Dopo ben 24 anni, abbiamo assistito alla prima partita delle NBA Finals fuori dai confini statunitensi. È andata piuttosto sorprendentemente bene agli “stranieri” dopotutto.

”I think we did pretty good job at home. The fans are amazing, man. I just want to say that. From coming out for warmup to the end of the game, it was just the support and then going crazy. I’ve never seen anything like that.”

Pascal Siakam, oltre a dare credito ai suoi tifosi, gli ha dato anche una grossa mano per poter gioire a fine Gara 1. Il camerunense, in lotta per il MIP stagionale, è stato semplicemente irrisolvibile per la difesa di GSW. Un 14/17 dal campo di altissimo livello (2 dei tre tiri sbagliati sono un tap-in successivamente segnato ed il primo isolamento preso contro Draymond Green). I successivi 1v1 contro l’ala dei californiani hanno regalato molte più soddisfazioni. Un paio veramente pregevoli: Curry contiene bene Lowry in uscita dal p’n’r chiudendogli la luce per una penetrazione centrale verso il ferro. Con le spalle al muro, la guardia di Toronto trova un outlet pass che mantiene viva l’azione portando successivamente all’1v1 Siakam-Green. Con le spalle al canestro, Pascal vira sulla sua destra ed utilizza il suo reach fuori scala per mettere due punti in banca. Ad inizo secondo quarto l’ala dei Raptors strappa una pagina dal manuale del footwork di Hakeem Olajuwon lanciando l’amo sulla virata sul perno sinistro e pescando il canestro girando sul destro. Velocità di esecuzione pazzesca e quasi impossibile da leggere anche per un giocatore estremamente competente in difesa come Green. Per mettere in chiaro che è la sua serata, anche un jumper dalla media accolto benevolmente dalle divinità dei ferri.

Nell’economia della partita, un suo terzo quarto da 6/6 dal campo ha contribuito a tenere a distanza di sicurezza i californiani che perdono così la prima Gara-1 di una serie dopo 12 vittorie di fila. La squadra di Kerr ha avuto molto da rimproverarsi, a cominciare dalla gestione del matchup Marc Gasol. Il centro spagnolo sembrava poter essere l’anello debole della difesa di Toronto ma è risultato (sia per suoi meriti che per brutte decisioni) uno degli elementi decisivi. Gasol ha mostrato ancora una volta un illimitato IQ cestistico tale da vederlo difendere agilmente su Curry fuori dall’area, vederlo chiudere e recuperare sulle rotazioni offensive di GSW senza problemi aggiungendo anche quelle utilissime “hustle plays” che scavano facilmente solchi profondi sulle partite passando quasi inosservate.

Considerazioni risultate buone anche per Gara 2 ma i californiani hanno dimostrato ancora una volta cosa vuol dire essere campioni. Nonostante abbiano abbandonato la contesa sia Kevon Looney (all 99% fuori per tutta la serie) e Klay Thompson (da valutare), GSW ha trovato risorse inestimabili in Alfonzo McKinnie, Quinn Cook, Shaun Livingston ed Andrew Bogut rimettendo in piedi uno 0-2 che sarebbe stato pesantissimo per il futuro della serie. La squadra di coach Nurse è riuscita nell’intento di “spezzare il ritmo” alla valanga gialloblu fino all’intervallo lungo tenendoli ad un misero 8/28 dal campo.. Ma successivamente, come fa notare Gasol:

”They moved the ball really well and were running freely. Once they run freely, everything opens up for them.”

Anche Kawhi Leonard concorda con il compagno, indicando come il terzo quarto sia stato il turning point della partita con GSW che sale di ritmo e Toronto che sbaglia più del consentito. C’è stato comunque modo di rimetterla in piedi. Speranza rimasta viva fino alla fine ma il salvataggio di Livingston su uno sciagurato passsaggio di Curry e la successiva tripla di un eroico Iguodala a 8 secondi dalla fine (anche lui acciaccato da un’infortunio al polpaccio sinistro) hanno sentenziato un 1-1 preziosissimo in vista del trasferimento alla Oracle Arena. Adesso per i campioni in carica c’è da fare la conta dei superstiti. Kevin Durant sarà ancora fuori per Gara 3, Klay “potrebbe anche essere mezzo morto e dire di stare bene” per citare Steve Kerr, Looney è definitivamente perso. Sttringerà ancora una volta i denti Iguodala mentre Cousins, non ancora al 100%, dovrà dividersi la gran parte del minutaggio con Bogut. Fortunatamente, in una partita già importantissima, la panchina ha risposto egregiamente e nella Baia si aspettano altrettanto per i prossimi due incontri. Resta l’amaro in bocca ai canadesi per una occasione sciupata malamente ma una seconda chance come quella di stanotte capita raramente ed andrà necessariamente capitalizzata. Andare sotto 2-1 potrebbe essere una mazzata morale difficilmente digeribile per una squadra alle prime esperienze a queste altitudini.