Altri 3 punti. Altri 3 fondamentali punti nella corsa alle qualificazioni per l’Europeo del 2020. Una vittoria fondamentale ieri sera per i ragazzi della nazionale che, con un 2-1 in rimonta, riescono a prevalere sulla selezione bosniaca. Una gara singolare, diversa da quasi tutti i match dell’era Mancini. Gli azzurri infatti hanno faticato ad ottenere il pallino del gioco, con la Bosnia molto pericolosa ed intraprendente almeno fino al 60′ del secondo tempo. Italia che dopo 6 partite di imbattibilità, subisce una rete arrivata a seguito di un’azione corale stilisticamente sontuosa dei bosniaci. Adesso in classifica la formazione allenata da Roberto Mancini si porta a +8 sulla Bosnia, avversario più accreditato del girone e a +3 sulla Finlandia seconda, guadagnandosi quindi una fetta importante di qualificazione.

PRIMO TEMPO SOFFERTO

La formazione italica per l’occasione sceglie un falso 4-3-3. Falso perché ad agire come terzino destro il ct azzurro opta per Gianluca Mancini, di conseguenza la squadra in fase di possesso si posiziona in campo con un 3-5-2. La prima punta, invece, è stata Fabio Quagliarella, ed è proprio il centravanti della Sampdoria che al secondo minuto impegna subito l’estremo difensore Sehic. Dopo gli iniziali 10 minuti di fattura italiana, la Bosnia inizia ad acquisire terreno, tramite una forsennata chiusura degli spazi e ripartenze assai pungenti. La nazionale azzurra gioca con una linea difensiva alta e Gianluca Mancini fatica sempre a scalare a destra, lasciando perennemente il suo out di competenza libero. Al 17′ è Visca a poter insaccare la palla in rete, ma la sua conclusione si tramuta in un nulla di fatto.

Fonte: profilo Instagram ufficiale di Edin Dzeko

Il gol bosniaco però arriva, ed è una rete decisamente meritata. Al 31′, infatti, l’Italia sbaglia a portare il primo pressing sbilanciandosi conseguentemente. La Bosnia è brava a sfruttare questo momento di indecisione della compagine italiana e tramite tre passaggi di ingente velocità riesce a bucare la difesa azzurra. Edin Dzeko, promesso sposo dell’Inter, si ritrova difatti una palla da buttare solamente in rete, a Sirigu oramai battuto. L’Italia subisce il contraccolpo psicologico e la Bosnia, al contrario, continua ad attaccare, interrompendo sul nascere le azioni dell’Italia tramite un fallo sistematico ad inizio azione. Al 40′ arriva la prima vera grande occasione della formazione azzurra: Quagliarella fa infatti partire un tiro dalla distanza, permettendo al portiere avversario di superarsi.

SECONDO TEMPO DA ITALIA

All’inizio del secondo tempo il commissario tecnico Roberto Mancini smista le carte in tavole, sostituendo Fabio Quagliarella con Federico Chiesa. Quagliarella autore di una partita decisamente sottotono, perennemente ingabbiato dalla marcatura a uomo di Bicakcic, difensore dell’Hoffenheim. Tramite l’attacco leggero l’Italia acquisisce una certa imprevedibilità offensiva. Proprio al 48′, tramite uno schema da corner, Insigne realizza una conclusione magistrale da fuori area, battendo un incolpevole Sehic.

