Il Portogallo è una delle due finaliste della prima edizione della Nations League. Un cammino senza sconfitte dove i ragazzi di Fernando Santos hanno mostrato grande solidità e un’organizzazione di gioco ben definita. L’appuntamento è per Domenica 9 Luglio alle 20.45 all’Estádio do Dragão di Oporto contro la rinata Olanda agli ordini di Ronald Koeman.

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Fonte: profilo ufficiale Instagram Portogallo (@portugal)

Si sa che nel calcio un gol può segnare il destino di una nazione intera. Se poi tale nazione è legata a questo sport da un rapporto quasi magico, simile a quello che si respira in Sud America, è un’autentica apoteosi. È il caso del Portogallo, una nazionale che si è fatta conoscere solo nei primi anni 2000.

Siamo allo Stade de France, si sta giocando la finale di Euro 2016. La Francia, favorita del pronostico e padrona di casa, è andata più volte vicino al gol contro un Portogallo privato dopo solo 25′ del suo capitano nonché uomo simbolo, Cristiano Ronaldo. I portoghesi resistono e si fanno vedere dalle parti di Lloris, si va ai supplementari. Dopo 109 minuti di gioco è parità assoluta. La palla arriva ad Éder, entrato nel secondo tempo. I difensori francesi provano a pressarlo, ma è lontano dalla porta, pensano. Il centravanti fa valere il suo fisico e si libera della marcatura, alza la testa e lascia partire dai 25 metri un destro rasoterra che si infila in rete. Gli ultimi minuti sono follia pura, Ronaldo è in panchina in lacrime e fa l’allenatore spodestando Fernando Santos, il Portogallo resiste agli ultimi assalti bleus. Arriva il triplice fischio di Clattenburg, i portoghesi sono per la prima volta nella loro storia sul tetto d’Europa.

Fonte: profilo ufficiale Instagram Portogallo (@portugal)

Una vittoria che sa di svolta, è la prima volta che in Portogallo arriva un titolo internazionale. E arriva, soprattutto, dopo un cammino emozionante e una finale dal coefficiente di difficoltà enorme. Da quella coppa alzata nel cielo di Saint-Denis, Santos ha portato avanti un progetto nato già qualche anno prima, in grado di rivoluzionare una nazionale che prima del 2016 non aveva mai dato l’impressione di poter competere con le nazionali europee più forti. Al Mondiale in Russia, gli uomini di Santos si fermano solo agli Ottavi di finale, ma danno l’impressione di essere diventati un top team. La Nations League da conferma di ciò, dominano il girone con Polonia e Italia senza mai perdere. Strapazzano la Svizzera in Semifinale e staccano il ticket per la finalissima.

SANTOS: CENTROCAMPO E DIFESA

L’idea del tecnico è chiara. Essere organizzati dietro e ripartire sugli esterni. È noto come la fase difensiva negli ultimi anni abbia preso un’importanza fondamentale nell’assetto di gioco di qualsiasi squadra. Si parla però, giustamente, di “fase difensiva” e non di “linea di difesa”. Santos ha interpretato alla perfezione questa differenza fondamentale. I quattro di difesa sono l’unica certezza in una formazione che può cambiare dal 4-3-3, al 4-1-4-1 fino al 4-3-1-2 mostrato nell’ultimo match con la Svizzera. Ritornando al concetto precedente, i 4 di difesa, guidati perlopiù da Pepe, mvp nella finale di Francia 2016, sono sempre molto bravi a rimanere in linea e mantenere la copertura, aspetti fondamentali quando si gioca con due esterni di spinta come Nelson Semedo, Guerreiro oppure Cancelo. Ma ciò non basta, ecco come il reparto di centrocampo debba saper fare da filtro ed essere altrettanto capace di rimanere in linea per garantire copertura.

Centrocampisti in grado di creare densità anche dentro l’area di rigore, in modo da non lasciare spazi che potrebbero rivelarsi letali specie contro squadre tecniche e rapide come l’Italia.

In grado anche di coprire le eventuali uscite dei difensori e mantenere la linea senza perdere la posizione.

FASE OFFENSIVA

Anche per quanto riguarda l’attacco l’assetto è preciso e non varia a seconda del modulo. Si punta sulla rapidità, sui tempi di inserimento e sulla capacità di riempire l’area quando si arriva sul fondo. Trasformare l’azione inoffensiva diventa quindi fondamentale, ancora una volta sono i centrocampisti e gli esterni a fungere da collante, spezzando il gioco e ripartendo. È il caso del gol di Ronaldo contro la Svizzera. Palla recuperata, verticalizzazione immediata e contropiede. Tutto è più facile con giocatori come Bernardo SilvaJoão Félix, per citarne due, e, ovviamente, con un fenomeno davanti.

Abilità nel colpire in ripartenza ma anche a difesa schierata, con centrocampisti che si fanno vedere anche nei pressi dell’area di rigore offensiva, non rinunciando quindi anche a questa fase, e cercano gli inserimenti degli attaccanti.

Reparto d’attacco con tempi di inserimento e senso della posizione, caratteristiche con cui va a nozze André Silva, sempre abile nel liberarsi e, insieme ai compagni, nello spartirsi l’area di rigore e le zone di inserimento.

Ovviamente più spazio si ha a disposizione e più i giocatori possono farsi trovare in posizione come nella seguente immagine.

FATTORE CR7

Fonte: profilo ufficiale Instagram Portogallo (@portugal)

È inutile negarlo, Cristiano Ronaldo è ancora il simbolo di questa nazionale. Con la tripletta alla Svizzera è arrivato a quota 88 gol in nazionale segnando una tripletta anche nella Nations League. Non è però solo una questione di numeri come afferma anche il tecnico Santos:

“Senza di lui o con lui tatticamente cambia poco per noi, certo che con Cristiano Ronaldo aumenta la qualità della squadra e chi va in campo sente una spinta maggiore”

Parole che sanno di grandissima stima, per un calciatore fantastico ma anche un uomo spogliatoio, capace di essere il primo tifoso quando i compagni sono in campo e fare anche da protettore ai più giovani.

Si è creata una sorta di alchimia all’interno della nazionale portoghese, nonostante le rivalità tra club come Porto e Benfica che potrebbero ripercuotersi sui giocatori della nazionale. Il Portogallo dà l’idea di essere gruppo e squadra, e ciò è fondamentale soprattutto quando si rappresenta un paese intero nel mondo.

 

 

Fonte immagine di copertina: profilo ufficiale Instagram Portogallo (@portugal)