L’evento calcistico più atteso dell’anno, la finale di Champions League, ha visto protagonista due squadre inglesi. Anche il suo surrogato categoricamente inferiore, l’Europa League, ha avuto come interpreti finali due club della Premier League. Se ad esse si legano gli straordinari passi compiuti dalla nazionale inglese durante i Mondiali 2018, è ammesso e più che concesso che l’Inghilterra sia stato il paese calcistico della stagione. Anche per questo, la pesante sconfitta in Nations League di venerdì aveva richiamato alcune critiche sui Tre Leoni: un 3-1 dalla ri-nascente Olanda che ha non solo confermato lo straordinario talento di De Ligt ma anche posto alcuni dubbi sui colleghi inglesi. Certo la prestazione di ieri contro la Svizzera è stata tutt’altro che rimarcabile (ben tre pali colpiti nonostante lo zero a zero) ma a suscitare alcuni dubbi è stato il percorso di alcuni giocatori durante l’anno. Se al Mondiale hanno trovato un’importante fetta di notorietà Trippier, Stones, Pickford e alcuni altri, dopo un anno le aspettative sono parzialmente cambiate.

La battuta d’arresto in terra portoghese è stata molto scomoda tanto per le critiche quanto per il risultato: l’Inghilterra, come in un ottimo Mondiale, anche in Nations League si ferma a poco dalla vetta. Stavolta il collettivo inglese ha delle colpe, ma come è giusto che sia, non sarà certo una sconfitta nelle ultime sette gare a confutare il lavoro di Southgate. La Next Gen che quest’anno ha conquistato l’Europa con i club, con la Nazionale non si è fermata, anzi conferma i progressi partita dopo partita. Piuttosto, le difficoltà le stanno affrontando i giocatori che al Mondiale si erano rivelati le armi in più per Southgate, e che adesso, dopo un anno, hanno registrato dei regressi soprattutto con i club.

GLI SPURS

Il Tottenham ha concluso la stagione nuovamente con zero tituli, anche se, come è giusto che sia, non si può non denunciare il valore della prima finale di Champions della sua storia. Questo risultato è stato l’esaltazione di Pochettino e del gruppo, e il Tottenham è riuscito ad andare oltre i singoli. Anche perché i soli interpreti – ovviamente esclusi alcuni -, di per sé non hanno esaltato a pieno come ci si aspettava a inizio stagione, soprattutto per quello che riguarda i membri del roster dal centrocampo in giù. Kieran Trippier aveva disputato uno strepitoso Mondiale, condito da un gol su punizione e il cui inizio di stagione era apparso altrettanto scoppiettante. Con l’andare del tempo però il laterale ex Burnley non ha raggiunto il livello che gli si era prospettato a inizio stagione, e così, nonostante la titolarità e un ottimo cammino in Champions della squadra, le prestazioni del terzino sono state meno brillanti di quanto sperato. Ciò non denuncia una pessima stagione dell’ex giocatore del Burnley, piuttosto, un arresto del progressivo miglioramento del giocatore, che a 28 anni aveva fatto vedere cose buone ma con la prospettiva di un miglioramento. Ci sono stati degli errori abbastanza significativi in questa stagione: clamorosi quelli contro Liverpool (in Premier League) e Ajax (Champions), in Inghilterra Trippier ha commesso molte banalità soprattutto nei match fondamentali. Anche lui, come la maggior parte dei suoi compagni, ha disputato una disdicevole finale di Champions.