Fonte: profilo Instagram ufficiale di Lorenzo Insigne

L’Italia pareggia quindi la partita, tuttavia a seguito del gol è comunque la Bosnia che si fa vedere. l’Italia, come detto poc’anzi, è troppo sbilanciata e le fasce non scalano in maniera adeguata. Dal 60′ iniziamo però a prendere campo, seppur arrivino comunque degli errori tecnici grossolani. Soprattutto Bernardeschi è apparso mai realmente in partita per tutto il corso del match. L’Italia gioca però un calcio arrembante, vogliosa di ottenere una vittoria che tanto peserebbe nell’economia del girone. La Bosnia, d’altro canto, smette di giocare un calcio propositivo, fatto di continue ripartenze, a favore di un’attenzione posta solamente sulla fase difensiva. Quando accade ciò inevitabilmente il gol lo si incassa. All’85’, difatti, è Insigne che scappa sul fondo sinistro del campo e mette un pallone in area per Verratti. Il centrocampista del PSG, autore di una partita sottotono sino a quel momento, tramite l’interno destro riesce a spedire il pallone all’angolino del secondo palo, portando quindi in vantaggio i propri compagni.

Fonte: profilo Instagram ufficiale di Marco Verratti

COSA SI IMPARA DA QUESTA VITTORIA?

Da questa vittoria la nostra nazionale può assumere ulteriore consapevolezza dei propri mezzi. La Bosnia, come tasso tecnico, è forse la rivale più accreditata del nostro girone. L’Italia è senza dubbio incorsa in ingenti difficoltà, quantomeno iniziali. Tuttavia, pur non esprimendo il solito calcio esteticamente funzionale è riuscita comunque a portare a casa il massimo bottino. La formazione testimonia sempre più come la coesione di gruppo sia fondamentale per questa selezione. Nei momenti difficili, il gruppo si compatta e riesce a trovare nuovi stimoli per andare a superare l’ostacolo del momento. La caparbietà della squadra è sicuramente un grosso punto a favore della formazione di Mancini. Inoltre, dalle marcature, si evince come i calciatori di maggior estro tecnico abbiano preso in mano il destino della formazione azzurra. Nell’era Ventura, sia Insigne che Verratti non avevano brillato particolarmente, probabilmente per una collocazione in campo non consona alle proprie caratteristiche. Le critiche ai due giocatori erano state pesanti e la voglia di rivalsa del duo ex Pescara ha di certo fatto mostrare tutte le loro qualità.

Fonte: profilo Instagram ufficiale della FIGC

NON PIÙ IL 3-5-2 E BUONA ALTERNANZA IN ATTACCO

Per vocazione tattica questa squadra probabilmente non è fatta per giocare con il 3-5-2. Per lo meno ad oggi ha dimostrato evidenti lacune contro una formazione sì quotata tecnicamente, ma che non presenta il medesimo livello di compagini molto più accreditate. Compagini che di certo affronteremo ad Euro 2020. Gianluca Mancini non riesce a staccarsi in fretta dalla linea centrale a 3 per andare a colmare un vuoto sulla destra e lo stesso Emerson Palmieri presenta qualità marcatamente offensive piuttosto che difensive. Un centrocampo a 5 si potrebbe anche attuare, magari con interpreti differenti, che già nel proprio club di appartenenza agiscono con questo determinato schema tattico: Lazzari, Biraghi (che comunque per queste due partite era indisponibile per infortunio). Veder agire Bernardeschi da esterno a tutta fascia è troppo limitante per le qualità del calciatore. Non un caso se con l’entrata in campo di De Sciglio e quindi un passaggio al 4-3-3 la squadra ha avuto una fluidità di gioco maggiore.

In attacco la gestione di Roberto Mancini è stata ottima. Meritata la titolarità di Fabio Quagliarella, considerato sia la stagione degli altri attaccanti della selezione sia le caratteristiche dell’attaccante campano. Fondamentale poi il passaggio all’attaccante falso nueve, con Insigne, Bernardeschi e Chiesa costretti ad invertirsi continuamente di ruolo in zona offensiva, non lasciando punti di riferimento agli avversari. Inoltre, con l’entrata in campo di Belotti, la squadra ha avuto ciò che serviva in quel frangente quindi un maggior attacco alla profondità ed un’attenzione difensiva avversaria più focalizzata sulla punta del Torino, andando quindi a lasciare inevitabili spazi per altri incursioni.

 

(Fonte foto copertina: profilo Instagram della FIGC)