Corsa, talento e tanta freschezza. Questo traspare da una delle nazionali più in forma del momento, l’Olanda di Ronald Koeman. Una nazionale estremamente giovane e, proprio per questa ragione, con margini di miglioramento esponenziali. La nazione che ha dato i natali a Robben e Van Basten possiede un gruppo calcistico affiatato, in grado di giocare un calcio prettamente propositivo. Il gioco della squadra permette di far divertire gli appassionati, ma al contempo evidenzia una funzionalità che questa domenica ha permesso ai calciatori fiamminghi di potersi giocare la finale di Nations League.

Come detto precedentemente, il binomio gioventù-talento è ciò che permette realmente di elogiare questa selezione. La difesa è sorretta dal 19enne De Ligt e dal 27enne Van Dijk, mix perfetto fra entusiasmo dirompente ed una certa dose di esperienza. A centrocampo il vero fulcro del gioco è Frenkie De Jong, promesso sposo del Barcellona e appena 22enne, con Van de Beek (anche lui classe ’97) anche lui pronto a diventare un altro dei perni della nazionale. Tutto brilla, tutto luccica, ma in questo perfetto schema tattico è presente una grande crepa: l’attacco. Nella zona avanzata del campo, si faticano a trovare elementi già affermati in campo europeo, all’infuori di Memphis Depay. Crisi nera quindi per l’attacco olandese o semplice periodo di flessione?

UNA NAZIONALE IN CRESCITA

Fonte: profilo Instagram ufficiale di Virgil Van Dijk

Inutile effettuare sensazionali giri di parole, la nazionale allenata da Koeman è forse la formazione più in crescita del panorama calcistico europeo, insieme all’Inghilterra. L’ex allenatore di Everton e Southampton, pur avendo avuto l’abilità di plasmare un gruppo di individualità in una rosa unita e compatta, ha avuto la grande fortuna di assistere all’esplosione di parecchi giocatori nel lasso di tempo sulla panchina orange. Il capitano della compagine, Virgil Van Dijk ha effettuato il definitivo salto di qualità solamente negli ultimi due anni, una volta approdato al Liverpool di mister Klopp. Il suo compagno di reparto, Matthijs De Ligt, è esploso totalmente in questa stagione grazie all’annata sontuosa disputata dall’Ajax e si appresta, a soli vent’anni, ad approdare in un to club da protagonista.

Fonte: profilo Instagram ufficiale di Frenkie De Jong

Medesimo discorso fatto per De Ligt si può fare per Frenkie De Jong. Il regista olandese, in realtà, aveva evidenziato grandi qualità anche due stagioni fa, ma è innegabile come quest’anno abbia regalato agli appassionati una qualità di rendimento assai difficile da riscontrare in profili simili. Altro calciatore che in questa stagione ha chiaramente innalzato il livello del proprio gioco è Marten De Roon. Il calciatore atalantino, grazie al perfetto ingranaggio costruito da Gian Piero Gasperini a Bergamo, è riuscito a testimoniare caratteristiche che, sino ad oggi, erano rimaste piuttosto nascoste. Il suo lavoro oscuro e la sua fisicità lo rendono perfettamente complementare con gli altri estrosi centrocampisti della rosa.

REBUS ATTACCO

Il discorso effettuato sino ad ora, tuttavia, si ferma alla trequarti. Nella zona offensiva nederlandese, si faticano a riscontrare profili di alta qualità. Prendendo in analisi il match di domenica sera, l’Olanda nei tre interpreti d’attacco ha schierato Babel, Depay e Bergwijn. Ryan Babel, pur effettuando un lavoro di sacrificio fondamentale per la squadra di Koeman, all’alba dei 33 anni sta vivendo da tempo la fase di tramonto della carriera e non può essere un elemento su cui fondare un reparto offensivo. Bergwijn, d’altro canto, è un profilo giovane che ha un grande margine di miglioramento e delle qualità indubbie, che però solo con l’approdo in un campionato molto più allenante dell’Eredivisie può far emergere del tutto. Depay, infine, è forse l’unico attaccante di spessore internazionale in rosa, ma si accende ancora ad intermittenza. Oltretutto, pur avendo più volte giocato con buoni risultati da prima punta, è evidente che il meglio di sé lo possa dare non da riferimento centrale, ma da seconda punta o da attaccante esterno.

Fonte: profilo Instagram ufficiale di Memphis Depay

Anche in panchina la situazione non migliora sensibilmente. La prima sostituzione effettuata due sere fa da Koeman ha visto l’entrata in campo di Quincy Promes al posto di Babel. Promes è senza alcun dubbio un calciatore tecnico, molto abile nell’uno contro uno, ma analizzando i suoi numeri stagionali si scopre una scarsa propensione al gol: in questa stagione solamente 5 marcature in 56 presenze stagionali. Anche per questo, probabilmente, è stato dirottato più volte in un centrocampo a 4 o a 5 come esterno a tutta fascia. Altro gregario della rosa è Luuk de Jong, attaccante 28enne di proprietà del PSV Eindhoven. De Jong è un calciatore che la porta la sa vedere, ed anche con una certa regolarità. In Eredivisie sono state 28 le sue reti, in 34 presenze. Tuttavia ci si interfaccia sempre con un campionato che presenta un livello difensivo approssimativo e una qualità media non molto alta. Non è un caso che in nazionale abbia trovato il gol sono in 4 occasioni (in 20 presenze).

SITUAZIONE DIVERSA RISPETTO AI PRECEDENTI PERIODI

Fonte: profilo Instagram ufficiale di Robin Van Persie

Tutto questo va agli antipodi rispetto all’Olanda delle ere precedenti, dovegli oranje poteva vantare centravanti di alta caratura. L’ultimo è stato Robin Van Persie, che con la divisa della propria nazionale ha realizzato 50 reti in 105 presenze. Andando più indietro nel tempo non ci si può dimenticare di Ruud Van Nistelrooy, che con la maglia della propria selezione nazionale ha effettuato ben 35 reti in 70 occasioni. Altri due profili che hanno dominato la scena fra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni duemila sono Patrick Kluivert, autore di 40 realizzazioni in 79 partite e Dennis Bergkamp, numero 10 con fiuto del gol da 9, autore di 37 gol in 79 apparizioni.

(fonte foto copertina: profilo Instagram ufficiale della federazione calcistica olandese)