Fonte: profilo Instagram di Kieran Trippier

Discorso simile anche per Eric Dier, mediano roccioso al Tottenham dal 2014. Dopo aver raggiunto una continua fase di titolarità con Pochettino nel 2017, quest’anno l’inglese si è alternato con Wanyama in mezzo al campo. A ghigliottinare la sua stagione sono stati due indisposizioni pesanti: un’appendicite acuta e alcuni ripetitivi dolori all’anca. Eric Dier, che è stato a lungo seguito dal Manchester United, ha anche sbagliato uno dei rigori contro il Chelsea valevoli per la finale di League Cup (ieri tuttavia ha segnato il penalty contro la Svizzera). Ai Mondiali Dier era stato un’importante cerniera tra la difesa a tre impostata da Southgate e le ripartenze offensive, tanto che quest’anno Pochettino gli aveva concesso un minutaggio molto alto a inizio stagione. Successivamente gli infortuni e alcuni errori hanno condannato il centrocampista anglo-portoghese a una stagione dimenticabile e opaca. Eppure, Dier può essere ritenuto parzialmente giustificato a causa degli infortuni, mentre per quel che riguarda Stones e Pickford il discorso è piuttosto analogo a quello di Trippier.

PICKFORD e STONES

Il Manchester City ha vinto per la seconda volta consecutiva la Premier League in una singolar tenzone mozzafiato con il Liverpool. Guardiola ha avuto bisogno di ogni risorsa possibile e così è stato, tant’è che a segnare uno dei gol decisivi è stato il redivivo Kompany; lo stesso capitano dei Citizens, nelle ultime gare, ha ripreso la titolarità in difesa a scapito di John Stones. Il difensore centrale ex Everton aveva iniziato la stagione splendidamente, con un grande avvio e un livello delle prestazioni di indubbia qualità: Stones ha mostrato sicurezza nel palleggio e padronanza della posizione, ma nella fase finale della stagione il rendimento si è piuttosto dequalificato.

Stones ha perso il posto da titolare dopo alcuni svarioni troppo pericolosi che hanno portato Guardiola a preferirgli Aymeric Laporte o lo stesso Kompany. Guardiola, tra l’altro, nella scorsa stagione aveva investito ottime parole per il ragazzo di Barnsley, anche lui uscito ottimamente dal Mondiale di Russia 2018. Un altro difensore centrale in luce in Russia è stato Harry Maguire, che dopo molti rumors di calciomercato, alla fine è rimasto al King Power Stadium di Leicester. Appurato il suo status di difensore emergente, Maguire ha disputato una buona stagione, in linea con il rendimento della precedente, ma se gli addetti ai lavori si aspettava un campionato esplosivo dell’ex centrale dello Sheffield United, si sono dovuti ricredere. Maguire è stato un punto di riferimento per il Leicester – che ha finito il campionato con un apprezzabile nono posto – ma nulla di più di un buon difensore: ha avuto più problemi in Nazionale, dove ha commesso diversi errori al contrario delle strabilianti performances di Russia 2018.

Il portiere Pickford, all’Everton da due stagioni, ha avuto anch’esso un exploit nel 2018, culminato con l’eccellente Mondiale in cui è stato il primo portiere inglese a parare un calcio di rigore. Quest’anno, per lo più in campionato, Pickford ha commesso diversi errori e subito parecchi gol – complice anche una difesa molto rivedibile. Nel dettaglio, i media britannici gli hanno rinfacciato di dimostrare molta meno sicurezza: è come se avesse perso quel senso di imbattibilità trasmesso in Russia grazie a un carisma che a un numero uno inglese mancava da tempo.

Fonte: profilo Instagram Everton F.C.

E’ certo difficile ripetersi con continuità, soprattutto quando il livello raggiunto è stato quello dell’Inghilterra alla Coppa del Mondo in Russia. Una squadra molto giovane che ha addirittura sfiorato la finale di Mosca. Eppure, il Mondiale era stato indicato come un punto di partenza per il progetto della nuova Nazionale, che mirava a un processo di certificazione della maturità di certi giocatori. Invece, molti hanno sofferto (anche atleticamente) la nuova stagione e non sono riusciti a dare il meglio di sé. Ovviamente il discorso non è omogeneo e anzi, giocatori come Sterling e Henderson hanno giocato una buonissima stagione, ma è anche certo che la valutazione del giudizio dei nazionali sopracitati è cambiata. E anche le valutazioni economiche, parallelamente, subiscono un giusto arresto.

 

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram England National Team