittoria per 3-1 sul Sassuolo hanno ottenuto il terzo posto in classifica e l’accesso diretto alla prossima Champions League per la prima volta nella storia del club. È stato un percorso lungo e faticoso, in cui l’Atalanta ha lottato contro squadre più blasonate e ha avuto la meglio, grazie ad una continuità nel girone di ritorno che è mancata a tutte le altre (41 punti fatti nella seconda parte della stagione, miglior punteggio in assoluto in Serie A, anche più della Juve, che ne ha conquistati 37, e miglior attacco del campionato con 77 gol fatti, che diventano 103 se si considerano tutte le competizioni). Vediamo quali sono stati i 3 momenti chiave della fantastica stagione della Dea.

21 OTTOBRE: IL RITORNO DI ILICIC E LO SPOSTAMENTO DI GOMEZ

Dopo l’iniziale vittoria per 4-0 contro il Frosinone, l’Atalanta ottenne una serie di partite senza vittorie (sette, di cui 3 pareggi e 4 sconfitte), che la fece scivolare al diciassettesimo posto. Per qualche motivo la squadra non girava bene e non riusciva ad esprimere il proprio potenziale. Il 21 Ottobre, però, nella partita contro il Chievo, Gasperini ha l’intuizione vincente: complice il ritorno da titolare di Josip Ilicic dopo l’infezione ai linfonodi del collo che lo tenne a freno nelle prime partite, il tecnico decise di abbandonare il tridente in linea e di spostare il Papu Gomez alle spalle di Zapata (in quel caso però era Barrow) e, appunto, Ilicic; mai scelta fu più azzeccata: la partita finì 1-5, con una tripletta dello sloveno. Da quel momento il 3-4-1-2 divenne canonico e portò la squadra a vincere altre tre partite di fila, compresa la sfida con l’Inter – vinta per 4-1 – decisiva per il terzo posto dal momento che la differenza tra le due squadre l’hanno fatta gli contri diretti. Da quel momento Ilicic inizierà la propria stagione (terminata con 12 gol e 7 assist), mentre Gomez e Zapata troveranno finalmente la propria dimensione, rivelandosi determinanti per il preoseguio della stagione (in campionato i tre giocatori hanno segnato 42 gol su 77 totali, praticamente il 55%).

3 MARZO: ADDIO SCONFITTA

Dopo una serie di risultati utili tra Dicembre e Febbraio, l’Atalanta perde due partite decisive con Milan (1-3) e Torino (2-0) mettendo a repentaglio l’accesso alle coppe europee. Nella partita successiva, però, i bergamaschi tornano alla vittoria contro la Fiorentina grazie ai gol dei soliti Ilicic e Gomez, oltre alla rete dell’onnipresente Robin Gosens, che consentono alla squadra di battere la Viola per 3-1. Questa partita sarà l’inizio di una serie positiva che non si chiuderà fino alla fine del campionato: da qui in poi, infatti, la Dea vincerà otto partite su 12, pareggiando le restati quattro e ottenendo, quindi, 28 punti su 36 totali. Un percorso macchiato solo dalla sconfitta in finale di Coppa Italia contro la Lazio lo scorso 15 Maggio, piccola pecca che avrebbe reso perfetta una stagione che sembrava essere partita nel peggiore dei modi con l’eliminazione dall’Europa League ad opera del Copenaghen ai rigori.

19 MAGGIO: SORPASSO E TERZO POSTO

Dopo quattro vittorie fondamentali contro Napoli e Lazio fuori casa e Udinese e Genoa in casa, l’Atalanta fa visita alla Juventus già Campione d’Italia e priva di stimoli: gli orobici hanno la possibilità di scavalcare l’Inter (reduce da tre pareggi nelle ultime quattro partite) al terzo posto, in attesa della sfida della squadra milanese al San Paolo contro il Napoli, anch’esso privo di obiettivi concreti. L’Atalanta gioca un’ottima partita allo Stadium, conducendo la gara per quasi 50 minuti dopo il gol del vantaggio di Josip Ilicic – manco a dirlo – al 33’ minuto, pareggiato all’ottantesimo dal gol di Mario Mandzukic. Un pareggio che permette comunque alla Dea di agganciare l’Inter al terzo posto e anche di scavalcarlo in virtù degli scontri diretti (4-1 a Bergamo e 0-0 a Milano). All’Inter basta fare un punto contro il Napoli per riprendersi il terzo posto e ottenere quasi matematicamente l’accesso alla Champions League. Tuttavia i nerazzurri subiscono una pesante sconfitta (4-1), perdendo il terzo posto e mettendo a repentaglio la qualificazione, ottenuta poi all’ultima giornata con la vittoria sull’Empoli. L’Atalanta, dunque, conquistò il terzo posto, confermato grazie alla vittoria di ieri contro il Sassuolo.
Un risultato storico per la Dea, che l’anno prossimo sentirà per la prima volta nella propria storia la musichetta della Champions League, rubando il posto alle cosiddette grandi, che però quest’anno si sono dovute arrendere ad una squadra che ha offerto sempre un gioco spumeggiante e veloce, frutto del grandissimo lavoro del tecnico Gasperini, dei gol di Gomez, Zapata e Ilicic, della compattezza di centrocampo e difesa e dalle incursioni delle ali, arma in più di questa mitologica Atalanta.